Dopo ARERA, che ha definito la nuova bolletta standardizzata per garantire maggiore trasparenza ai consumatori, anche l’UE scende in campo per mettere le cose in chiaro in relazione al funzionamento del mercato energetico e, soprattutto, per quanto riguarda le bollette dell’energia elettrica, un argomento sempre molto attuale in Europa.
Sul sito dell’UE è stato pubblicato un approfondimento sul tema che spiega i meccanismi che regolano il mercato e offre anche alcuni consigli per il risparmio. Non si tratta di argomenti nuovi ma di temi che, probabilmente, i lettori più informati già conoscono. È comunque un’occasione buona per fare il punto su un tema sempre molto importante.
Gli elementi della prima bolletta
Il primo aspetto da considerare per imparare a risparmiare in bolletta è l’identificazione degli elementi che la compongono. In particolare, bisogna considerare:
- il costo dell’energia elettrica consumata, costituito da una parte fissa e una variabile; si tratta dell’elemento che differenzia le offerte luce e gas disponibili sul mercato e che garantisce la possibilità di risparmiare
- gli oneri di rete, legati principalmente al trasporto dell’energia elettrica
- tasse e imposte
Il fattore geografico
Uno degli elementi evidenziati dall’UE è l’aspetto geografico. La bolletta è strettamente legata al Paese. La struttura e le caratteristiche di una bolletta italiana non sono confrontabili con una bolletta tedesca. Questa differenza è legata anche a differenze sostanziali tra i mercati, al mix energetico del Paese e a diversi altri fattori. Come abbiamo visto nei giorni scorsi, l'analisi del costo dell'energia tra le capitali europee ha confermato questa caratteristica del mercato.
Per il momento, il mercato unico è solo un’ipotesi remota anche se è in arrivo una riforma del mercato elettrico. Da queste differenze derivano anche i costi differenti per i consumatori. Le fonti energetiche utilizzate da un Paese sono essenziali per determinare il costo. Ricorrere al gas per produrre energia elettrica, come avviene ancora molto di frequente in Italia, comporta un aumento dei costi per i consumatori. Ricordiamo che il nostro Paese ha scelto di continuare a puntare sui rigassificatori.
Gli strumenti di risparmio
Per minimizzare le bollette ci sono diverse opzioni. La prima è rappresentata dalla scelta tra prezzo fisso e variabile:
- con il prezzo fisso si blocca il costo dell’energia (in genere per almeno 12 mesi) con la possibilità di evitare rincari
- con il prezzo variabile è possibile accedere al prezzo del mercato all’ingrosso; in Italia si utilizzano il PUN per la luce e il PSV per il gas come indici di riferimento
L’UE sottolinea anche la possibilità di autoprodurre l’energia elettrica, ricorrendo al fotovoltaico domestico che può rappresentare una soluzione importante per ridurre il prelievo dalla rete e, quindi, per massimizzare il risparmio.
Da non dimenticare la possibilità di puntare sull’efficienza energetica. Scegliendo elettrodomestici a basso consumo (ed alta efficienza) è possibile ridurre il consumo complessivo della propria casa, senza cambiare abitudini e ottenendo un risparmio netto in bolletta.
Le misure dell’UE
Per ridurre la spesa energetica, l’UE sta investendo molto, soprattutto con l’obiettivo di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel frattempo, sono stati lanciati diversi programmi mirati a migliorare l’efficienza dell’intero sistema.
Tra questi ci sono il Social Climatic Fund, con 86,7 miliardi di euro per supportare famiglie e micro-imprese, il Modernisation Fund, con 57 miliardi di euro per investimenti a supporto dei Paesi con reddito più basso, e il Just Transition Fund, con 19,32 miliardi di euro per investimenti da dedicare alle aree ancora molto legate ai combustibili fossili.
Ci sono anche il Recovery and Resilience Facility, con 106,5 miliardi di euro per l’efficientamento energetico, e il Cohesion Policy Funds, con 20 miliardi di euro per il rinnovamento delle strutture energetiche.