L’Europa sta attraversando una fase molto importante per il suo futuro. La crescita delle rinnovabili, infatti, rappresenta un elemento essenziale per tutti i Paesi europei e può garantire una maggiore indipendenza dal punto di vista energetico, permettendo, ad esempio, una riduzione delle importazioni di GNL, per cui oggi c’è una forte dipendenza dagli Stati Uniti.
Dopo anni di investimenti e progetti, in Europa è stata superata la soglia del 50% di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. All’orizzonte, però, ci sono alcune criticità da superare per il futuro del mercato energetico. La conferma arriva dal rapporto 6 Factors shaping European power markets della società di consulenza energetica Wood Mackenzie.
I 6 fattori che influenzano il futuro del mercato elettrico in Europa
Lo studio ha evidenziato la presenza di sei fattori che stanno influenzando e ridisegnando la struttura del mercato elettrico in Europa. Si tratta di elementi che, in un modo o nell’altro, hanno un impatto su tutto il sistema europeo e che devono essere analizzati per rendere sostenibile la transizione energetica.
Domanda stagnante e variabilità della produzione
Il primo è la domanda stagnante. Secondo i dati, infatti, i consumi sono deboli e c’è oggi uno squilibrio tra offerta e domanda che nel lungo periodo può rappresentare un problema per il settore. La crescita delle rinnovabili, inoltre, pur riducendo la dipendenza dalle importazioni, crea un nuovo problema. Con la produzione da fonti rinnovabili che ha superato il 50%, infatti, l’Europa diventa molto dipendente dalla variabilità del Sole, per quanto riguarda il fotovoltaico, e del vento, per la produzione dell’eolico. Si tratta di fattori che oggi sono strutturali per il sistema.
Il peso del gas
Resta ancora determinante il peso del gas sui prezzi. Quando la produzione da fonti rinnovabili è ridotta, infatti, entrano in gioco le centrali a gas. Questo processo ha un impatto importante sul costo dell’energia elettrica, considerando soprattutto il costo elevato del gas. Si tratta di un fattore da non trascurare.
Gli altri fattori da considerare
C’è poi un altro elemento da considerare: si tratta del cosiddetto “spread intraday”. Durante le ore della giornata, infatti, i prezzi cambiano in modo significativo. Si tratta di un fattore da considerare e da sfruttare anche grazie a sistemi di accumulo che possono rivelarsi essenziali in futuro.
Lo studio evidenzia anche la questione dei prezzi negativi, un aspetto sempre più frequente quando la produzione delle rinnovabili supera l’effettiva domanda di energia. Per stabilizzare il sistema energetico europeo, quindi, ci sarà bisogno di maggiore flessibilità. Secondo il rapporto, infatti, è necessario incrementare il valore di accumulo e rafforzare le reti per sfruttare al massimo la crescita delle rinnovabili.
Una nuova fase della transizione energetica
Secondo l’analisi di Wood Mackenzie, per l’Europa è iniziata una nuova fase, legata soprattutto ad aspetti industriali. In questo momento, è necessario investire in flessibilità e infrastrutture, incrementando i sistemi di accumulo, migliorando le reti e rendendo più semplici i regolamenti per non rallentare il sistema. Questi fattori, secondo l’analisi, sono fondamentali per rendere stabile la transizione energetica verso un sistema elettrico decarbonizzato.