⏰In 30 secondi:
- Il 6G sarà la prossima generazione delle reti mobili dopo il 5G.
- Introdurrà tecnologie come ISAC, capaci di comunicare e rilevare l’ambiente.
- Le specifiche finali sono attese entro il 2029.
Le nuove reti 6G saranno in grado di analizzare i dati con un livello di complessità mai visto prima. Ciò porterà a nuove opportunità ma anche a potenziali rischi per la sicurezza. Prima di arrivare all'implementazione di questa tecnologia, però, passerà ancora del tempo.
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Una tecnologia in via di sviluppo, eppure già al centro delle attenzioni. Si tratta del 6G, il nuovo standard di telecomunicazione destinato a succedere al 5G. Sono in molti a esprimersi sulle reali potenzialità di questa ennesima rivoluzione del mondo digitale, con una particolare attenzione ai temi della privacy e della sicurezza.
A catturare l'attenzione di molti esperti è una semplice sigla, ovvero ISAC. Acronimo di Integrated Sensing and Communication, indica la capacità delle reti di nuova generazione di trasmettere dati e rilevare l'ambiente attraverso segnali radio. Banalizzando il discorso, si può dire che attraverso avanzati protocolli di funzionamento il 6G potrà individuare la presenza di persone e oggetti, stabilirne distanza, velocità e forma, così come movimento e caratteristiche.
In qualche modo, le reti di nuova generazione diventeranno sistemi percettivi, con tutto ciò che ne consegue in termini di possibili minacce legate a privacy e sicurezza. Questo perché il “sensing” delle reti potrà coinvolgere anche persone non connesse, così da produrre informazioni sensibili senza un'interazione diretta (e il benché minimo assenso).
Anche per questo, il nuovo report pubblicato da Etsi (Istituto europeo per le norme di telecomunicazione) relativo al 6G ISAC individua le domande alle quali dare necessaria risposta prima di poter passare alla fase di implementazione vera e propria.
Il report Etsi, intitolato “Integrated Sensing And Communications (Isac): Security, Privacy, Trustworthiness and Sustainability”, pone l’accento su diciannove questioni dedicate all’introduzione della connettività 6G. Di queste, ben quindici riguardano i temi della sicurezza e della privacy, quattro quello della sostenibilità.
Parlando del primo aspetto, è evidente che sia la tematica del sensing delle reti a farla da padrone. Potenzialmente, questa tecnologia potrebbe essere sviluppata per violare la posizione di persone, infrastrutture e oggetti. Appare perciò importante elaborare protocolli di accesso in grado di impedire utilizzi non autorizzati di dati e risultati. La conservazione delle informazioni dovrà essere inoltre limitata nel tempo e allineata ai criteri delle varie normative sulla protezione della privacy.
Altrettanto centrale è il tema della sostenibilità. Il 6G necessita di maggiore potenza di calcolo e analisi, senza per questo richiedere consumi superiori. L'elaborazione in locale e l'impiego dell’edge computing possono contribuire a limitare la richiesta di energia.
Il Chief Services Officer di Etsi, Ultan Mulligan, frena gli entusiasmi su un possibile arrivo a stretto giro del 6G. Intervenuto durante il Mobile World Congress di Barcellona, il dirigente ha spiegato: “In questo momento il lavoro sul 6G è in corso, ma si trova nella fase di studio. Le specifiche finali non arriveranno prima di marzo 2029”. Bisogna pertanto mantenere un approccio realistico, guardando anche alla situazione attuale. Lo stesso Mulligan non ha mancato di sottolineare che attualmente “c’è ancora molto da fare con il 5G”, e gli ultimi dati sembrano dargli ragione. Al di là dei problemi di copertura, che pure sono presenti, c’è da considerare la tematica della mancata percezione del valore di queste nuove tecnologie.
Un recente studio ha mostrato, ad esempio, che gli italiani non riconoscono il valore di fibra e 5G, e che nell’approcciarsi a questi sistemi il driver di interesse fondamentale sia soprattutto quello economico. Prima di arrivare al 6G, pertanto, la strada sembra essere ancora lunga.
Ad agosto i principali operatori di telefonia mobile in Italia hanno lanciato una serie di offerte interessanti per attrarre nuovi clienti e mantenere quelli esistenti. Ci sono, ad esempio, pacchetti che includono minuti illimitati, SMS e una generosa quantità di dati o anche tariffe competitive con servizi extra, come l'accesso a contenuti in streaming e piani dedicati per la navigazione in 5G. Altri provider si distinguono ancora per le offerte low-cost, con pochi vincoli e senza costi nascosti.
Grazie alla proroga del Governo, gli operatori di telefonia mobile potranno accettare la carta d’identità cartacea per l’identificazione fino al 31 gennaio 2027, superando il limite UE del 3 agosto 2026. In ogni caso la CIE resta la soluzione raccomandata
Dalle ultime analisi di mercato, ci sono tariffe con prezzi inferiori a 5 euro al mese. Queste offerte includono una varietà di servizi, tra cui minuti illimitati, SMS e un ampio quantitativo di dati, con alcuni piani che offrono anche l'accesso alla rete 5G. La crescente diffusione del 5G ha spinto gli operatori a includere questa tecnologia nelle loro offerte, garantendo velocità di navigazione superiori e una migliore qualità delle chiamate.