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Rinnovabili: rallentano le nuove installazioni di fotovoltaico ed eolico in Italia

Il 2025 si è chiuso con un rallentamento della diffusione del fotovoltaico, soprattutto per quanto riguarda i piccoli impianti, e dell'eolico. Si tratta di un dato preoccupante, considerando il peso sempre più importante che le fonti rinnovabili hanno nel mercato energetico italiano.

Davide Raia
A cura di Davide Raia

Esperto di mercati energetici, telefonia e assicurazioni

pannelli fotovoltaici termici
Rallenta la diffusione di fotovoltaico e eolico

Le fonti rinnovabili hanno un ruolo fondamentale per poter incrementare l’indipendenza energetica dell’Italia, andando a ridurre il costo dell’energia, soprattutto in un contesto in cui l'Europa si affida sempre più al nucleare.

Negli ultimi anni, il contributo delle rinnovabili al mix energetico nazionale è incrementato notevolmente, grazie anche alla forte crescita delle installazioni di nuovi impianti. In ogni caso, l'Italia è ancora in ritardo rispetto al resto dell'Ue.

Un rapporto di Italia Solare, basato sui dati Terna, conferma un rallentamento della crescita del fotovoltaico in Italia nel corso del 2025. Un trend analogo coinvolge anche l’eolico. Si tratta di un dato preoccupante e che potrebbe ridurre l'impatto delle rinnovabili nel corso dei prossimi anni.

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Rallenta il fotovoltaico in Italia

Il rallentamento del fotovoltaico in Italia nel corso del 2025 è legato a doppio filo al rallentamento delle installazioni degli impianti di piccola e media taglia mentre i grandi impianti continuano a crescere, sulla spinta degli investimenti degli operatori del settore.

Al netto del solo 2020, anno condizionato dalla pandemia, il dato del 2025 rappresenta il primo calo del settore italiano nel corso degli ultimi 12 anni. Per sostenere la diffusione del fotovoltaico, l'Italia potrebbe prendere esempio dalla Cina.

Il dato complessivo vede un calo del 5% per i nuovi impianti nel corso del 2025 ma i grandi impianti crescono del 15%. Per gli impianti di piccola e media taglia si registra un calo del 26% per quelli al servizio di stabilimenti industriali e aree commerciali.

Ancora più marcato è il calo relativo agli impianti fotovoltaici residenziali che fanno segnare un crollo del 32%. Il calo è particolarmente marcato nelle regioni del Nord Italia, con un picco in Lombardia (-19%), mentre crescono le installazioni al Sud, con numeri importanti in Sicilia (+81%) e Puglia (+24%).

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Frena l'eolico

Da segnalare anche un rallentamento dell’eolico. Nel corso del 2025, infatti, la nuova capacità installata è stata di 563 MW. Questo dato si traduce in un calo dell’8,1% rispetto a quanto registrato nel corso dell’anno precedente.

I nuovi impianti eolici entrati in esercizio sono stati 55, in calo rispetto agli 83 registrati nel corso del 2024. La potenza complessiva ha toccato 13.629 MW, restando al di sotto di quanto previsto dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC) che fissava l’obiettivo intermedio di 15.823 MW.

Il 91% della capacità installata si concentra tra Sicilia, Campania, Basilicata, Calabria, Sardegna e Puglia, la regione che guida la produzione di energia eolica in Italia. Per quanto riguarda la produzione complessiva, invece, il valore è di 21,4 TWh con una copertura del 6,9% della domanda elettrica italiana.

L'importanza delle rinnovabili

Una recente analisi ha confermato il ruolo fondamentale delle rinnovabili in Ue che hanno la possibilità di sostenere l'indipendenza energetica dei Paesi europei, contribuendo alla riduzione delle importazioni di energia dall'estero. 

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Per riassumere

  • Fotovoltaico in frenata nel 2025: -5% di nuove installazioni, con un crollo del 32% nel residenziale e del 26% negli impianti medio-piccoli, mentre crescono solo i grandi impianti (+15%).
  • Eolico sotto gli obiettivi PNIEC: nuova capacità a 563 MW (-8,1%) e potenza totale ancora lontana dai target nazionali, con forte concentrazione nel Sud Italia.
  • Rischio per la transizione energetica: il rallentamento delle rinnovabili potrebbe indebolire l’indipendenza energetica e il contributo green al mix italiano.

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