⏰In 30 secondi:
- Alta dipendenza: Italia importa 95% gas e 91% petrolio
- Prezzi elevati: costo energia tra i più alti in Europa
- Rinnovabili lente: crescita inferiore rispetto ad altri Paesi UE
Tra le maggiori nazioni europee, l'Italia è quella che dipende di più dalle fonti fossili nel proprio mix energetico. Un primato di cui andare poco fieri e che espone il nostro Paese alla volatilità degli indici all'ingrosso: analizziamo i dati che fotografano tale dinamica.
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Il nuovo report Legambiente ha un titolo che la dice lunga sullo stato del settore energetico in Italia: “Il prezzo della dipendenza”. Il nostro Paese risulta infatti uno dei più vulnerabili in Europa per impiego dalle fonti fossili, e ciò porta a costi più alti dell'energia. Approfondiamo i temi di maggiore interesse.
I numeri sono impetuosi: stando ai dati Legambiente, l’Italia importa il 95% del gas fossile e il 91% del petrolio che consuma. Analizzando il report, si scopre che:
Un altro dato su cui interrogarsi riguarda il peso del gas sul sistema elettrico, che si avvicina al 50%. Questo significa che il prezzo del metano influisce direttamente su quello della luce, con tutte le ripercussioni che ne conseguono. A riprova di ciò, va detto che tra gennaio e aprile 2026 l’Italia ha registrato il costo all’ingrosso più elevato tra i Paesi europei presi in esame. Il valore è pari a 130,5 €/MWh, più alto rispetto ai 99,8 €/MWh della Germania, i 100,1 €/MWh dell’Olanda, i 70,4 €/MWh della Francia e i 42,5 €/MWh della Spagna. Il report scende ancora di più nel dettaglio, specificando una statistica che dovrebbe far riflettere: nei primi 69 giorni del 2026 il gas ha determinato il costo all’ingrosso dell’elettricità in Italia (cioè il PUN) per l’89% delle ore. Un valore considerevole rispetto al 15% della Spagna, al 42% dell’Olanda e al 40% della Germania.
Legambiente ha lanciato più volte l’allarme: le rinnovabili in Italia rallentano, e anche in questo caso sono i numeri a spiegare il divario con altri Paesi europei. Negli ultimi cinque anni, la produzione italiana da rinnovabili è cresciuta del 10%, contro il +41,9% della Spagna. La situazione non migliora se si considera il peso delle fonti fossili nel mix energetico nazionale nel 2025:
Negli altri Paesi, oltre all’aumento delle rinnovabili si assiste a un allontanamento dai combustibili:
Per ridurre la dipendenza energetica dal gas, l’Italia dovrebbe operare un netto cambio di rotta. Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, commenta: “A quattro anni dall’invasione militare della Russia in Ucraina e di fronte a un quadro geopolitico internazionale sempre più difficile, l’Italia dimostra di non aver ancora imparato la lezione, restando fortemente dipendente dalle fonti fossili […] Il Governo prenda esempio dalla Spagna, investa davvero sulle fonti rinnovabili rimuovendo quegli ostacoli burocratici che a oggi ne frenano il pieno sviluppo”.
L'Italia si muove su più fronti per contrastare gli effetti della crisi energetica. Da una parte, si intensificano le importazioni di GNL americano. Dall'altra, cresce l'importanza delle forniture dall'Algeria. In tutto ciò, gli stoccaggi si mantengono elevati.
Il forte legame europeo con il Gas Naturale Liquefatto statunitense viene acclarato dagli ultimi dati ACER. Tutto ciò pone il Vecchio Continente in una situazione di possibile instabilità e allontana gli obiettivi di decarbonizzazione fissati gli scorsi anni.
Per massimizzare l'indipendenza energetica in Italia si punterà anche sul nucleare: ecco le ultime in merito all'accelerazione che il Governo intende dare allo sviluppo di questa tecnologia per il futuro energetico italiano nel corso dei prossimi anni.