⏰In 30 secondi:
- Crisi gas: forniture globali GNL -20% dopo il conflitto
- Prezzi in aumento: forte volatilità su TTF e JKM
- Domanda in calo: -4% in Europa tra rincari e rinnovabili
I mercati energetici di tutto il mondo affrontano le ripercussioni del conflitto mediorientale. A partire da marzo 2026, le forniture globali sono diminuite in maniera evidente, mettendo a dura prova i Paesi europei e non solo: cerchiamo di fare il punto.
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Lo scoppio della guerra in Medio Oriente ha avuto impatti umanitari ed economici. Riguardo questo secondo aspetto, uno dei riflessi più evidenti è quello legato al mercato del gas naturale. La chiusura dello stretto di Hormuz ha contribuito al crollo delle forniture globali di gas naturale liquefatto (GNL), con successivi rialzi dei prezzi e una contrazione della domanda. Analizziamo i dati a disposizione per comprendere qual è la portata di questa crisi.
Alcuni dati permettono di fotografare la situazione dei mercati energetici sul piano globale. Da fine febbraio 2026, inizio del conflitto, le forniture globali di GNL sono diminuite del 20%. Ciò difatti ha posto fine a una stagione espansiva della domanda e dell’offerta di gas naturale.
È ancora più interessante mettere a confronto due dei maggiori indici del gas all’ingrosso, l’europeo TTF (per il metano) e il giapponese JKM (per il GNL). Prendendo come riferimento il 2025 e il 2026, si ottengono queste variazioni del valore:
| Mese/Anno | TTF (%) | Platts JKM (%) |
|---|---|---|
| Gen-25 | 60% | 55% |
| Mar-25 | 50% | 45% |
| Mag-25 | 60% | 40% |
| Lug-25 | 25% | 30% |
| Set-25 | 30% | 25% |
| Nov-25 | 35% | 35% |
| Gen-26 | 80% | 60% |
| Mar-26 | 160% | 280% |
Come si nota, nella seconda parte del 2025 la volatilità degli indici è rimasta sostanzialmente bassa. Tra ottobre 2025 e febbraio 2026, il commercio globale di gas naturale è aumentato del 12%. Da marzo in poi, invece, il trend è diventato discendente, con una produzione di GNL in calo dell’8%, ed esportazioni da Qatar ed Emirati Arabi Uniti in netta attenuazione (-9,5 miliardi di metri cubi). Queste perdite sono state parzialmente compensate dalle forniture provenienti da altri Paesi, soprattutto Stati Uniti e nazioni africane. Ciò non è però bastato a frenare le consegne di GNL, calate del 2% a marzo e del 10% nei primi 20 giorni di aprile.
Alla contrazione dell'offerta globale di gas e all'impennata dei prezzi è seguita una diminuzione della domanda. Nell'Eurozona si registra un -4%, dovuto anche a una maggiore produzione da fonti rinnovabili. Su questo punto, però, il quadro è estremamente variegato. Accanto a nazioni come la Spagna, che rappresentano un’eccellenza, ve ne sono altre decisamente in ritardo, come dimostra la forte dipendenza energetica dell’Italia dal gas importato da Paesi esteri.
Ed è proprio la forte dipendenza da fornitori esteri uno dei fattori che tenta di contrastare il piano AccelerateEU, redatto dall’Unione Europea e che propone misure di breve e lungo periodo per stabilizzare il mercato energetico continentale. D’altra parte, i numeri dell’import europeo sono ancora importanti: nella stagione di riscaldamento 2025/26 si è arrivati a un +20%, per un massimo storico di 104 miliardi di metri cubi. Nell'ultimo quadrimestre a cavallo tra il 2025 e il 2026 il dato è ulteriormente salito, toccando un +25%, per poi scendere al -3% a marzo 2026.
Cercare di mettere al riparo le proprie utenze di luce e gas in un periodo di crisi energetica così evidente è impresa complessa, ma non del tutto impossibile. Il Governo ha introdotto misure a sostegno degli utenti più vulnerabili nel recente decreto bollette 2026, a partire dal bonus di 115 euro sulle fatture luce. Confrontare le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner, inoltre, ti dà modo di scegliere la soluzione più giusta per te.
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La scorsa settimana il valore della luce all'ingrosso ha fatto registrare una notevole diminuzione. Si tratta però di un episodio isolato e che non contribuirà a rallentare la crescita delle bollette, il cui importo è condizionato dal conflitto in Medio Oriente.
Le offerte luce a prezzo fisso mantengono invariato il costo della componente energia per il periodo stabilito dal contratto. Possono essere adatte a chi preferisce maggiore prevedibilità e vuole ridurre il rischio di aumenti. Le offerte a prezzo variabile, invece, seguono un indice di riferimento, al quale il venditore può aggiungere un contributo fisso o una componente di commercializzazione.
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