Decreto bollette 2026: tutti gli aiuti in arrivo per le imprese
L'arrivo del nuovo decreto bollette 2026 potrebbe rappresentare una boccata d'ossigeno per le imprese italiane. Sono previsti interventi che puntano a ridurre le spese per l'energia, razionalizzare il mercato, favorire le rinnovabili e non solo: ecco le misure.

Per riassumere
- Il Decreto Bollette 2026 stanzia oltre 5 miliardi di euro per ridurre i costi energetici delle imprese, con sconti diretti sull’energia elettrica fino al 2028. Previsti ribassi in bolletta per diversi €/MWh e un intervento aggiuntivo da 850 milioni di euro.
- Spinta ai Power Purchase Agreement (PPA) per favorire contratti di lungo periodo da rinnovabili e disaccoppiare il prezzo dell’energia da quello del gas. Rafforzato il ruolo di GSE e Acquirente Unico per stabilizzare il mercato.
- Misure su rinnovabili, gas e imprese energivore: incentivi su FER e fotovoltaico, repowering impianti, taglio oneri gas e stop allo spread TTF-PSV. Obiettivo: abbattere i costi ETS e rendere l’energia più competitiva per il sistema produttivo.
Il decreto bollette 2026 prevede numerose misure a sostegno delle famiglie, come un’agevolazione da 110 euro per le bollette luce, ma anche diverse iniziative che vanno incontro alle imprese. Secondo le notizie emerse sarebbero stati stanziati oltre 5 miliardi di euro per ridurre il costo di elettricità e metano per le attività produttive: vediamo come.
Le misure per le imprese del decreto bollette 2026
Il decreto bollette 2026 dedica alle imprese numerose iniziative, che vengono analizzate singolarmente di seguito.
Riduzione delle bollette luce per le imprese
Il capitolo bollette è uno dei più corposi. Per cercare di venire incontro alle necessità delle attività produttive, sono stati stabiliti sconti diretti sul prezzo dell’energia elettrica che nel complesso sono pari a:
- 431 milioni di euro nel 2026 (circa 3,4 €/MWh);
- 500 milioni di euro nel 2027 (circa 4 €/MWh);
- 68 milioni di euro nel 2028 (circa 0,54 €/MWh);
Queste risorse, ottenute grazie a un incremento dell’aliquota IRAP su alcuni operatori energetici, si affiancano a un intervento da 850 milioni di euro (6,8 €/MWh). L’effetto immediato è una riduzione del costo finale delle bollette.
La spinta sul Power Purchase Agreement (PPA)
La riorganizzazione del mercato dell'energia è uno dei vari interventi previsti dal decreto bollette 2026. Nel dettaglio, l'obiettivo è quello di spingere l'acceleratore sullo sviluppo dei Power Purchase Agreement (PPA), ovvero contratti di lungo termine tra fornitori di energia e compratori. Gli interventi previsti serviranno a favorire:
- la contrattazione a lungo termine di energia rinnovabile;
- l’aggregazione della domanda tramite associazioni di categoria, enti territoriali e Acquirente Unico (AU);
- il ruolo di garante di ultima istanza del Gestore Servizi Energetici (GSE).
L’obiettivo è arrivare al disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia e quello del gas, dando così modo alle imprese di gestire in maniera più efficace il rischio energetico.
L’impegno per la produzione di rinnovabili
Un altro campo d’azione sul quale si muoverà il decreto bollette 2026 per le imprese riguarda le energie green. Per chi produce da fonti rinnovabili, infatti, sono previste nuove opportunità:
- possibilità di stipulare contratti a prezzi stabiliti per gli impianti di energie rinnovabili (FER) che hanno concluso il loro periodo di incentivazione, tramite la piattaforma PPA di Acquirente Unico, con una ricompensa del 15%;
- i proprietari di impianti fotovoltaici che partecipano al Conto Energia possono scegliere di diminuire l'incentivo del 15% o 30% per il biennio 2026-2027, prolungandone così la validità;
- opportunità di effettuare il repowering, dismettendo i Conti Energia e accedendo a nuove forme di sostegno per aumentare la potenza degli impianti.
Gli interventi su gas, biometano e imprese energivore
Il decreto bollette 2026 si concentra anche sul comparto gas, con interventi specifici:
- valorizzazione del gas stoccato attraverso la collaborazione tra GSE e SNAM;
- eliminazione di oneri e componenti tariffarie per le attività produttive.
- semplificazione del processo di Gas Release, al fine di aumentare l'offerta nazionale a prezzi accessibili;
- iniziative specifiche per i settori industriali ad alta intensità energetica (HTA), con l'obiettivo di abbattere i costi del sistema di scambio delle emissioni (ETS) tramite l'impiego di biometano.
La misura più importante, però, riguarda forse l’eliminazione dello spread tra TTF e PSV, pario a circa 2 €/MWh, allineando così i valori del gas all’ingrosso scambiato alla borsa europea di Amsterdam con quella italiana.
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