La guerra in Iran fa aumentare le bollette: quanto pagheremo in più?
Si torna a parlare di aumenti delle bollette a causa dei conflitti internazionali. Lo scoppio della guerra in Iran ha già portato a ripercussioni sui mercati, con la salita degli indici di luce e gas. Ciò potrebbe appesantire le bollette fino a 500 euro annui.

Per riassumere
- La guerra in Iran ha spinto in alto il TTF (fino a 43,5 €/MWh) e il PUN, con effetti diretti su gas e luce. I rincari colpiscono soprattutto chi ha tariffe a prezzo variabile.
- Secondo le stime Assium, una famiglia tipo potrebbe pagare da +207€ fino a +585€ annui in base all’intensità degli aumenti. Gli incrementi più pesanti riguardano il gas, ma anche l’elettricità risente del caro-materia prima.
- L’aumento del gas fa salire anche il prezzo dell’energia elettrica, dato il peso delle centrali termoelettriche in Italia. Per difendersi dai rincari si può valutare il passaggio a un’offerta a prezzo fisso.
La guerra in Iran inizia a mostrare le conseguenze di quello che appare un conflitto dagli esiti ancora difficili da prevedere. I rialzi di petrolio e gas, con il loro evidente impatto sulle forniture di carburanti ed energia, spingono a più di una riflessione. Allo stato delle cose, il dubbio maggiore non è se le bollette aumenteranno, ma quanto sarà importante questo sbalzo in avanti. Cerchiamo di fare qualche stima aiutandoci con i dati diffusi da Assium e Unione Nazionale Consumatori (UNC).
Le conseguenze sulle bollette della guerra in Iran
È bene partire dai fatti. QatarEnergy, uno dei maggiori produttori di gas naturale liquefatto, ha fermato la produzione dopo un attacco militare iraniano ai siti operativi di Ras Laffan. Questo ha portato a un immediato rialzo del TTF, arrivato a 43,5 €/MWh. Nel nostro speciale sul valore del TTF oggi, si può ben vedere che un valore del genere non si toccava da aprile 2025.
Il TTF è direttamente collegato al PSV, l’indice italiano del gas all’ingrosso, quello che si prende in considerazione per il prezzo delle tariffe dedicate a imprese e clienti domestici. In parole povere: le bollette aumenteranno, soprattutto per i clienti con offerte a prezzo variabile. A spiegarlo è Federico Bevilacqua di Assium, l’associazione italiana degli Utility manager: “Ci saranno ripercussioni soprattutto per chi ha contratti a prezzo variabile poiché le condizioni economiche sono legate all’andamento delle quotazioni dell’energia sui mercati. Sul totale dei contratti di fornitura gas stipulati in Italia, si stima che circa il 25% siano a prezzo variabile. Ma anche chi ha la fornitura della materia prima a prezzo fisso potrebbe subire rincari unilaterali”.
Secondo i calcoli effettuati da Assium, relativi al caso di una famiglia di quattro persone che consuma 2.700 kWh di energia elettrica e 1.200 metri cubi di gas, ci si dovrebbe aspettare rincari di questa portata:
- in caso di aumento delle tariffe del 10% su luce e gas, l'aumento sarebbe di 207 euro annui a nucleo (+135 euro per il gas, +72 euro l’energia elettrica);
- nello scenario con un aumento delle utenze del 20% per il gas e del 15% per la luce, l’aggravio sarebbe di 378 euro annui (+270 euro il gas, +108 euro la luce);
- con aumenti del 30% per il gas e 25% per la luce, la spesa in più sarebbe di 585 euro annui (+405 euro il gas, +180 euro la luce).
Rincari anche per la luce
Come visto, il problema non riguarda solo le utenze gas, ma anche quelle luce. Lo spiega Marco Vignola, dell’Unione Nazionale Consumatori: “Anche le bollette della luce di chi ha il prezzo variabile potrebbero salire, perché per la maggior parte dei giorni la fonte principale di produzione di energia elettrica in Italia è il gas con le centrali termoelettriche. Se aumenta il gas sale anche il prezzo dell’elettricità, il PUN (prezzo unico nazionale) a cui sono agganciati i contratti a prezzo variabile. Il PUN è salito da 107 a 125 euro al megawattora tra venerdì scorso e oggi”. Per ora, guardando al valore del PUN oggi, la situazione sembra essere in maggiore controllo. Lo scorso febbraio 2025 le quotazioni hanno toccato i 0,150 €/kWh, per poi scendere durante i mesi estivi. Le nuove variabili geopolitiche, però, sono pronte a scombussolare equilibri già molto fragili.
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