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Telecomunicazioni in Italia, ricavi stabili ma calano i lavoratori: come sta cambiando il settore

Il report “Focus Bilanci 2020-2024” dell'AGCOM conferma l'eccellente stato di salute del settore delle telecomunicazioni, con ricavi sostanzialmente stabili e investimenti in crescita. Dall'altro lato, però, si registra anche un'importante perdita di addetti

Marco Rigamonti
A cura di Marco Rigamonti

Esperto di mercati energetici e telefonia

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Telco, crescono i ricavi ma calano gli addetti

⏰In 30 secondi:

  • I ricavi nel 2024 sono stabii a 28,6 miliardi di euro
  • L'Ebitda margin sale del 7% rispetto all'anno precedente
  • Investimenti stabili a 7,1 miliardi di euro
  • Persi 5.600 addetti rispetto al 2020 (-1,4% su base annua)
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I ricavi nel settore delle telecomunicazioni restano sostanzialmente stabili, ma si registra una forte perdita di lavoratori. A dirlo è il “Focus Bilanci 2020-2024” pubblicato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), che riguarda 130 tra le principali aziende in diversi settori chiave. Il report non analizza lo “stato di salute” solo delle telco, ma anche di grandi realtà nei campi di interesse istituzionale dell’Autorità, come la corrispondenza e la consegna dei pacchi, la televisione e l’editoria quotidiana e periodica.

Buone notizie per le telco sul fronte ricavi

Stando alle rilevazioni dell’AGCOM, i ricavi aggregati delle 52 principali aziende nel campo delle telecomunicazioni tra il 2020 e il 2024 sono rimasti pressoché stabili a 28,6 miliardi di euro alla fine del periodo analizzato. Si registra solo in lieve calo (-0,6%) rispetto al 2023. Da soli, i grandi operatori retail (TIM, WindTre, Iliad, Fastweb e Vodafone) generano oltre i tre quarti del valore complessivo.

A livello di redditività, nel 2024 l’Ebitda margin (ovvero il margine operativo lordo in rapporto ai ricavi) cresce di sette punti percentuali rispetto all’anno precedente (dal 23,3% al 30,4%). Il trend positivo nasce anche dalla riduzione dei costi operativi e del personale. L’Ebit margin (margine operativo netto in rapporto ai ricavi) cresce invece del 2,3%, ma resta comunque inferiore al 9,6% registrato nel 2020.

Il rapporto tra patrimonio netto e totale delle passività si attesta su una media annua del 28,6% nel periodo di riferimento. Nel 2024 ha raggiunto il 28,3%, in crescita di 2,6 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Aumentano gli investimenti

L’AGCOM conferma che gli investimenti nel settore delle comunicazioni elettroniche sono stabili e rilevanti per tutto il periodo preso in considerazione. Nel 2024, in particolare, sono stimati in 7,1 miliardi (pari al 25,1% dei ricavi). Ciò dimostra la necessità delle telco di modernizzare le infrastrutture di rete e sviluppare nuove tecnologie come il 5G.

Dal 2020 al 2024, il flusso finanziario generato dall’attività operativa in rapporto ai ricavi è stato del 23,4% in media all’anno. L’indicatore, dopo la flessione registrata nel 2021 e 2022, è tornato a crescere nel 2023, per poi raggiungere il 27,6% l’anno successivo. Va detto, però, che il flusso generato dall’attività operativa nell’arco di tempo analizzato viene quasi totalmente assorbito dagli investimenti.

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Fuga dei lavoratori

Non è comunque tutto rose e fiori per le telco. Dal lato dell’occupazione si registra infatti una perdita di circa 5.600 unità rispetto al 2020. Nel solo 2024 si osserva un calo dell’1,4% su base annua della forza lavoro, pari a circa 800 addetti. Questo scenario nasce soprattutto dai processi di riorganizzazione aziendale di molti operatori storici nel campo della telefonia mobile e rete fissa.

Il trend negativo risulta comunque meno marcato rispetto agli anni precedenti e ciò suggerisce una possibile stabilizzazione del numero di lavoratori negli anni a venire. Il calo è stato solo parzialmente compensato dall’espansione in termini di forza lavoro da parte di nuovi operatori entrati sul mercato nei segmenti retail e wholesale.

Va detto che il settore delle telecomunicazioni non è l’unico dei comparti analizzati dall’AGCOM in cui si registra una diminuzione degli addetti.

Nei servizi di corrispondenza e pacchi, per esempio, i ricavi crescono del 29,7% (da 10,2 miliardi nel 2020 a 13,2 miliardi nel 2024), ma si registra un calo di circa 1.570 unità a livello occupazionale. Nel caso specifico, l’AGCOM ritiene che ciò sia dovuto principalmente ai processi riorganizzativi del Gruppo Poste Italiane.

Per quanto riguarda la televisione, invece, i ricavi aggregati delle 20 principali imprese del settore nel 2024 hanno raggiunto gli 8,82 miliardi (+8,4% rispetto agli 8,14 miliardi del 2020). Le entrate salgono poi del 6,7% su base annua. Allo stesso tempo si registra una perdita di circa 900 lavoratori. Solo nel 2024 sono scomparsi 315 addetti, soprattutto tra gli operatori di dimensioni maggiori in termini di fatturato.

L’editoria è il settore più in crisi sia a livello di fatturato che in termini occupazionali. I ricavi si attestano a 3,59 miliardi, in calo del 2,3% su base annua e del 6,7% rispetto al 2020. L’editoria, nel periodo di riferimento, ha perso oltre 760 lavoratori (-5,7%), anche se nel 2024 si è registrato un lieve aumento di 80 unità.

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