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Il solare supera i combustibili fossili: è un risultato storico

L'energia fotovoltaica è diventata il principale traino della crescita dell'offerta energetica a livello globale, superando i combustibili fossili. Un risultato storico, dovuto alla maggiore efficienza delle tecnologie impiegate in varie parti del mondo.

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

solare supera i combustibili fossili
Il fotovoltaico supera i combustibili fossili

⏰In 30 secondi:

 

  • Fotovoltaico leader: guida la crescita energetica globale, superando i fossili
  • Elettricità in aumento: +3% spinta da auto elettriche e data center
  • Rinnovabili + nucleare: coprono il 60% della nuova domanda energetica

Il 2025 potrebbe essere ricordato come l'anno nel quale è cominciata la vera trasformazione energetica a livello globale. Per la prima volta nella storia, il fotovoltaico è diventato la principale fonte della crescita dell'offerta energetica su scala mondiale. Un trend che si intreccia con quanto già visto in Europa, dove la produzione da rinnovabili ha superato il 50%. Analizziamo i dettagli più interessanti servendoci dei dati forniti dal rapporto Global Energy Review, pubblicato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE).

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La domanda globale rallenta, l’elettrificazione avanza

Stando ai dati forniti dall’AIE, la domanda complessiva di energia nel 2025 è cresciuta a un ritmo più limitato rispetto all'anno precedente, attestandosi all'1,3%. Un dato che riflette una crescita economica in rallentamento, ma che non nasconde l'accelerazione improvvisa dell'elettrificazione. Il consumo di corrente elettrica è aumentato del 3%, andando a doppiare il tasso di crescita della domanda complessiva. Tutto ciò è dovuto a due fattori:

  • la sempre maggior diffusione dei veicoli elettrici, che nel 2025 hanno superato i 20 milioni di unità vendute;
  • la grande espansione dei data center, indispensabili per la fornitura di servizi di intelligenza artificiale.

Sull'argomento si è espresso il direttore esecutivo della AIE, Faith Birol, che spiega: “Il consumo di elettricità sta crescendo molto più velocemente della domanda energetica complessiva. I Paesi che daranno priorità alla resilienza e alla diversificazione saranno i meglio posizionati per gestire la volatilità e garantire energia sicura e accessibile”.

La crescita del fotovoltaico è dovuta anche alle rinnovate tecnologie di gestione. Il 2025 è stato infatti un anno record per i sistemi di accumulo, con circa 110 gigawatt di nuova capacità installata. Si tratta di un dato che supera l'incremento annuale del gas naturale, e che consente di ottenere flessibilità per amministrare la grande mole di energia solare prodotta. A tal proposito, va detto che la produzione fotovoltaica ha aggiunto 600 terawattora a livello mondiale, il più grande aumento strutturale registrato per una singola tecnologia in un solo anno.

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Gas e nucleare sono ancora rilevanti

Nonostante l'elevata crescita dell'energia fotovoltaica, l'analisi del mix energetico globale del 2025 ha confermato che le fonti tradizionali sono ancora rilevanti. Nello specifico, il gas naturale registra la seconda quota più alta nella crescita dell'offerta energetica, con il 17%. Il nucleare, se associato alle rinnovabili, risulta responsabile del 60% dell'aumento della domanda energetica. Ciò è dovuto anche alla costruzione di nuovi reattori capaci di generare oltre 12 gigawatt, posizionati in varie aree del globo.

Rinnovabili e nucleare insieme hanno superato, in termini di produzione, il dato relativo alla crescita totale del fabbisogno elettrico, togliendo spazio ai combustibili più inquinanti.

Un quadro complesso con alcune sorprese

Analizzando l'impatto ambientale, il report AIE conferma che le emissioni globali di anidride carbonica legate all'energia sono in rallentamento. C'è però una sorpresa negativa: per la prima volta dagli anni ‘90, le emissioni delle economie avanzate (+0,5%) crescono di più di quelle dei mercati emergenti (+0,3%). Il dato potrebbe essere spiegato con il cambiamento delle condizioni climatiche, che ha spinto i Paesi più sviluppati ad aumentare l'uso di combustibili fossili per il riscaldamento. E in ogni caso, l'impiego di tecnologie sempre più avanzate a basse emissioni ha permesso, a partire dal 2019, di evitare un impiego di combustibili fossili pari all'intera domanda dell'America Latina.

Un'altra sorpresa riguarda il rapporto tra Stati Uniti e Cina. Washington ha registrato infatti la seconda crescita più alta della domanda energetica di questo secolo, dovuta a fattori tecnologici e ambientali. Pechino, invece, cala dell'1,7%, merito della maggiore efficienza energetica e della sostituzione del carbone con le rinnovabili.

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