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Scorte gas per l’inverno: l’Italia gioca d’anticipo e batte tutti in Europa

Il prossimo inverno si potrà utilizzare gas senza particolari preoccupazioni. Questo, almeno, stando ai primi dati emersi sugli stoccaggi del metano, che vedono l'Italia ai primi posti in Europa. Arrancano, invece, altre nazioni importanti come la Germania.

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

gas liquefatto
L'Italia è partita forte con l'accumulazione di scorte di gas per l'inverno.

⏰In 30 secondi:

  • Scorte gas Italia: stoccaggi già al 50%, tra i migliori dati UE
  • Europa divisa: Germania ferma al 25,7%, Italia sopra i livelli 2025
  • Obiettivo inverno: scorte al 90% entro ottobre per evitare criticità

Gli approvvigionamenti di gas per il prossimo inverno non sembrano essere un problema per l’Italia. Secondo i dati al momento disponibili, il nostro Paese avrebbe ottenuto quasi il 50% delle scorte necessarie per la prossima stagione fredda, in confronto al 31,7% medio dell'Unione Europea e al 25,7% della Germania. Approfondiamo maggiormente le rilevazioni effettuate da Snam (principale operatore europeo nel trasporto di gas) per comprendere quali sono gli effetti di questa situazione.

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Stoccaggi: Roma corre veloce, Berlino arranca

A un mese dall’avvio del riempimento degli stoccaggi, ci sono alcune nazioni che hanno provveduto già ad accaparrarsi cospicue scorte per i mesi freddi. In questa speciale classifica, i Paesi che si comportano meglio sono:

  • Italia - 50% a 101,6 TWh;
  • Portogallo - 91,2% a 3,25 TWh;
  • Spagna - 63,85% a 22,87 TWh;
  • Polonia - 43,7% a 16,1 TWh.

Come si può osservare, in termini puramente numerici l’Italia è il Paese che si è comportato meglio. Guardando alla percentuale di completamento, invece, altre nazioni sono più avanti, ma si tratta di territori che dispongono di capacità inferiori. Per fare un confronto con uno Stato simile al nostro in termini di potenziale energetico, è possibile citare il dato della Germania, ferma a una copertura del 25,7% con soli 63,7 TWh immagazzinati.

Com’era la situazione un anno fa?

Guardando indietro, si scopre che l'Italia è l'unico Paese europeo a presentare stoccaggi superiori rispetto all'anno precedente. Il dato del 2025 era infatti pari a 96,7 TWh, contro i 101,6 TWh attuali. A livello europeo il valore era pari a 446,37 TWh, superiore ai 370,7 TWh attuali.

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L’obiettivo: scorte al 90% entro ottobre

Il 23 aprile 2026, Snam ha annunciato che la chiusura delle aste per l'approvvigionamento di gas avverrà il 31 ottobre. Per quella data, il traguardo è di raggiungere il 90% delle scorte. Un obiettivo che può essere agevolato da un nuovo meccanismo introdotto da ARERA, ovvero il premio di giacenza.

Si tratta di un sistema pensato per incentivare le iniezioni di gas in una fase di crisi energetica acclarata, con i prezzi in rialzo. In sintesi, i soggetti che immagazzinano gas anche quando i prezzi sono molto elevati ricevono una compensazione per il rischio sostenuto. In questo modo, le operazioni di approvvigionamento proseguono a prescindere dai saliscendi del mercato.

Le rassicurazioni della politica

Confortati dai dati positivi dell’approvvigionamento di gas, diversi esponenti politici tengono a sottolineare che la situazione al momento è sotto controllo. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si è espresso così durante un recente intervento alla Camera: “Siamo consapevoli che la guerra in corso ha significative conseguenze sul prezzo dell'energia e potrebbe averne anche sulle forniture, questo dipende dalla durata del conflitto. L'Italia è in condizioni migliori di altri Paesi, in una condizione ben diversa rispetto al passato […] Abbiamo lavorato con determinazione alla diversificazione delle fonti da altri Paesi, diventando così hub di transito del gas naturale, in particolare dal Nord Africa, Azerbaijan e Stati Uniti tramite Gnl”.

Dello stesso avviso è il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che spiega: “Non abbiamo più un problema quantitativo per l'inverno 2026-2027. Avendo cominciato l'Italia ad immettere e a contrattualizzare le scorte per il prossimo anno da un livello già alto, possiamo dire che siamo oltre il 90%, e quindi c'è la garanzia della quantità. Per noi il gas non è un problema.

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