La crisi del gas russo del 2022, dalla quale solo ora l’Europa provava a rialzarsi, è rapidamente sostituita dalla paura per quello che sta succedendo in Medio Oriente. Il conflitto scatenatosi in Iran e nei territori limitrofi porta a un nuovo balzo delle quotazioni all’ingrosso di metano e petrolio, con conseguenze dirette anche sulle nostre bollette. Cerchiamo di fare il punto e di capire come arginare – per quanto possibile – l’ondata di aumenti.
La continua crescita del TTF Gas
Il TTF (Title Transfer Facility) è l'indice delle quotazioni all'ingrosso del gas scambiato alla borsa europea di Amsterdam. Da venerdì 27 Febbraio – ultimo giorno di contrattazioni prima dell'attacco all’Iran – a oggi, il suo valore è aumentato del 90%. Si è passati così da 31,9 €/MWh a oltre 60 €/MWh, e la continua salita dei prezzi potrebbe non essere ancora finita.
Gli aumenti sono legati in maniera diretta al conflitto in Iran, in particolare a una delle sue conseguenze più importanti. Gli attacchi di Teheran in risposta all'offensiva americana e israeliana hanno coinvolto le infrastrutture di Gas Naturale Liquefatto del Qatar. Questo Paese è il quarto fornitore di GNL dell'Unione europea e il secondo per l'Italia. Il timore è che le infrastrutture siano danneggiate a tal punto da non poter riprendere la produzione in tempi brevi, con conseguenze potenzialmente funeste.
In un certo senso, il nostro Paese (e non è l’unico) è finito dalla padella nella brace. Il ricorso al GNL, in particolare quello qatariota, è stato intensificato per diversificare gli operatori energetici dopo la guerra in Russia. Per sostituire le forniture di Mosca, pertanto, ci si è rivolti al gas naturale liquefatto di Doha, che però adesso è coinvolto in un nuovo conflitto.
La crisi a breve termine delle forniture GNL
Nel breve termine, la situazione è ancora gestibile. In Italia, Edison è il maggior importatore di GNL dal Qatar; la compagnia dispone di quattro navi che non passano dallo Stretto di Hormuz, cioè il passaggio (attualmente chiuso dall’Iran) che le navi devono percorrere per uscire in mare aperto e dirigersi verso i porti di pertinenza. I carichi di Edison potranno coprire le consegne per questo mese.
In teoria ci sarebbe anche Eni, che in Qatar ha concluso un contratto per 1,5 miliardi di metri cubi all’anno. Secondo quanto riferito da fonti autorevoli come il Corriere della Sera, però, l’accordo non è ancora operativo.
E potrebbe non essere finita qui, perché oltre al blocco dello Stretto di Hormuz, l’Iran starebbe allargando la sua azione a Fujairah, terminale dell’oleodotto Adnoc Adcop.
Le conseguenze sulle bollette del gas
Per i clienti finali, le grandi manovre a livello globale si faranno sentire a breve termine. Per cominciare, i rincari che scatteranno riguarderanno tutti i principali distributori di benzina e gasolio, con un probabile effetto a catena su trasporto e inflazione. Per quanto riguarda le utenze domestiche, è praticamente certo che le bollette luce e gas aumenteranno. Per una famiglia tipo, l’incremento potrebbe andare da 207 euro a 585 euro annui, in base all’intensità degli aumenti.
Come proteggersi, allora? Può essere utile attivare un’offerta a prezzo fisso, che blocca il costo della componente luce e gas per 12 o 24 mesi. In questo scenario di completa incertezza l’invito è quello di telefonare allo 02 5005 3033 per ottenere assistenza gratuita e senza impegno. È altrettanto utile visionare le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner, come quelle elencate di seguito: