Batterie e fotovoltaico: come aiuteranno gli obiettivi UE del 2030
Gli obiettivi europei in termini di decarbonizzazione, da raggiungere entro il 2030, potrebbero essere più vicini se si registrasse un uso più intenso delle rinnovabili e delle batterie ad accumulo. È quanto emerge da un recente report SolarPower Europe.
Le rinnovabili forniscono un aiuto cruciale per gli obiettivi ambientali dell'Europa.
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Più fotovoltaico e batterie potrebbero aiutare l’Europa a raggiungere entro il 2030 gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dalla UE
Secondo SolarPower Europe, le rinnovabili potrebbero coprire fino al 68% della domanda elettrica europea, riducendo importazioni di gas e volatilità dei prezzi
Le bollette potrebbero scendere del 14% rispetto ai livelli del 2025 grazie all’aumento della produzione green e della capacità di accumulo energetico
I costi per l’energia aumentano sempre di più, con i continui aumenti di carburante e bollette dovuti alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Basta pensare che, nei primi 60 giorni del conflitto scoppiato in Medio Oriente, l'Europa ha speso 27 miliardi di euro in più nell'importazione di combustibili fossili. Allo stesso tempo, gli obiettivi prefissati per il 2030 in termini di decarbonizzazione e utilizzo delle rinnovabili sembrano allontanarsi sempre di più.
In questo scenario poco roseo, una nuova analisi SolarPower Europe cerca di tracciare un’inedita via per mettere insieme riduzione dei costi, stabilità dei prezzi e sicurezza energetica. Scopriamo di cosa si tratta.
Spingere sulla transizione energetica, la ricetta SolarPower Europe
Secondo il report di SolarPower Europe, una maggiore spinta sulle energie rinnovabili in Europa potrebbe portare a dei risultati concreti in poco tempo. Sarebbero sufficienti solo quattro anni, infatti, per raggiungere una capacità fotovoltaica di 732 GW e una eolica di 372 GW. Così facendo, le energie green arriverebbero a coprire il 68% della domanda elettrica totale del continente, dato in linea con l'obiettivo del 69% indicato dalla Commissione europea. Da sola, l'energia solare basterebbe soddisfare oltre il 26% dei consumi elettrici.
In uno scenario del genere, il parametro a crescere maggiormente sarebbe la capacità di accumulo a batteria, che aumenterebbe di otto volte rispetto al 2025, per una potenza di 171 GW e 600 GWh di energia. L’incremento coinvolgerebbe anche la durata media dello stoccaggio e salirebbe a 3,5 ore (contro le 1,9 ore del 2025). Tutto ciò consentirebbe di gestire meglio i picchi di produzione e la volatilità.
Sonja Risteska di SolarPower Europe, però, frena gli entusiasmi: “Anche in questo scenario più ambizioso non si raggiungono i volumi di accumulo di cui l’Europa ha bisogno, il che sottolinea l’urgenza di un’azione politica più incisiva per sbloccare la flessibilità su larga scala. Solo colmando questo divario le energie rinnovabili potranno garantire pienamente sicurezza energetica, stabilità ed elettricità a prezzi accessibili per i consumatori”.
Le conseguenze (positive) della spinta sulle rinnovabili
La maggiore spinta sulle energie rinnovabili in Europa porterebbe con sé numerose conseguenze positive. La prima sarebbe il dimezzamento dei costi operativi, che verrebbero tagliati dal 50%, con un risparmio di 55 miliardi di euro rispetto al 2025. Guardando ancora oltre, tra il 2026 e il 2030 si potrebbe arrivare a una diminuzione di 223 miliardi di euro per le importazioni di gas destinato alla produzione di energia elettrica.
Di pari passo, anche le bollette scenderebbero. Secondo le stime, il prezzo medio dell'elettricità calerebbe a 63,4 €/MWh, con un taglio del 14% rispetto ai livelli registrati nel 2025.
A questo proposito, nel report citato è presente un interessante confronto tra quello che è successo nel 2025 e quello che potrebbe accadere nel 2030 in alcuni Paesi continuando con l'approccio attuale, oppure adottando la ricetta SolarPower Europe. In particolare, considerando il prezzo medio dell’energia nel 2025, pari a circa 74 €/MWh, l’approccio tradizionale consentirebbe un risparmio del 7%, mentre quello auspicato nel report porterebbe al 14%. In tal senso, l'espansione delle fonti verdi garantirebbe una contrazione dei prezzi dell'elettricità più marcata entro il 2030 rispetto allo scenario base.
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