Il GNL costa caro
Nel corso degli ultimi tre anni, secondo le stime IEEFA, l’Unione Europea ha pagato circa 225 miliardi di euro per l’importazione di GNL. Di questi, 100 miliardi di euro sono stati riservati al GNL americano.
L'UE deve fare i conti con un problema di dipendenza energetica, con un legame sempre più stretto con gli Stati Uniti. Per ridurre tale dipendenza, una ricerca conferma l'importanza di puntare sempre di più sulle fonti rinnovabili nel cors odei prossimi anni.
Il tema della dipendenza energetica dell’UE è sempre più attuale. Le importazioni di fonti energetiche dai Paesi che non fanno parte della comunità europea continuano a essere fondamentali per soddisfare il fabbisogno UE.
Per ridurre l’import diventa sempre più importante puntare su fonti rinnovabili, come il fotovoltaico con accumulo e gli impianti eolici, che possono contribuire a una progressiva crescita dell’indipendenza energetica dell’Unione Europea.
A fare chiarezza sulla questione è una recente analisi di IEEFA (Institute for Energy Economics and Financial Analysis).
Come abbiamo visto in un altro articolo, con la riduzione delle importazioni di gas russo, l’UE è diventata sempre più dipendente dal GNL statunitense che potrebbe continuare a crescere nel corso dei prossimi anni, arrivando fino al 75-80% delle importazioni complessive, secondo le stime IEEFA.
Si tratta, quindi, di un legame molto stretto e che mette l’Unione Europea in una posizione molto complicata, anche considerando i difficili rapporti con gli Stati Uniti, che tra dazi e mire espansionistiche, stanno assumendo una posizione sempre più aggressiva sullo scacchiere internazionale.
Allo stato attuale, gli Stati Uniti già rappresentano il principale fornitore di GNL per l’economia europea, con una quota di circa il 55% nel corso del primo semestre del 2025 (il 27% se si considerano le importazioni complessive, tenendo conto sia dei gasdotti che del GNL).
È interessante notare come l’Italia sia uno dei Paesi europei più legati alle importazioni di GNL americano che per il 12% della quota complessiva è destinato proprio al nostro Paese. Solo Paesi Bassi, Francia e Spagna hanno quote superiori a quella italiana, tenendo conto dei dati del 2025.
Nel corso degli ultimi tre anni, secondo le stime IEEFA, l’Unione Europea ha pagato circa 225 miliardi di euro per l’importazione di GNL. Di questi, 100 miliardi di euro sono stati riservati al GNL americano.
Secondo le stime IEEFA, è fondamentale per l’UE investire ancora di più sulle fonti rinnovabili. Con una spesa complessiva di 750 miliardi di dollari in rinnovabili, infatti, sarebbe possibile installare circa 546 GW di capacità, tra fotovoltaico e eolico. In questo scenario “aumenterebbe la sicurezza energetica e potrebbe ridurre i prezzi dell’elettricità”, sottolinea IEEFA.
Gli investimenti nelle rinnovabili potrebbero risolvere il problema del costo dell’energia elettrica e del gas naturale in UE che, rispetto agli USA, hanno quotazioni nettamente più elevate. Centrare gli obiettivi in materia di fotovoltaico e eolico permetterebbe all’UE di far scendere di oltre un quarto il costo dell’energia entro il 2030, riducendo anche la volatilità
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Per riassumere
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