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Un impianto fotovoltaico è un sistema che produce energia elettrica a partire dalla luce solare. È composto da pannelli fotovoltaici, formati da celle solari, in genere in silicio, capaci di convertire la radiazione solare in corrente elettrica continua.
Negli impianti domestici, l’energia prodotta viene usata prima di tutto per coprire i consumi dell’abitazione. L’eventuale energia non autoconsumata può essere immessa nella rete elettrica e valorizzata secondo i meccanismi previsti dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici.
Per una casa, la potenza di partenza più comune è di circa 3 kW, indicata per famiglie con consumi contenuti o medi. In presenza di consumi più elevati, per esempio pompe di calore, piano a induzione, climatizzazione o auto elettrica, può essere opportuno valutare impianti da 4,5 kW, 5 kW o 6 kW.
Il costo di un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo dipende da potenza, qualità dei componenti, capacità della batteria, complessità dell’installazione e agevolazioni fiscali disponibili.
Nel 2026 il fotovoltaico domestico può rientrare nel Bonus Casa, con detrazione IRPEF ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Le aliquote previste sono:
Il limite massimo di spesa agevolabile è pari a 96.000 € per unità immobiliare. La detrazione riduce il costo effettivo nel tempo, ma richiede capienza fiscale sufficiente e il rispetto delle modalità di pagamento e documentazione previste dalla normativa.
I prezzi di partenza medi, considerando installazioni su abitazione principale e detrazione al 50%, sono:
| Potenza dell'impianto | Prezzo di partenza* | Tipologia di impianto |
|---|---|---|
| 3 kW | da 4.999 € | con accumulo |
| 5 kW | da 5.900 € | con accumulo |
| 6 kW | da 6.300 € | con accumulo |
*Il prezzo si intende "a partire da" per installazioni su abitazione principale (detrazione 50%). In caso di seconda casa (detrazione 36%), l'importo netto da sostenere sarà proporzionalmente superiore a causa della minore aliquota di incentivo. Il prezzo finale può variare in base alla complessità del montaggio, alla qualità delle strutture di supporto e alla capacità della batteria di accumulo.

Il funzionamento di un impianto fotovoltaico si basa sull’effetto fotovoltaico. Quando la luce del sole colpisce le celle del modulo, gli elettroni presenti nel silicio vengono messi in movimento, generando corrente continua.
La corrente continua prodotta dai pannelli viene poi trasformata dall’inverter in corrente alternata, cioè la forma di energia utilizzata dagli elettrodomestici e dall’impianto elettrico domestico.
Un impianto fotovoltaico è composto principalmente da:
I moduli fotovoltaici oggi più diffusi, soprattutto monocristallini e ad alta efficienza, hanno in genere un’efficienza indicativa compresa tra il 20% e il 23%, con valori superiori per alcune tecnologie premium o sperimentali.
Gli impianti fotovoltaici si distinguono principalmente in due categorie:
Un impianto fotovoltaico da 6 kW con accumulo può partire da circa 6.300 € per installazioni su abitazione principale, considerando la detrazione fiscale del 50% recuperabile in 10 anni. Il costo effettivo dipende però da componenti, batteria, pratiche, installazione e caratteristiche dell’immobile.
Un impianto fotovoltaico da 6 kW con accumulo può partire da circa 6.300 € per installazioni su abitazione principale, considerando la detrazione fiscale del 50% recuperabile in 10 anni. Il costo effettivo dipende però da componenti, batteria, pratiche, installazione e caratteristiche dell’immobile.
I pannelli solari termici producono calore e servono soprattutto per acqua calda sanitaria o integrazione al riscaldamento. I pannelli fotovoltaici, invece, producono energia elettrica utilizzabile in casa. Sono quindi tecnologie diverse, anche se entrambe sfruttano l’energia del sole.
I principali vantaggi del fotovoltaico sono la riduzione dei consumi elettrici dalla rete, il risparmio in bolletta, una maggiore autonomia energetica, la possibilità di usare energia rinnovabile e il potenziale aumento del valore dell’immobile.
Gli svantaggi principali sono il costo iniziale, la produzione variabile in base a stagione e condizioni meteo, la necessità di spazio disponibile e gli adempimenti tecnici e burocratici. La convenienza dipende soprattutto da consumi, autoconsumo, esposizione dell’impianto e incentivi disponibili.
Conviene installare un impianto fotovoltaico quando l’abitazione ha consumi elettrici significativi, buona esposizione solare e possibilità di autoconsumare una quota rilevante dell’energia prodotta. Non esiste una sola stagione ideale: l’impianto produce tutto l’anno, anche se con rendimento maggiore nei mesi più soleggiati.
Nel 2026 il principale incentivo per il fotovoltaico domestico è il Bonus Casa, che consente una detrazione IRPEF del 50% per l’abitazione principale e del 36% per seconde case e altri immobili, entro il limite di 96.000 € per unità immobiliare.
Il Reddito Energetico Nazionale è una misura gestita dal GSE e destinata alle famiglie in condizioni di disagio economico, con ISEE inferiore a 15.000 € oppure inferiore a 30.000 € in presenza di almeno quattro figli a carico. Il contributo è finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici domestici per l’autoconsumo, nei limiti delle risorse disponibili e dei bandi attivi.
Il Conto Termico 3.0, sempre gestito dal GSE, incentiva interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il fotovoltaico non va considerato come incentivo autonomo generalizzato: può rientrare solo in specifiche configurazioni, ad esempio se abbinato a interventi come la sostituzione dell’impianto di climatizzazione con pompa di calore, secondo requisiti e regole operative previste dal GSE.
Prima di scegliere un impianto fotovoltaico, è consigliabile confrontare più preventivi, verificare la presenza dei requisiti per le agevolazioni fiscali e valutare consumi, esposizione del tetto, spazio disponibile e convenienza del sistema di accumulo.