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Report ARERA: le instabili bollette italiane tra le più alte d'Europa

Un mercato instabile, legato alle importazioni dall'estero e che cerca una faticosa transizione. È questa la fotografia scattata da ARERA nel report relativo al 2025. Tra gli spunti d'analisi, si scopre che l'Italia registra prezzi tra i più alti d'Europa.

Paolo Benazzi
A cura di Paolo Benazzi

Esperto di mercati energetici e telefonia

bolletta della luce con banconote vicino
La relazione ARERA fa luce sullo stato del mercato energetico italiano.

⏰ In 30 secondi:

  • ARERA conferma che l'Italia paga l'energia tra le più care d'Europa nel 2025.
  • Prezzi elevati per famiglie e imprese, soprattutto per la forte dipendenza dal gas.
  • Il report evidenzia più importazioni e un fotovoltaico in crescita, ma bollette ancora alte.

L’annuale relazione di ARERA sullo stato del mercato energetico nel 2025 regala diverse riflessioni degne di nota. Uno degli aspetti centrali è quello che riguarda i prezzi dell’energia, che in Italia continuano a essere tra i più cari d’Europa. Vediamo il dettaglio.

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Il confronto (impietoso) tra prezzi italiani ed europei

Il dato da cui partire è uno: nel 2025, il prezzo medio finale delle elettricità per i clienti domestici italiani è sceso dell’1,6%, attestandosi su 35,12 centesimi di euro per kWh. Si tratta di un valore superiore del 13% rispetto alla media dell'area europea, con un differenziale quantificabile in circa 4 centesimi di euro per kWh dovuto quasi interamente alla componente energia.

C’è chi sta peggio (la Germania, prima in Europa), ma resta il fatto che l’Italia paga l’energia più cara di Francia, Spagna e della media dell’intera area europea. Una situazione che pesa fortemente anche sulle imprese, con un prezzo finale superiore del 24,1% rispetto all’Eurozona. Come per gli utenti domestici, il problema è il peso della componente energia, più alto del 27% rispetto alla media europea.

Perché l’energia italiana costa così tanto?

Uno dei motivi è costituito dalla forte dipendenza dal gas, che nel nostro Paese è utilizzato diffusamente per produrre elettricità. La grande volatilità dei prezzi del metano si ripercuote rapidamente anche su quelli della bolletta della luce.

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Produzione e approvvigionamenti: come cambia il mercato

Il report ARERA si concentra su molti altri aspetti legati al mercato energetico. Vediamoli rapidamente.

Come si producono luce e gas nel nostro Paese

Nel 2025, la domanda italiana di energia è rimasta stabile a 312,4 TWh. Il cambiamento più interessante è avvenuto nel mix produttivo, e non sono del tutto buone notizie. La produzione lorda sale del 2,4%, trainata soprattutto dal termoelettrico (+5,2%) e dal gas (+7%). Le rinnovabili nel complesso cedono l’1,5%, ma al loro interno le dinamiche sono molto differenti. Eolico e idroelettrico arretrano del 3% e del 21%, mentre il fotovoltaico compie un balzo del 21%.

Per quanto riguarda il gas, la produzione nazionale sale da 2,6 a 3 miliardi di metri cubi, con Eni primo operatore al 56,7%. La dipendenza dall’estero, però, è quasi totale. Il 94,3% del gas disponibile nel nostro Paese proviene da mercati esteri, ed è anche per questo che continuiamo a pagare bollette così salate.

Le importazioni aumentano

Dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina è sempre importante analizzare le importazioni di gas, così da capire quali sono i partner commerciali scelti dall’Italia al posto di Mosca. Questi i punti salienti emersi dal report ARERA:

  • importazioni totali - 61,6 miliardi di metri cubi (+3,6% rispetto all’anno precedente), trainati da USA (importazioni raddoppiate) e Norvegia/Olanda (incremento del +43%);
  • primi fornitori - Algeria primo partner (36,1%), seguita da Azerbaigian (16,2%) e USA (15,9%);
  • boom del GNL - questa fonte sale a 21,2 miliardi di metri cubi (+44%) e copre ormai un terzo dell'import italiano.

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