Nuovi dati diffusi da Eurostat indicano che in Europa si fa sempre maggiore uso dell’energia nucleare. Il trend al rialzo, iniziato ormai nel 2024, vede coinvolti tutti i 12 Paesi membri che dispongono di centrali atomiche: ecco il dettaglio.
Il nucleare cresce, la Francia domina
Nel 2024, in Europa sono stati prodotti complessivamente 649.524 GW di elettricità, per un incremento del 4,8% rispetto all’anno precedente. A trainare questa crescita notevole è sempre la Francia, come si può verificare dalla produzione dei Paesi che attualmente dispongono di centrali nucleari nel Vecchio Continente:
- Francia – 380.451 GWh;
- Spagna – 54.510 GWh;
- Svezia – 50.665 GWh;
- Finlandia – 32.599 GWh;
- Belgio – 31.255 GWh;
- Cechia – 29.696 GWh;
- Slovacchia – 18.232 GWh;
- Ungheria – 16.017 GWh;
- Bulgaria – 15.777 GWh;
- Romania – 10.912 GWh;
- Slovenia – 5.836 GWh;
- Paesi Bassi – 3.574 GWh.
In percentuale, si può dire che Parigi copre da solo ben il 58,6% della produzione nucleare dell’intera Unione Europea. Un dominio che peraltro risulta sempre più evidente, visto l’incremento del 12,5% tra il 2023 e il 2024.
Entrando nello specifico delle dinamiche dei vari Stati, si osserva come in Francia il 67,3% dell’intera produzione nazionale derivi dai reattori nucleari. Numeri simili si osservano in Slovacchia, mentre all’estremità opposta ci sono nazioni (come i Paesi Bassi) dove il contributo dell’energia atomica risulta marginale, sotto il 3%. Tra questi due estremi si collocano Paesi dove il nucleare copre quasi il 40% del mix energetico, ovvero Belgio, Bulgaria, Finlandia, Repubblica Ceca e Ungheria.
Le grandi assenti: Germania e Italia
Guardando la cartina pubblicata da Eurostat relativa alla produzione da energia nucleare in Europa, spiccano alcune assenze rivelanti come quelle di Germania e Italia. E se nel nostro Paese il rapporto con l’energia atomica si è interrotto diversi anni fa, il caso di Berlino è forse quello più eclatante. Fino al 2021, infatti, il Paese teutonico era il secondo produttore nucleare dell’intera UE; nel 2023 si è arrivati però alla chiusura definitiva degli impianti.
Al momento, in Europa le nazioni che non dispongono di centrali nucleari attive sul proprio territorio sono le seguenti:
- Austria;
- Croazia;
- Danimarca;
- Estonia;
- Germania;
- Grecia;
- Irlanda;
- Italia;
- Lettonia;
- Lituania;
- Malta;
- Polonia;
- Portogallo.
Qual è il futuro del nucleare in Europa?
Quello del nucleare è un tema che torna ricorrente nel dibattito pubblico, soprattutto nel contesto attuale. Le ultime analisi indicano che la produzione da rinnovabili in Europa è rallentata, soprattutto per via della frenata dell’eolico e dell’idroelettrico. Il fotovoltaico cresce di molto, ma ancora non è sufficiente al sostentamento dell’Eurozona. Le cose vanno ancora peggio in Italia, che secondo stime Eurostat risulterebbe solo al 16esimo posto tra i Paesi membri in quanto a utilizzo di fonti energetiche green.
In un quadro del genere, ecco che il ritorno alla discussione sul nucleare è più che plausibile. I possibili progressi e le tempistiche della ricerca sulla fusione potrebbero risultare fondamentali per porre le basi per una discussione politica e sociale a riguardo.
Nell’attesa, i clienti finali non possono fare altro che guardarsi intorno e cercare offerte capaci di coniugare sostenibilità ambientale e convenienza economica. Le migliori offerte luce e gas delle aziende partner di Segugio.it sono un ottimo punto di partenza per la propria analisi.