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L’Italia punta sui rigassificatori: per il Governo non c’è alternativa

Continuare con i rigassificatori per garantirsi una posizione di maggiore autorevolezza sui mercati energetici. Questa sembra essere la strategia del Governo italiano, che tramite il Ministro Pichetto Fratin ha confermato l'uso dell'impianto di Piombino.

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

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L'Italia continua a puntare forte sui rigassificatori.

Negli scorsi giorni si è conclusa – almeno per il momento – una vicenda che teneva in attesa un’intera comunità e, in senso più generale, l’intera nazione. Il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha confermato che il rigassificatore di Piombino, per il momento posizionato lungo le coste della città toscana solo “provvisoriamente”, continuerà a operare nella stessa area. Scopriamo quali sono le implicazioni e qual è la strategia del Governo per l’approvvigionamento energetico.

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La querelle sul rigassificatore di Piombino

Per capire di più della questione riguardante il rigassificatore di Piombino, nonché della strategia energetica del nostro Paese, è utile tornare alle parole di Claudio Barbaro, Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, che nel luglio del 2023 spiegava: “L’Italia può e deve avere un ruolo centrale nel trasporto dell’energia tra Nord e Sud del mondo, nell’ottica di proporsi come hub energetico […] Nel solco delle norme già previste nel decreto per favorire la realizzazione di nuova capacità di rigassificazione, sono state qualificate come infrastrutture strategiche quei collegamenti energetici appartenenti alla rete nazionale dei gasdotti e gli oleodotti che fanno parte delle reti nazionali di trasporto, che vengono inoltre dichiarate di pubblica utilità urgenti e indifferibili”. La strada era perciò già tracciata: largo ai rigassificatori, nei quali accogliere il gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dai nuovi paesi partner energetici africani e non solo, mossa necessaria per sostituire le mancate importazioni dalla Russia.

A rinnovare il messaggio ha pensato, nello stesso anno, il Ministro Pichetto Fratin, con due dichiarazioni. La prima, del 6 marzo 2023, diceva: “I rigassificatori costituiscono opere strategiche per la sicurezza nazionale, fermo restando il programma di decarbonizzazione”. La seconda, del 20 novembre 2023, recitava: “Con il gas che proviene da sud, l’Italia ha una nuova centralità a livello europeo, che ci vede come soggetto di riferimento verso il centro Europa. Siamo noi quelli che trasferiranno gas in aree del nord come Austria, Baviera e Svizzera”.

I rigassificatori come veicolo per ridare centralità energetica all’Italia. Peccato però che, nei territori coinvolti, non tutti condividano l’entusiasmo dell’esecutivo.

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L’impatto dei rigassificatori sui territori

Il rigassificatore “provvisorio” di Piombino dovrà essere prorogato, come conferma il ministro Pichetto Fratin: Non c’è soluzione alternativa, pronta e pertanto va prorogato. Naturalmente vedremo nei prossimi mesi come fare il percorso”. Una dichiarazione che fa il paio con quella già citata del luglio 2023 di Claudio Barbaro, il quale concludeva il suo intervento sottolineando che: “Viene dettata quindi una priorità alle amministrazioni coinvolte nei procedimenti di autorizzazione per la costruzione di tali infrastrutture, fondamentali per l’approvvigionamento del Paese”. Insomma, Piombino continuerà a convivere con il rigassificatore, non visto in maniera particolarmente benevola dalla popolazione e dall’opposizione politica, la quale punta il dito sui rapporti tra Governo e compagnie energetiche. Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana AVS, ha dichiarato: “Contrari a parole a Piombino e a Firenze, assolutamente favorevoli a Roma. In realtà hanno sempre ingannato i cittadini pur di fare un favore alle compagnie dell’energia fossile”.

Come si vede, quindi, la tematica è complessa e rientra in uno scenario dove i motivi di riflessione sono molti. In un Paese dove le rinnovabili arrancano e le bollette sono sempre più pesanti, è lecito chiedersi quale sia la strada migliore da intraprendere per assicurarsi un futuro energetico sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.

PER RIASSUMERE

  • Strategia energetica del Governo: confermata la permanenza del rigassificatore di Piombino, considerato infrastruttura strategica per garantire sicurezza energetica e rafforzare il ruolo dell’Italia come hub del gas verso il Centro Europa.
  • Obiettivo diversificazione: i rigassificatori servono a importare GNL da nuovi partner internazionali, sostituendo le forniture russe e aumentando l’autonomia energetica nazionale.
  • Critiche e impatti locali: la proroga dell’impianto suscita opposizioni nei territori coinvolti e riapre il dibattito tra sicurezza energetica, costi in bolletta e transizione verso fonti rinnovabili.

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