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Dipendenza energetica in Italia: un report fa luce sul problema

Tra le maggiori nazioni europee, l'Italia è quella che dipende di più dalle fonti fossili nel proprio mix energetico. Un primato di cui andare poco fieri e che espone il nostro Paese alla volatilità degli indici all'ingrosso: analizziamo i dati che fotografano tale dinamica.

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

dipendenza energetica italia
L'Italia sconta le difficoltà di un'elevata dipendenza dal gas.

⏰In 30 secondi:

 

  • Alta dipendenza: Italia importa 95% gas e 91% petrolio
  • Prezzi elevati: costo energia tra i più alti in Europa
  • Rinnovabili lente: crescita inferiore rispetto ad altri Paesi UE

Il nuovo report Legambiente ha un titolo che la dice lunga sullo stato del settore energetico in Italia: “Il prezzo della dipendenza”. Il nostro Paese risulta infatti uno dei più vulnerabili in Europa per impiego dalle fonti fossili, e ciò porta a costi più alti dell'energia. Approfondiamo i temi di maggiore interesse.

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Il ruolo dominante dei combustibili fossili nel mix energetico italiano

I numeri sono impetuosi: stando ai dati Legambiente, l’Italia importa il 95% del gas fossile e il 91% del petrolio che consuma. Analizzando il report, si scopre che:

  • tra i principali Paesi fornitori figurano Algeria e Azerbaigian, che insieme hanno soddisfatto il 54,2% della domanda italiana di gas fossile. Proprio il Paese nordafricano, non più tardi di un mese fa, ha rafforzato l'accordo con l'Italia per le forniture di gas;
  • segue il Qatar, con 6.902 milioni di metri cubi importati, pari all’11,1%;
  • la Russia ha fornito 5.696 milioni di metri cubi, corrispondenti al 9% del totale;
  • la Libia ha contribuito con 1.407 milioni di metri cubi, pari al 2,3%;
  • dagli Stati Uniti l’Italia ha importato 5.186 milioni di metri cubi di gas, equivalenti all’8,2% del gas importato.

Un altro dato su cui interrogarsi riguarda il peso del gas sul sistema elettrico, che si avvicina al 50%. Questo significa che il prezzo del metano influisce direttamente su quello della luce, con tutte le ripercussioni che ne conseguono. A riprova di ciò, va detto che tra gennaio e aprile 2026 l’Italia ha registrato il costo all’ingrosso più elevato tra i Paesi europei presi in esame. Il valore è pari a 130,5 €/MWh, più alto rispetto ai 99,8 €/MWh della Germania, i 100,1 €/MWh dell’Olanda, i 70,4 €/MWh della Francia e i 42,5 €/MWh della Spagna. Il report scende ancora di più nel dettaglio, specificando una statistica che dovrebbe far riflettere: nei primi 69 giorni del 2026 il gas ha determinato il costo all’ingrosso dell’elettricità in Italia (cioè il PUN) per l’89% delle ore. Un valore considerevole rispetto al 15% della Spagna, al 42% dell’Olanda e al 40% della Germania.

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Il forte ritardo delle rinnovabili

Legambiente ha lanciato più volte l’allarme: le rinnovabili in Italia rallentano, e anche in questo caso sono i numeri a spiegare il divario con altri Paesi europei. Negli ultimi cinque anni, la produzione italiana da rinnovabili è cresciuta del 10%, contro il +41,9% della Spagna. La situazione non migliora se si considera il peso delle fonti fossili nel mix energetico nazionale nel 2025:

  • Italia - 47,5%;
  • Olanda - 34,8%;
  • Spagna - 21,5%.

Negli altri Paesi, oltre all’aumento delle rinnovabili si assiste a un allontanamento dai combustibili:

  • Spagna - tra il 2020 e il 2025 il peso delle fonti fossili si è ridotto così: petrolio -17,2%, gas fossile -11%, carbone -83,3%;
  • Germania - il carbone ha inciso per il 20,7% della produzione elettrica; il gas fossile si è ridotto di 12,9 TWh tra 2020 e 2025;
  • Olanda - il gas fossile pesa ancora per il 34,8% della produzione elettrica, ma tra 2020 e 2025 è sceso del 35%.

Cosa fare per migliorare la situazione?

Per ridurre la dipendenza energetica dal gas, l’Italia dovrebbe operare un netto cambio di rotta. Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, commenta: “A quattro anni dall’invasione militare della Russia in Ucraina e di fronte a un quadro geopolitico internazionale sempre più difficile, l’Italia dimostra di non aver ancora imparato la lezione, restando fortemente dipendente dalle fonti fossili […] Il Governo prenda esempio dalla Spagna, investa davvero sulle fonti rinnovabili rimuovendo quegli ostacoli burocratici che a oggi ne frenano il pieno sviluppo”.

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