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- Piano UE: AccelerateEU contro rincari energetici
- Misure: aiuti a famiglie, imprese e riduzione consumi
- Obiettivo: più rinnovabili e investimenti nella transizione
Un nuovo piano per sostenere i Paesi europei in questo difficile momento di crisi energetica. Si chiama AccelerateEU, include soluzioni a breve termine e iniziative di medio-lungo periodo che dovrebbero consentire di superare le difficoltà degli Stati membri.
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Il rincaro dei prezzi energetici scatenato dalla guerra in Medio Oriente non accenna a placarsi. Per questo motivo, le istituzioni europee sono in campo per adottare misure a sostegno di nuclei familiari e aziende. Nasce da qui il piano AccelerateEU, che verrà presentato alla Commissione a breve. Scopriamo quali saranno gli interventi più importanti.
Secondo le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, il piano AccelerateEU si concentrerà su cinque aree d'azione ben definite, che dovrebbero portare benefici immediati e nel medio-lungo periodo. Analizziamole singolarmente.
La prima area di intervento dovrebbe riguardare l'intensificazione del coordinamento tra gli Stati membri nella gestione delle riserve energetiche. In questo ambito, il tema di maggiore importanza sembra essere quello del riempimento degli stoccaggi. I diversi scenari proposti dagli analisti dicono che i problemi per l’UE potrebbero arrivare già dal 2026, a seconda dei flussi di gas naturale che verranno diretti verso il Vecchio Continente.
Diventa più che mai essenziale, allora, una maggiore interazione tra i Paesi per ottenere accordi sul rilascio delle riserve petrolifere, l'adozione di misure di emergenza e la disponibilità di diesel e cherosene.
Il secondo punto riguarda l'adozione di misure di carattere temporaneo, che dovrebbero essere valide fino alla fine dell'anno in corso. Le iniziative dovrebbero coinvolgere:
Riguardo l'ultimo punto, l'Italia si è già mossa con l'approvazione del decreto bollette 2026.
Il piano europeo per la lotta alla crisi energetica prevede tutta una serie di raccomandazioni indirizzate ai governi nazionali. Non si tratta perciò di obblighi, ma di inviti all'azione sulla base delle specificità dei singoli Paesi. Tra le iniziative proposte rientrano:
Il periodo di crisi attuale può costituire un'opportunità per ripensare l'intero sistema energetico europeo, con una decisa spinta verso l'elettrificazione e le energie sostenibili. Il piano AccelerateEU si concentra sugli interventi che possono incrementare la quota green delle fonti nazionali.
Su questo punto, però, non sono ancora disponibili molti dettagli. Certo è che l'Italia, con l'ipotesi della possibile riapertura delle centrali a carbone, al momento sembra andare nella direzione contraria.
Secondo le stime di Bruxelles, gli investimenti necessari per favorire la transizione green ammontano a “660 miliardi di euro annui da qui al 2030”. Si tratta di risorse slegate dal PNRR e dai fondi di Coesione, che quindi non verranno dirottati a sostegno delle politiche energetiche.
Per favorire ulteriormente l'elettrificazione, l'Unione Europea incoraggerà l'introduzione di incentivi per l'installazione di pompe di calore e pannelli solari, oltre che l'acquisto di auto elettriche.
Lo Stretto di Hormuz è meno chiuso di quanto possa sembrare. I flussi petroliferi sarebbero tornati quasi ai livelli precedenti al conflitto tra Iran e Stati Uniti. La domanda, allora, è perché i prezzi di carburanti e gas rimangono ancora così elevati.
Il prezzo della luce è alto per via di numerosi motivi. Secondo il presidente ARERA, Nicola Dell’Acqua, bisognerebbe intervenire sulle distorsioni del mercato, sulla dipendenza dal metano e sulla lenta attuazione del Pniec, che limita la transizione energetica.
Un nuovo comunicato della Commissione europea ammette che il grado degli stoccaggi a livello continentale è ancora basso. Nonostante ciò, secondo quanto si legge nel documento, l'Eurozona è più preparata rispetto al passato a far fronte a difficoltà simili.