La crisi energetica globale dovuta agli sviluppi della guerra in Medio Oriente tocca da vicino l'Unione Europea. L'impennata dei prezzi del gas ha effetti immediati, ma già da ora è possibile individuare alcune delle conseguenze sul lungo periodo. Questo porta al tema dell'approvvigionamento di metano, in particolare del GNL (gas naturale liquefatto) al momento bloccato nello Stretto di Hormuz. Cerchiamo di fare il punto grazie agli ultimi dati disponibili.
Un mercato esposto alle dinamiche globali
Leggendo il rapporto Summer Supply Outlook 2026 redatto da ENTSOG (Rete europea degli operatori dei sistemi di trasmissione del gas), le impressioni che se ne traggono sono piuttosto favorevoli. Il blocco delle forniture del Qatar dovuto alle vicende dello Stretto di Hormuz incide per l'8% sulle importazioni complessive di GNL in Europa, stando almeno ai dati registrati nel 2025. In ogni caso, il mercato europeo si rivela altamente esposto ai movimenti dei prezzi globali e, soprattutto, alla competizione con i Paesi asiatici per i carichi disponibili.
Questa dinamica ha determinato che la minore disponibilità di GNL abbia spinto all'insù le quotazioni del TTF europeo, con un conseguente aumento del costo del gas all'ingrosso. Nell'immediato, la situazione potrebbe cambiare da un momento all'altro in relazione a quello che accadrà nel già citato Stretto di Hormuz. Tom Marzec-Manser di Wood Mackenzie, azienda di consulenza e ricerca, spiega: “Il cessate il fuoco significa che i 14 carichi di GNL bloccati nel Golfo potrebbero uscire dallo Stretto di Hormuz, alleviando così la pressione sul mercato globale del gas”.
E il futuro, invece, cosa riserva? ENTSOG ha provato a delineare gli scenari per il 2026 e il 2027, in particolar modo per quanto riguarda gli stoccaggi del gas.
Lo scenario per l’estate 2026
L’obiettivo europeo è quello di raggiungere il 90% di riempimento degli stoccaggi entro fine settembre 2026, assumendo un livello iniziale del 28% il 1° aprile. Questi gli scenari previsti:
| Scenario GNL | Con Flussi Russi | Senza Flussi Russi |
Ottimale (LNG Optimal) Piena disponibilità | 92% Livello medio di stoccaggio garantito. | 86% Rischio di mancato target (90%). Richiede un prolungamento dell’azione fino a novembre. |
Scarsità (LNG Tight) Volumi ridotti del 20% | 76% Stoccaggio insufficiente nonostante l'apporto russo. | 70% Livello di stoccaggio critico a causa del doppio deficit (russo e dal medioriente). |
La situazione nel 2027
Lo stesso esercizio effettuato per l’estate 2026 viene riproposto per il periodo invernale 2026/2027, per verificare la capacità del sistema europeo di soddisfare la domanda di gas fino al 31 marzo 2027.
| Scenario GNL | Con Flussi Russi | Senza Flussi Russi |
Ottimale (LNG Optimal) Forniture intatte | 47% Livello di stoccaggio a fine inverno. | 36% Livello a fine inverno in caso di chiusura delle forniture da Mosca. |
Scarsità (LNG Tight) Forniture ridotte | 14% Crollo dei livelli di stoccaggio a fine inverno. | 11% Livello critico (solo riserve strategiche non utilizzabili sul mercato). Rischio del 3% di "lockdown energetico" (riduzione forzata della domanda). |
E per quanto riguarda l’Italia?
La situazione italiana appare piuttosto singolare. Sul fronte dei prezzi, il nostro Paese è uno di quelli con i dati peggiori in tutta Europa; d'altra parte, il livello degli stoccaggi è uno dei più alti in tutto il Vecchio Continente. Le ipotesi per i prossimi mesi sono le seguenti:
- situazione attuale (1° aprile 2026) - l'Italia registra uno dei volumi assoluti di gas più alti in Europa, con un riempimento del 43,4%, nettamente superiore alla media UE (28%);
- proiezioni per ottobre 2026 - anche ipotizzando un blocco totale delle forniture russe e l'assenza di tagli alla domanda, gli stoccaggi dovrebbero raggiungere un rassicurante 89%;
- tenuta invernale (al 31 marzo 2027) - il sistema italiano mostra un'ottima resilienza rispetto ad altri Paesi UE; anche negli scenari più critici, si prevede di chiudere la stagione con riserve al 25% in ogni caso.