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Caro energia: come ha fatto la Spagna a ridurre il costo dell’elettricità

Il caro energia dovuto alla guerra in Iran continua a essere un tema di grande attualità. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, ha evidenziato come la Spagna sia riuscita ad affrontare al meglio la crisi mentre altri Paesi europei sono ancora in difficoltà.

Davide Raia
A cura di Davide Raia

Esperto di mercati energetici, telefonia e assicurazioni

caro energia
Come ha fatto la Spagna a evitare il caro energia

⏰In 30 secondi:

  • Rinnovabili al 60%: prezzi energia molto più bassi rispetto UE
  • Gas meno influente: incide solo nel 15% delle ore
  • Modello efficace: minore dipendenza dal gas riduce i rincari

Gli effetti della guerra in Iran sul mercato energetico hanno riacceso l’attenzione sul caro energia e sulla dipendenza dell’Europa dalle importazioni di materie prime con un prezzo molto volatile, come il gas. Come abbiamo visto nei giorni scorsi, i prezzi all’ingrosso di luce e gas sono in crescita, con rincari significativi nel confronto tra i dati di marzo 2026 (parziali) e i dati di febbraio 2026.

In questo contesto, le dichiarazioni di Pedro Sanchez, primo ministro della Spagna, hanno avuto una ribalta mediatica molto significativa, con un vero e proprio attacco ai Governi di altri Paesi europei sul tema dell’energia. Tutto ruota intorno all'impegno sulle rinnovabili che rappresentano una protezione contro i rincari legati alla crescita del costo del gas.

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Cosa ha detto Sanchez

A margine del Consiglio europeo dello scorso 19 marzo, il ministro spagnolo ha sottolineato: “In Spagna, dove le rinnovabili rappresentano oggi quasi il 60% della generazione di energia elettrica, i prezzi sabato scorso si attestavano intorno ai 14 euro per megawattora. In Italia, Germania e Francia, i prezzi erano superiori ai 100 euro per megawattora. Non è un caso”.

Secondo Sanchez, la Spagna rappresenta un “buon esempio” di transizione energetica verso le rinnovabili in un contesto in cui in Europa si chiede di allentare gli obiettivi arrivando a chiedere, come fatto da alcuni Paesi membri, la sospensione del sistema di tassazione del carbonio dell’UE (ETS). Ricordiamo che la Spagna, nel primo semestre dello scorso anno, ha avuto un prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica inferiore di circa il 32% rispetto alla media UE.

Ricordiamo che, secondo alcuni Paesi, la riforma del mercato elettrico UE, su cui la Commissione europea è al lavoro già da prima della guerra in Iran, potrebbe comportare un aumento dei prezzi mentre la crescita del contributo delle rinnovabili è sempre più evidente con la quota del 50% che si avvicina sempre di più.

Come funziona il modello spagnolo

Da tempo, la Spagna ha attuato un ambizioso piano di trasformazione del sistema energetico, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza del costo dell’energia da materie prime come il gas (soggetto a oscillazioni significative legate a fattori esterni come la guerra in Iran).

Attualmente, infatti, il prezzo del gas incide solo in minima parte sul costo dell’energia elettrica. Come chiarito dal think tank Ember, la Spagna ha raggiunto un disaccoppiamento strutturale che ha permesso di ridurre l’influenza del costo del gas.

Nel corso del 2026, il prezzo del gas ha influenzato quello dell’energia elettrica solo nel 15% delle ore mentre in Italia si arriva a una percentuale dell’89%. Rispetto al 2019, il potenziamento della produzione da fonti rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico ha trasformato il sistema energetico spagnolo, con una riduzione del 75% delle ore in cui il prezzo delle fonti fossili ha un impatto sul costo dell’energia elettrica.

La dipendenza dell'UE

La scelta della Spagna di puntare sulle rinnovabili in modo deciso si traduce in prezzi più bassi dell'energia elettrica: la forte dipendenza dalle importazioni di gas rappresenta oggi un problema per l'UE e, soprattutto, per alcuni Paesi, come l'Italia. 

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