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Rinnovabili in Italia, l’allarme di Legambiente: crollano le nuove richieste

Il nuovo report Scacco Matto alle rinnovabili di Legambiente conferma un rallentamento delle rinnovabili in Italia ed evidenzia quali sono le criticità attuali del Paese. Per centrare gli obiettivi futuri è ora necessario accelerare notevolmente la crescita.

Davide Raia
A cura di Davide Raia

Esperto di mercati energetici, telefonia e assicurazioni

lampadina con attorno delle foglie
Le rinnovabili rallentano

⏰In 30 secondi:

  • Le rinnovabili in Italia rallentano a causa di burocrazia e iter autorizzativi lunghi.
  • Oltre 1.700 progetti sono ancora in fase di valutazione.
  • Per raggiungere gli obiettivi 2030 servono oltre 11 GW di nuova potenza l’anno.

Le rinnovabili hanno un ruolo fondamentale per il futuro energetico dell’Italia. Una conferma in tal senso è arrivata proprio in questi giorni, con l’aumento improvviso dei prezzi dell’energia elettrica e del gas naturale all’ingrosso a causa degli effetti della guerra in Iran e del blocco dello stretto di Hormuz.

Con un incremento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, infatti, sarebbe possibile ridurre la dipendenza dell’Italia dalle importazioni di gas, il cui costo ha un impatto importante sul costo dell’energia all’ingrosso.

Nonostante quest’importanza ormai chiara ed evidente, l’Italia è in ritardo sulle rinnovabili e nell’ultimo periodo è stato registrato un preoccupante rallentamento. La conferma arriva dal report Scacco Matto alle rinnovabili presentato da Legambiente al KEY – The Energy Transition Expo di Rimini e disponibile pubblicamente tramite il sito dell’associazione.

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Un rallentamento preoccupante

Il report di Legambiente fornisce alcuni numeri che possiamo definire preoccupanti e che confermano le difficoltà del settore. Attualmente, ben 1.781 progetti da fonti rinnovabili risultano ancora in fase di valutazione mentre si registra una crescita dei casi di opposizione o blocco oltre che una drastica diminuzione del numero di iniziative avviate.

Il problema principale sembra essere di tipo burocratico. Nel corso del mese di gennaio 2026, infatti, ci sono 1.234 progetti ancora in attesa della conclusione dell’istruttoria tecnica della procedura VIA PNRR-PNIEC. Si tratta del 69,3% dei progetti in valutazione. Da segnalare che 17 progetti attendono una risposta da prima del 2021.

Da non sottovalutare un altro elemento che rappresenta un campanello d’allarme sullo stato delle rinnovabili in Italia. Nel 2025, infatti, è stato registrato un drastico calo delle nuove istanze autorizzative. Il numero di progetti relativi a nuovi impianti a fonti rinnovabili avviati alla valutazione si è ridotto a 149, con un calo del 75,3% rispetto all’anno precedente.

Legambiente ha sottolineato anche il problema rappresentato dal nuovo intervento attuato dal Governo con il recente Decreto Bollette che, per come impostato attualmente, secondo l’associazione, toglie risorse alle rinnovabili e all’efficienza energetica arrivando a supportare il sistema del gas.

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Il commento di Legambiente

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, ha sottolineato: “Il settore delle rinnovabili va sostenuto e incoraggiato, non ostacolato e rallentato. Occorre dare certezza a imprese e territori con tempi e regole chiare. La crescita delle rinnovabili in Europa, ma anche la delicata situazione geopolitica internazionale legata anche alla dipendenza delle fonti fossili, e l’accentuarsi della crisi climatica impongono al nostro Paese di accelerare sulle fonti pulite, abbandonando le fossili e l’insensata corsa al nucleare.” Secondo il presidente dell’associazione, per il futuro delle rinnovabili, servono: “Urgono iter snelli, un sistema normativo adeguato, e soprattutto servono più sì da parte delle soprintendenze che ad oggi continuano a frenare la transizione ecologica.”

La crescita continua

Le difficoltà registrate in Italia non fermano le rinnovabili. Nel corso del 2025, infatti, è stato centrato un traguardo storico. Per la prima volta, infatti, eolico e solare, in modo cumulativo, hanno generato più elettricità delle fonti fossili in Europa.

La conferma arriva da questi numeri:

  • eolico e solare insieme hanno generato 841 TWh/a, pari al 30,1% dell’elettricità dell’Unione europea
  • i combustibili fossili hanno generato 809 TWh/a
  • il nucleare ha generato 652 TWh/a

Nonostante un rallentamento delle nuove installazioni, l’Italia ha dato un contributo importante con una generazione complessiva di 65,7 TWh/a di energia elettrica, pari al 7,8% dell’intera produzione europea, di cui 44,3 TWh di solare e 21,4 TWh di eolico. Il Paese, nel 2025, ha raggiunto una potenza installata complessiva di 81.479 MW, con un incremento di 7.176 MW rispetto all’anno precedente (pari a poco più di 7 GW).

Si tratta di numeri importanti che, però, vengono in parte ridimensionati da Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente, che sottolinea: “L’Italia per centrare l’obiettivo 2030 dovrà installare oltre 11 GW l’anno di nuova potenza”. Di conseguenza, è necessario incrementare di oltre il 50% i risultati del 2025 per quanto riguarda la nuova potenza installata.

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