Guerra in Iran: il costo di luce e gas potrebbe aumentare, è il momento di bloccare i prezzi?
A causa della guerra in Iran, il mercato energetico sta registrando rincari significativi che potrebbero avere un impatto anche sugli utenti finali nel corso del prossimo futuro. Per questo motivo, optare per soluzioni a prezzo bloccato può essere decisivo.
Guerra in Iran: aumenti in arrivo per le bollette?
Per riassumere
La guerra in Iran sta spingendo al rialzo petrolio e gas, con aumenti fino al 40% sul TTF e forti tensioni su Brent e WTI. I rincari all’ingrosso rischiano di riflettersi su PUN (luce) e PSV (gas) nelle prossime bollette.
Il rischio riguarda sia le tariffe indicizzate sia i regimi regolati, con possibili aumenti già nei prossimi aggiornamenti trimestrali e mensili. Anche imprese e carburanti potrebbero subire effetti a catena.
Per proteggersi dai rincari si può scegliere un’offerta a prezzo fisso, bloccando il costo di luce e gas per 12-36 mesi. Le attuali tariffe fisse risultano ancora competitive rispetto ai valori all’ingrosso.
La guerra in Iran avrà un impatto anche sul mercato energetico. Si tratta di una conseguenza inevitabile degli attacchi in corso, considerando anche il rischio di chiusura dello Stretto di Hormuz, un crocevia fondamentale per il trasporto del petrolio via mare.
I primi riscontri legati allo scoppio della guerra sul settore energetico sono evidenti dall’analisi del costo del petrolio e del gas. In poche ore, infatti, si registrano sostanziali rincari sul mercato all’ingrosso che, è inevitabile, andranno a influenzare anche i costi di luce e gas per i clienti finali.
Per l'Italia, che ha appena deciso di continuare a puntare sui rigassificatori, gli aumenti potrebbero essere molto significativi e, soprattutto, potrebbero arrivare in tempi rapidi, annullando gli effetti positivi del bonus bollette.
Come bloccare il prezzo di luce e gas
Un rapido aumento dei costi delle materie prime energetiche può avere un effetto significativo anche sulle bollette, influenzando il valore del PUN dell’energia elettrica e del PSV del gas naturale (gli indici del mercato all’ingrosso in Italia). Per evitare questi rincari è utile puntare su tariffe a prezzo fisso, andando a bloccare il costo dell’energia per un certo periodo di tempo. Per scoprire le offerte migliori disponibili oggi è possibile affidarsi al comparatore di Segugio.it oppure chiamare al numero 02 5005 3033 per ottenere assistenza gratuita e senza impegno da un esperto.
Gli attacchi all’Iran hanno portato un aumentosignificativo, pressoché immediato, del costo delle materie prime energetiche, legate in modo diretto o indiretto con la zona attualmente coinvolta nel conflitto.
Partiamo dal petrolio. Le quotazioni del Wti, il petrolio standard per il mercato americano, e del Brent del Mare del Nord, hanno registrato rincari fino a quasi il 10% con percentuali che potrebbero diventare ancora più significative nel corso dei prossimi giorni.
Il problema più grande per il mercato energetico europeo è legato al gas: l’indice TTF, che rappresenta un importante riferimento del mercato europeo, ha registrato un aumento significativo, portandosi fino a oltre i 46 €/MW.
Si tratta di un rincaroche supera abbondantemente il 40% rispetto alle quotazioni del mese di febbraio. Anche in ottica futura ci sono aumenti: i futures (contratti finanziari sull’energia per i prossimi mesi) per maggio sono in rialzo del 41,3% a 44,525 euro e quelli per giugno del 37,653% a 42,985 euro.
Secondo l’analisi di Simone Tagliapietra, senior fellow del think tank Bruegel, riportata dal Corriere della Sera, il problema più grande per l’Europa potrebbe essere legato alle forniture di Gnl, in caso di riduzione dei flussi in arrivo dal Qatar (principalmente) e altri Paesi del Golfo.
In sostanza, anche se la situazione è ancora in divenire, il mercato energetico potrebbe registrare rincari generalizzati per via di una serie di effetti a catena. Tali rincari andranno a impattare sul costo dell’elettricità e del gas naturale per gli utenti finali (consumatori e imprese) ma anche sul costo dei carburanti.
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È il momento di bloccare il prezzo?
Per gli utenti finali c’è il rischio di dover fare i conti con una nuova ondata di rincari. Le quotazioni mensili del PUN e del PSV di marzo potrebbero essere molto più alte di quelle di febbraio, con un impatto su chi ha una tariffa a prezzo indicizzato.
Anche i regimi regolati potrebbero subire rincari: di conseguenza, i vulnerabili in Tutela (a fine marzo sarà stabilito il prezzo dell’elettricità per il secondo trimestre mentre il gas viene aggiornato ogni mese) e chi ha scelto il Servizio a Tutele Graduali per l’energia elettrica potrebbero a breve dover fare i conti con rincari.
In questo contesto, è possibile bloccare il prezzo di luce e gas, scegliendo subito nuove offerte a prezzo fisso per almeno 12 mesi. Quest’opzione vale sia per le forniture residenziali che per le forniture “business” e, quindi, per tutte le piccole e medie imprese per cui un aumento dei costi energetici può avere effetti devastanti sull’attività.
Per quanto riguarda le forniture residenziali, un rapido controllo delle offerte disponibili sul comparatore di Segugio.it permette di individuare le opzioni più vantaggiose. Per una famiglia tipo (consumo annuo di 2.000 kWh per la luce e 1.100 Smc per il gas), è oggi possibile bloccare il prezzo fino a un minimo di:
Energia elettrica: 0,097 €/kWh per un’offerta a prezzo fisso per 12 mesi oppure 0,108 €/kWh per un’offerta a prezzo fisso per 24 oppure 36 mesi
Gas naturale: 0,35 €/Smc per un’offerta a prezzo fisso per 12 mesi oppure 0,365 €/Smc per un’offerta a prezzo fisso per 24 mesi
Si tratta di quotazioni attualmente molto vantaggiose (in quanto inferiori ai prezzi all'ingrosso, con riferimento al PUN e PSV del mese scorso). La presenza della clausola del prezzo fisso potrebbe renderle ancora più convenienti in futuro.
Per scoprire le offerte più adatte ai propri consumi è possibile accedere a seguito premendo sul box qui di sotto.
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