A febbraio è circolata la voce che Tiscali Italia fosse in una situazione talmente critica da dover cedere il proprio ramo consumer. Ora l’azienda del Gruppo Tessellis aspetta il nuovo progetto industriale, dopo l’accordo siglato con i sindacati per gestire il taglio del personale tramite esodi incentivati. A confermare la conclusione di questo passaggio estremamente difficile nella storia recente di Tiscali è il sindacato Uilcom Sardegna.
Tiscali alla fine del 2015 disponeva di 1.100 impiegati in Sardegna, scesi poi a 600 nel 2022. Con l’acquisizione da parte di Linkem, sommando i lavoratori delle due aziende, si è tornati a circa 1.100 dipendenti. Attualmente la forza lavoro di Tiscali si attesterebbe su 700 dipendenti, di cui 450 a Cagliari.
Gli stessi sindacati del settore delle telecomunicazioni hanno descritto la condizione di Tiscali come “estremamente difficile e complessa”. Nel corso dell’incontro con SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e altre rappresentanze unitarie è stato quindi presentato dall’azienda fondata da Renato Soru un nuovo assetto occupazionale ritenuto più sostenibile che prevede 500 dipendenti a tempo pieno. I tagli al personale riguardano anche il management.
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, grazie all’accordo con i sindacati, sono stati quindi organizzati quasi 220 esodi incentivati per ridurre il personale sulla base di adesioni volontarie tra le sedi di Cagliari, Roma, Bari e Taranto.
Il piano di esodi volontari prevede incentivi economici differenziati con fino a 34 mensilità per il personale impiegato nei servizi di assistenza al cliente e 22 mensilità per gli altri lavoratori. Il taglio su base volontaria ha riguardato un massimo di 50 unità, che sono state selezionate seguendo l’ordine di adesione e tenendo conto dei limiti fissati per ogni funzione aziendale. La scadenza per le risoluzioni collettive era invece fissata per il 28 febbraio.
La cessione delle attività B2C
“Tiscali è grande rispetto alle piccole, ma piccola rispetto alle grandi, e questo chiaramente crea dei problemi”, ha spiegato Tonino Ortega, segretario della Uilcom Sardegna. Stando alle sue valutazioni, il mercato delle telecomunicazioni sta vivendo un momento di recessione, con una perdita di 15 miliardi di euro di ricavi. La forte pressione competitiva sarebbe la causa delle difficoltà di società grandi e strutturate come Tiscali, che per restare sul mercato sono costrette a ridurre i costi.
I dati finanziari negativi hanno quindi spinto Tessellis, la holding nata a seguito della fusione tra Tiscali e Linkem, ad affidare a una società esterna il compito di valutare potenziali acquirenti per le attività dell’operatore nel segmento Business to Consumer (B2C) e qualcuno avrebbe già manifestato il proprio interesse. Tessellis sarebbe quindi in trattativa avanzata con Canarbino Spa, azienda di Sarzana nel settore dell’energia con 700 dipendenti e circa 800mila clienti.
Le tensioni con Tiscali Notizie
Non tutto è andato liscio nel processo di riorganizzazione. L’11 marzo la redazione di Tiscali Notizie ha infatti pubblicato un duro comunicato dal titolo emblematico: “Tiscali Italia spieghi perché vuole discriminare solo 12 lavoratori su oltre 600”. Nella nota si esprime lo sconcerto dell’Associazione della Stampa sarda e del Comitato di redazione per il fatto che “il futuro delle giornaliste e dei giornalisti della testata viene presentato come già segnato nonostante sia nelle primissime fasi - e sia tutta da verificare - la trattativa in corso con la società Canarbino Spa per l'affitto di un ramo aziendale”. Tutto questo, afferma la redazione, “non definisce cosa accadrà agli altri rami di Tiscali Italia/Tessellis”.
L’azienda è accusata di usare “due pesi e due misure nei confronti dei suoi dipendenti a seconda del tipo di contratto loro applicato. Alle giornaliste e ai giornalisti che per 25 anni hanno svolto il loro lavoro con dedizione e passione (rispondendo peraltro a un'esigenza imprenditoriale che individuava nell'informazione uno strumento capace di veicolare traffico utile alla vendita dei prodotti aziendali e agli introiti pubblicitari ndr) oggi, senza alcuna remora, si vorrebbe dare il benservito”.
La redazione di Tiscali Notizie dichiara poi di non comprendere perché ai lavoratori che hanno già accettato le condizioni del Contratto di solidarietà non è stato possibile accedere all’esodo volontario come per altri dipendenti di Tessellis, a cui non è “mai stata prospettata la cassa integrazione a zero ore o il licenziamento collettivo”.