⏰In 30 secondi:
- UE primo importatore mondiale di GNL dagli Stati Uniti
- Rischi energetici: prezzi volatili e dipendenza da fornitori esteri
- Obiettivi UE su decarbonizzazione e consumi gas sempre più difficili
Dalla dipendenza dal gas russo si è passati a quella dal GNL statunitense. Lo si nota dagli ultimi dati diffusi dall'agenzia ACER, secondo la quale l'Europa è la prima importatrice al mondo di gas naturale liquefatto USA. Quali sono i rischi di questa condizione?
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Da quando è scoppiato il conflitto tra Russia e Ucraina, il termine GNL (acronimo di Gas Naturale Liquefatto) è salito agli onori delle cronache. Questa fonte energetica è diventata molto presto essenziale per l'intera Unione Europea, che dovendo fare a meno del metano proveniente da Mosca si è rivolta pesantemente ad altri fornitori. Si è arrivati così alla situazione attuale, che vede la UE la principale importatrice a livello globale di GNL prodotto dagli Stati Uniti.
Una situazione che fa nascere dubbi sulla dipendenza energetica del Vecchio Continente, e che viene messa in evidenza in un recente report dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione tra i regolatori dell’energia (ACER).
Osservando i dati relativi alle importazioni energetiche degli ultimi quattro anni, è facile sottolineare come l'Unione Europea abbia sostituito la dipendenza dal gas russo con quella dal GNL americano. Tutto ciò ha portato a nuove problematiche:
Guardando ai numeri, si scopre che tra il 2021 e il 2023 i consumi di gas nella UE sono calati del 20%. Tuttavia, nei due anni successivi, il trend al ribasso si è definitivamente fermato registrando anzi un leggero aumento. Tutto ciò va contro gli obiettivi di decarbonizzazione che il Vecchio Continente si era prefissato con i programmi REPowerEU e Fit for 55, che nel 2025 sono stati superati del 9% e 5%.
I dati ACER sottolineano nuovamente come gli Stati Uniti siano diventati il maggior esportatore di GNL verso l’Europa. Queste sono le cifre:
| Paese | Quota | Volume (mld mc) |
|---|---|---|
| USA | 58% | 84,68 |
| Russia | 14% | 20,44 |
| Qatar | 8% | 11,68 |
| Nigeria | 5% | 7,30 |
| Algeria | 5% | 7,30 |
| Norvegia | 2% | 2,92 |
| Trinidad | 2% | 2,92 |
| Altri | 6% | 8,76 |
| TOTALE | 100% | 146,00 |
Appare semplice dire che concentrare in maniera così elevata le importazioni da un solo Paese genera preoccupazione riguardo la sicurezza energetica di tutta l'Europa. Ma ci sono anche altre questioni da tenere in conto:
Il rischio è quello di trovarsi in una situazione di scarsità strutturale e prezzi elevati. Un pericolo che, difatti, i Paesi europei stanno già correndo. In Italia, bollette e carburante aumentano per via del conflitto mediorientale, dinamica che ha spinto il Governo a una riapertura sul nucleare.
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