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Telemarketing e offerte mobile: stop alla pubblicità via SMS?

L'AGCOM ha messo nel mirino le cosiddette "offerte operator attack" e, in particolare, una pratica di telemarketing aggressivo che sta colpendo soprattutto gli utenti di Iliad. Alcuni operatori infatti inviano SMS ai clienti dei concorrenti in cui li invitano a lasciare il proprio gestore per un'offerta imperdibile

A cura di: Matteo Testa
A cura di:
Tempo di lettura 5 minuti
Pubblicato 03/03/2026
cuffie di un operatore
Le proposte dell'AGCOM per le offerte "operator attack"

PER RIASSUMERE

  • Alcuni operatori inviando SMS ai clienti dei concorrenti in cui li si invita a cambiare gestore, attirandoli con la proposta di una offerta conveniente
  • Tra i più colpiti da questa pratica di telemarketing aggressivo ci sono i clienti di Iliad
  • L'AGCOM propone di vietare l'invio di SMS con offerte mirate

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha dichiarato guerra al telemarketing e in particolare alla pubblicità aggressiva tramite SMS. A finire nel mirino del Garante, come scrive La Repubblica, sono finite le cosiddette offerte di telefonia mobile della categoria “operator attack”, ovvero quelle promozioni che gli operatori riservano ai clienti di alcuni specifici gestori concorrenti.

Questo tipo di offerte sono state fortemente criticate in passato soprattutto da Iliad, che le ritiene una pratica scorretta e anti-concorrenziale. “Il settore delle telco in Italia ha bisogno, oggi più che mai, di tre cose: investimenti, innovazione, trasparenza”, aveva dichiarato l’amministratore delegato di Iliad, Benedetto Levi, in una conferenza al Senato per presentare due studi sull’impatto sul mercato di quelle che ha definito “offerte riservate”.

Levi, citando le ricerche realizzate dai professori Cesare Pozzi, Domenico Lombardi e Davide Quaglione, aveva affermato che le offerte operator attack “deprimono gli investimenti, scoraggiano l’innovazione, sono tutto tranne che trasparenti. Ormai è chiaro che non c’è nessuna valida ragione per non vietarle definitivamente, e questo è il mio auspicio”.

Va detto che le offerte operator attack di per sé non sono vietate dalla legge. Gli operatori hanno la libertà di pubblicizzare ai clienti di altri gestori (come Iliad) la disponibilità di promozioni a condizioni molto vantaggiose a loro dedicate se sono disposti a cambiare con richiesta di portabilità del numero. Il problema è che ancora oggi tanti clienti, soprattutto di Iliad, stanno ricevendo degli SMS che li invitano ad abbandonare il proprio operatore. Quest’ultimo aspetto è quello che ha spinto l’AGCOM a prendere provvedimenti.

Telemarketing via SMS: la proposta dell’AGCOM

Il Garante ricorda che gli operatori sono obbligati a gestire i dati sui loro clienti ed ex clienti “con la massima riservatezza”. L’Autorità quindi propone che se un gestore scopre che un utente ha sottoscritto un contratto con un concorrente non possa utilizzare queste informazioni “ai fini commerciali”. Non solo, si ipotizza il divieto all’invio di SMS in cui si invitano i clienti di altri operatori a lasciare il proprio gestore proponendogli un’offerta imperdibile.

Entro il giorno 10 di ogni mese, poi, gli operatori dovranno comunicare all’AGCOM quante telefonate vengono effettuate ai clienti di operatori concorrenti e soprattutto quanti SMS gli inviano. Non si esclude che questo obbligo possa essere imposto, in particolare, agli operatori che prevedono offerte operator attack nel proprio listino.

In caso di “anomalie statistiche”, ovvero flussi di chiamate e SMS in quantità ritenute eccessive, l’AGCOM potrebbe richiedere chiarimenti all’operatore che effettua telemarketing aggressivo, a cui spetta “l’onere della prova”. Il gestore accusato dovrà quindi dimostrare di aver agito in modo corretto per evitare sanzioni.

L’interesse dell’AGCOM nei confronti delle “offerte riservate” non è comunque inaspettato. Il Garante infatti è vincolato dalla Legge sulla Concorrenza del 2024 che stabilisce che gli operatori di telefonia non possono proporre offerte utilizzando le informazioni sugli utenti estratte dal database delle portabilità o comunque acquisite “per esigenze di carattere propriamente operativo”.

