⏰In 30 secondi:
- L'Europa importa ancora energia russa, soprattutto gas naturale liquefatto
- Francia, Belgio e Ungheria restano tra i principali acquirenti europei
- L'Italia ha diversificato le forniture e non è tra i maggiori importatori
Quattro anni di guerra e decine di pacchetti di sanzioni non impediscono alla Russia di continuare a vendere gas e petrolio a numerose nazioni nel mondo. Non ci sono solo Cina e India: tra i primi importatori rientrano anche numerosi Paesi europei, come la Francia.
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La Russia finanzia la guerra in Ucraina soprattutto con i ricavi ottenuti dalla vendita di gas e petrolio. Nonostante le sanzioni e la diminuzione dei flussi verso l’Europa, ad aprile 2026 il Paese guidato da Vladimir Putin ha registrato i ricavi energetici più alti degli ultimi due anni e mezzo: si sta parlando di quasi 733 milioni di euro al giorno, con un aumento del 4% rispetto al mese precedente. Viene da chiedersi, allora, quali sono le nazioni che continuano a fare affari con Mosca: c’è anche l’Italia?
Un recente report pubblicato dal Center for Research on Energy and Clean Air (Crea) certifica che i partner commerciali sono ancora molti. Concentrandosi sui dati relativi ai combustibili fossili nel loro complesso, si scoprono dettagli decisamente interessanti:
In Europa sono ancora molti i Paesi che si affidano alle forniture di gas russo. A cambiare notevolmente da caso a caso è la tipologia di fornitura:
Nonostante le sanzioni e il piano REPowerEU, l’Unione Europea continua pertanto ad acquistare notevoli quantità di combustibili fossili russi, per una spesa complessiva di circa 1,7 miliardi di euro. Gran parte degli investimenti coinvolge il gas naturale, il resto il petrolio greggio.
Come visto, l’Italia non figura tra i maggiori importatori di combustibili fossili russi. Il nostro Paese si è attivato in diversi modi per cercare di diversificare le forniture. Si spiega così la volontà di aumentare l'import di gas da USA e Algeria, e l’intenzione di ritornare al nucleare dal 2033.
In questo scenario così complesso, è comunque possibile risparmiare in bolletta: scopri le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner per scoprire quale soluzione fa al caso tuo.
Continua la crescita degli stoccaggi di gas in Europa che, per la prima volta da inizio anno, ha superato quota 50%. L'Italia guida la crescita mentre cresce la preoccupazione in vista del prossimo inverno, in un cotnesto geopolitico sempre molto complicato.
Il consueto report annuale di ARERA racconta di un mercato energetico instabile, fragile e dipendente dalle dinamiche geopolitiche dei partner commerciali. Tra tutti, spicca il dato sui prezzi dell'energia, che in Italia sono tra i più alti di tutta l'Eurozona.
Secondo uno studio recente, la scelta di un operatore non si basa più solo ed esclusivamente sul prezzo delle tariffe. A entrare in gioco sono fattori come la gestione dei pagamenti delle bollette, la tutela dei dati personali e l'integrazione con la IA.