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AccelerateEU, i dettagli sulla strategia europea contro il caro energia

La risposta dell'Unione europea alla crisi energetica globale si chiama AccelerateEU. Si tratta di un piano di interventi che prevede misure a breve termine e soluzioni strutturali di lungo periodo. L'obiettivo è rendere l'Eurozona indipendente e stabile.

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

piano accelerate eu
Il piano AccelerateEU contrasta la crisi energetica dell'Unione.

⏰In 30 secondi:

 

  • AccelerateEU: piano UE contro il caro energia e crisi globale
  • Misure immediate: aiuti, bonus e taglio accise per famiglie e imprese
  • Strategia lungo termine: più rinnovabili e indipendenza energetica

Nei giorni scorsi erano iniziate a circolare le prime informazioni sul piano AccelerateEU, con il quale l’Unione Europea intende contrastare la crisi energetica dovuta al conflitto in Medio Oriente. A seguito della presentazione ufficiale dell'iniziativa, è possibile compiere ulteriori riflessioni sulle misure messe in campo: analizziamo i dettagli più interessanti.

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Quali sono le misure del piano AccelerateEU?

Il piano AccelerateEU propone azioni a breve termine e riforme strutturali che avranno ricadute positive nel lungo periodo. Per quanto riguarda gli interventi dall'impatto immediato, è possibile elencare:

  • misure a sostegno di famiglie e imprese contro il caro prezzi, attraverso programmi di supporto al reddito;
  • introduzione di buoni energetici e misure di leasing sociale per agevolare l’accesso ai servizi essenziali;
  • riduzione delle accise sulle bollette energetiche per le famiglie più vulnerabili;
  • misure di emergenza a favore dei settori economici maggiormente esposti all’aumento dei costi.

In questo senso, l’Italia ha già provveduto a varare interventi a sostegno delle fasce di popolazione più in difficoltà. Uno di questi è il decreto bollette 2026, che tra le altre cose comprende un bonus di 115 euro sulle fatture della luce.

Gli interventi di lungo termine

Accanto a interventi che intendono migliorare la situazione nel breve periodo, il piano AccelerateEU affianca misure a lungo termine. Tra le altre, è possibile citare:

  • un nuovo piano d'azione per l'elettrificazione dei settori industriale, trasporti ed edilizia. Il fine ultimo è la sostituzione di petrolio e combustibili fossili con energie pulite prodotte dagli stessi Stati membri;
  • la realizzazione di una infrastruttura di rete adeguata. Un obiettivo raggiungibile attraverso la massimizzazione degli impianti già esistenti, soprattutto i parchi eolici onshore e offshore e le centrali idroelettriche;
  • la revisione del prelievo fiscale. L'elettricità, in altre parole, dovrà essere gravata meno dei combustibili fossili.

Un ruolo importante verrà ricoperto anche dalla fase negoziale sull'European Grids Package. Si tratta di un pacchetto di interventi mirato a sviluppare e modernizzare le reti energetiche dell’Unione, soprattutto quelle elettriche.

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Un piano per l’indipendenza energetica dell’Europa

Le misure del piano AccelerateEU verranno attuate coordinando le azioni dei Paesi membri, ad esempio il rifornimento dei depositi sotterranei di gas e il rilascio delle scorte petrolifere. Ciò consentirà di reagire meglio a eventuali situazioni di emergenza nazionali, come quelle legate alla disponibilità di jet fuel e gasolio. Di questo è convinta la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo la quale le iniziative proposte “garantiranno indipendenza e sicurezza energetica e ci permetteranno di affrontare meglio le tempeste geopolitiche”.

Per garantire l'efficienza delle varie procedure verrà istituito un Osservatorio sui carburanti, che avrà il compito di monitorare produzione, importazioni, esportazioni e livelli delle scorte in tutto il continente.

Misure necessarie in un periodo di crisi

Dalla fine del febbraio 2026, data dell'inizio del conflitto in Medio Oriente, la spesa energetica dell'Unione europea è aumentata di 24 miliardi di euro. L'incremento è dovuto esclusivamente all'impennata dei prezzi, non a maggiori acquisti. È per questo che il piano AccelerateEU si configura come un'esigenza fondamentale, che verrà finanziata in diversi modi.

In primo luogo, verranno utilizzate le risorse disponibili a livello comunitario, come i 219 miliardi di euro del Recovery and Resilience Facility e i fondi della politica di coesione. Restano sul piatto, inoltre, i 660 miliardi di euro stanziati fino al 2030 per la transizione energetica.

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