Questo registro infatti contiene i nomi delle persone che hanno cambiato operatore mantenendo il proprio numero di telefono con richiesta al nuovo gestore della portabilità o MNP (Mobile Number Portability). La Legge sulla Concorrenza ha infatti affidato al Garante il compito di formulare le nuove regole operative per contrastare il telemarketing.

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Telemarketing: il filtro anti-spoofing dell’AGCOM

L’AGCOM il 19 agosto scorso ha introdotto il filtro anti-spoofing per contrastare più efficacemente le chiamate moleste e le truffe telefoniche. Lo strumento inizialmente si è occupato delle chiamate da numeri fissi. Il 19 novembre il suo utilizzo è stato poi esteso anche alle telefonate da mobile.

Stando ai primi dati forniti al Garante da TIM, Vodafone, Fastweb, WindTre e Iliad, tra il 19 e il 23 novembre il filtro anti-spoofing ha intercettato una media di 7,46 milioni di chiamate di telemarketing al giorno. L’AGCOM sottolinea che "si osservano valori della percentuale di chiamate illecite da numerazioni mobili bloccate anche del 50%, 70%, fino al 90%" a seconda dell'operatore.

Per quanto riguarda invece le chiamate da fisso, nel primo mese di utilizzo del filtro sono state fermate circa 20 milioni di false chiamate, pari all’1,3% di quelle partite dall’estero.

Lo spoofing è quella pratica che permette di mascherare il CLI (Calling Line Identification), ovvero i dati che identificano chi effettua una chiamata. Con questo meccanismo i call center e truffatori possono falsificare il numero di telefono del mittente di una chiamata facendolo apparire come un contatto affidabile. Nello specifico si parla di chiamate dall’estero che sullo schermo dello smartphone presentano il prefisso italiano. In alcuni casi si modifica la numerazione per sembrare che la chiamata arrivi dalle forze dell’ordine o da privati del tutto leciti, come ad esempio una banca.

Lo strumento introdotto dal Garante, però, è inefficace contro le chiamate effettuate dai call center che operano in Italia, violando le norme sulla privacy, e per le telefonate dall’estero che utilizzano autentiche numerazioni internazionali. Il filtro, poi, non blocca i tentativi di contatto non richiesti tramite SMS, app di messaggistica e piattaforme VoIP (Voice over IP) come WhatsApp.

Telemarketing: cosa fare per proteggersi dalle chiamate indesiderate

Il consiglio dell’AGCOM per gli utenti, quindi, è quello di "prestare la massima attenzione" soprattutto "quando vengono offerti contratti e servizi di varia natura". Ci sono infatti molte cose che si possono fare per evitare di essere molestati dalle chiamate dei call center e prevenire i tentativi di truffa. Un primo passo è quello di iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO), che dal 2022 è stato esteso anche ai numeri mobili. Il servizio permette di revocare automaticamente tutti i consensi forniti in precedenza per fini commerciali. Potete iscrivervi al RPO sul sito ufficiale, chiamando il numero verde 800 957 766 (06 42986411 da cellulare) oppure scrivendo un’e-mail a info.abbonati@registrodelleopposizioni.it.

Non bisogna poi sottovalutare l’efficacia degli strumenti integrati nel vostro smartphone per l’identificazione automatica dello spam.

  • Android - Impostazioni > Identificativo chiamante e spam. Attivare "Visualizza ID chiamante e spam" e "Filtra le chiamate spam".
  • iPhone (iOS) - Impostazioni > Telefono > Silenzia numeri sconosciuti. In questo caso vengono trasferite in automatico verso la segreteria tutte le chiamate che non arrivano dai propri contatti

Esistono poi app ad hoc contro il telemarketing come Truecaller e Tellows che ricavano i numeri molesti da database comunitari che vengono aggiornati in tempo reale dagli utenti. Potrebbe però essere richiesta la condivisione della rubrica. Se tenete alla privacy dei vostri contatti, sarebbe consigliabile leggere con attenzione i permessi prima di accettare.

In ogni caso è sempre opportuno evitare di cliccare su link presenti in un SMS di utenti sconosciuti e prima di accettare qualunque offerta commerciale è bene contattare il proprio operatore per verificare che non si tratti di una truffa. Se vi accorgete di aver risposto a una chiamata fraudolenta, non dite “Sì” ma riattaccate subito. Molti truffatori infatti usano il “Sì” registrato per attivare contratti non richiesti.

Leggi le nostre Linee guida Editoriali

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