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Addio al 2G? Quali sono i piani per il futuro della rete mobile

La Francia ha avviato lo spegnimento delle reti 2G con l'obiettivo di arrivare allo switch-off totale entro il 2026. In Italia, invece, lo standard resta una risorsa ancora fondamentale per sostenere le chiamate vocali (soprattutto di emergenza) e l'utilizzo di diversi dispositivi come allarmi e ascensori

Matteo Testa
A cura di Matteo Testa
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Perché non si può spegnere il 2G in Italia

⏰In 30 secondi:

  • La Francia spegnerà le reti 2G entro il 2026
  • In Italia la scadenza è fissata intorno al 2030
  • Il 2G è ancora utile per chiamate d'emergenza, dispositivi IoT e la copertura nelle aree montane
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All’inizio di aprile la Francia ha avviato lo spegnimento delle reti e dei servizi 2G (GSM), che continuerà gradualmente per tutto il 2026. Stando a un report dell’Arcep — l’autorità che regola il mercato delle telecomunicazioni, Internet e dei servizi postali — nel Paese d’Oltralpe sono oltre 2,4 milioni le SIM attive su dispositivi 2G alla fine del 2025. Questo dato rappresenta l’1,8% di tutti gli abbonamenti per servizi voce, messaggi e connettività Internet mobile e il 3,9% delle SIM M2M (Machine-to-Machine).

Orange, tra i principali operatori francesi, ha completato lo spegnimento dei servizi 2G nelle prime tre municipalità. Secondo le stime dell’AFP, si parla di un totale di 2.300 SIM che erano ancora attive sulle reti ormai obsolete. L’agenzia di stampa ha poi evidenziato anche la preoccupazione degli ascensoristi per lo spegnimento del 2G, poi placata da un decreto che stabilisce l’abbandono dello standard GSM anche per i sistemi di sicurezza degli ascensori.

La chiusura del 2G è motivata dall’esigenza di liberare spettro radio da poter poi utilizzare per supportare i servizi 4G e 5G.

La situazione in Italia

Nonostante il 2G sia già ampiamente superato da tecnologie più performanti, in Italia le reti restano ampiamente utilizzate per garantire la stabilità delle chiamate vocali, ma anche per alcuni servizi di emergenza o dispositivi IoT (Internet of Things). Al contrario del 3G, il cui processo di dismissione è stato sostanzialmente completato tra il 2021 e il 2025, il 2G resta fondamentale per la sua capacità di raggiungere aree montane e rurali dove non è ancora disponibile la copertura in 4G e 5G.

Ad oggi tutti i grandi operatori (TIM, Vodafone, WindTre, Iliad) e gli MVNO (Mobile Virtual Network Operator) continuano a utilizzare il 2G a supporto dei propri servizi voce. Gli stessi gestori, però, stanno già pianificando la dismissione delle reti obsolete. L’obiettivo è sempre quello di liberare spettro da riassegnare al 4G e 5G. Lo switch-off del 2G potrebbe avvenire entro la fine del 2026, ma per alcuni il programma di smantellamento potrebbe essere più dilatato nel tempo. Vodafone, ad esempio, conta di spegnere il 2G entro il 2030-2031.

Bisogna poi considerare che ancora oggi in Italia la quota di traffico sulle reti 2G e 3G è di circa il 5,2% del tempo di connessione totale, un valore in linea con la media europea.

Perché il 2G non può essere spento subito

Spegnere oggi il 2G potrebbe rivelarsi un problema non da poco in Italia, poiché renderebbe inutilizzabili milioni di dispositivi che ancora sfruttano questa tecnologia e non possono essere aggiornati da remoto. Tra questi figurano:

  • Dispositivi IoT: contatori intelligenti per luce e gas, tracciatori GPS e sistemi antifurto.
  • Ascensori: componenti per le chiamate di emergenza.
  • Auto: molti modelli lanciati prima della diffusione del 4G supportano il 2G per il sistema di chiamata di emergenza (eCall) in caso di incidente.

Il 2G è inoltre ancora importante per il nostro Paese perché, rispetto alle tecnologie più moderne, riesce a penetrare meglio in ambienti difficili come scantinati, zone montane isolate o interni di edifici storici.

Infine, una piccola ma significativa porzione di utenti (stimata intorno al 2-3%), composta soprattutto da anziani e turisti, utilizza ancora feature phone o dispositivi obsoleti. Molti operatori, inoltre, trasferiscono la comunicazione sul segnale 2G quando la copertura 4G/5G è scarsa, specialmente se non è supportata la tecnologia VoLTE (Voice over LTE), che consente di telefonare con audio di alta qualità durante la navigazione Internet.

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Europa all’avanguardia nella dismissione

L’Europa è a livello globale all’avanguardia nella dismissione delle reti 2G e 3G. Tuttavia, il rapporto di Omdia dal titolo "2G and 3G Switch-off Regulations and Policies" evidenzia diverse preoccupazioni riguardanti la protezione dei consumatori durante il processo di switch-off.

Gli analisti ritengono necessario mantenere il 2G per le applicazioni M2M e IoT in diversi mercati europei. Paesi come Belgio, Paesi Bassi e Germania hanno già completato lo spegnimento del 3G, ma mantengono una limitata copertura 2G per i sistemi legacy. Nel Regno Unito, gli operatori hanno assicurato che lo spegnimento avverrà entro il 2033, mentre le reti 3G verranno disattivate già nei prossimi mesi.

Data la situazione, il processo di switch-off dovrà svolgersi in stretta collaborazione tra operatori e autorità di regolamentazione, per permettere il rilancio di licenze tecnologicamente neutre su tutto lo spettro esistente.

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