⏰In 30 secondi:
- Più gas dagli USA: cresce l’import di GNL americano
- Algeria strategica: copre il 35% del gas in Italia
- Stoccaggi elevati: riserve italiane sopra la media UE
Sono diverse le iniziative messe in campo dall'Italia per contrastare la crisi energetica. Tra le mosse principali ci sono l’intensificazione delle importazioni di GNL dagli Stati Uniti e il rafforzamento dei rapporti con l’Algeria, oltre al ruolo del gasdotto Tap.
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Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente si fanno sentire concretamente nella vita di privati e imprese. Nonostante ciò, sono presenti alcuni lati positivi tutti italiani, a cominciare dall'alto livello degli stoccaggi di gas, che ha consentito di contenere i danni dei numerosi shock geopolitici dell'ultimo periodo.
Partendo dai dati diffusi da Snam, società che gestisce le attività di trasporto e stoccaggio di gas, facciamo un riepilogo della situazione.
Uno dei dati che colpisce di più riguarda la capacità dell'Italia di cambiare i propri partner commerciali al fine di garantirsi i necessari approvvigionamenti di gas. Guardando ai carichi totali di gas naturale liquefatto (GNL) nei primi quattro mesi del 2026, il numero è pari a 72. Di questi, 42 provengono dagli Stati Uniti, 13 dal Qatar e il resto da Paesi africani come Algeria, Nigeria, Mauritania e Senegal.
La dinamica da sottolineare riguarda il Qatar. I volumi di importazioni dal Paese arabo sono scesi dai quattro carichi di marzo all'unico arrivo di aprile. Al contrario, nello stesso periodo le importazioni statunitensi sono aumentate da due a sette carichi. Questo cambiamento di rotta è il frutto della strategia messa in campo da Edison per fronteggiare le difficoltà di Qatar Energy, fornitore che risente della chiusura dello Stretto di Hormuz. Per sostituire i 12 carichi non più in arrivo dell'emirato qatariota, si è scelto di puntare sul GNL americano. Finora, sono stati coperti 9 carichi, pari a un miliardo di metri cubi.
La chiave per superare la crisi energetica dovuta al conflitto mediorientale riguarda il maggiore uso di gas naturale liquefatto. I dati diffusi da Snam dicono che nei primi quattro mesi dell'anno questa fonte ha coperto 7,1 miliardi di metri cubi su un totale di 22 miliardi complessivi. Nella classifica delle modalità di approvvigionamento utilizzate dal nostro Paese, il GNL si piazza al secondo posto, appena dopo il gas algerino e quello che transita per il Tap (gasdotto che trasporta il gas azero in Europa). L'impiego è talmente alto che, secondo alcune analisi, il Vecchio continente starebbe semplicemente passando da una dipendenza all'altra, cioè dal gas russo al GNL americano.
L'intensificazione dei rapporti commerciali con l'Algeria è un altro elemento di cui tenere conto. I flussi in arrivo dal Paese nordafricano sono aumentati del 4% nella prima parte del 2026, arrivando a costituire il 35% del totale immesso nella rete italiana. Segue il metano proveniente dal Tap, che costituisce il 15% del totale. Diminuisce l'importanza dei transiti provenienti dal nord, a causa soprattutto dello stop al gas russo attraverso l'Ucraina.
C’è poi la questione degli stoccaggi di gas, che come anticipato vede l'Italia in ottima posizione. Il confronto con altri grandi Paesi europei è decisamente a nostro favore, se si pensa che il livello delle scorte tedesche è inferiore di 26 punti percentuali.
Questa performance così positiva è dovuta a una buona posizione di partenza: all'inizio del conflitto mediorientale, gli stoccaggi italiani erano pieni al 43,7%, molto al di sopra della media europea. Ciò consente una maggiore stabilità e possibilità di programmazione, a tutto vantaggio della certezza delle forniture anche in inverno.
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