⏰In 30 secondi:
- Primi mini-reattori SMR in Italia previsti tra 2033 e 2034
- Obiettivo del Governo: coprire fino al 20% del fabbisogno
- Via libera al DDL nucleare atteso entro l’estate 2026
Nel futuro dell'Italia torna a farsi strada l'energia nucleare. Stando a quanto dichiarato dal Ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, i primi reattori di nuova generazione potrebbero entrare in funzione tra meno di 10 anni: ecco tutti i dettagli.
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Nei giorni scorsi, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto pubblicamente al ritorno del nucleare in Italia come possibile soluzione alla crisi energetica in corso. A confermare le intenzioni dell’esecutivo è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, con alcune dichiarazioni rilasciate nell’ambito del panel “(In)Sicurezza energetica”.
Il ritorno all’energia nucleare in Italia auspicato dal Governo dovrà necessariamente avvenire per gradi. I primi passaggi saranno di natura tecnica, come spiega il ministro Pichetto Fratin: “La prossima settimana la Commissione terminerà l’esame del disegno di legge per l’introduzione dell’energia nucleare, e tra il 26 e il 28 maggio ci dovrebbe essere la prima approvazione alla Camera. Confido che a fine luglio ci sia l’approvazione definitiva della legge e mi impegno con il Ministero a chiudere i decreti attuativi entro la fine dell’anno”.
L'intenzione è quella di sfruttare il cosiddetto “nuovo nucleare”: non più pochi, grandi impianti ma una serie di 15-20 piccoli reattori modulari (denominati SMR) da posizionare nelle aree del Paese a maggior consumo, ovvero quelle più industrializzate.
Secondo le stime, una configurazione di questo tipo consentirebbe di coprire il 20% del fabbisogno nazionale, quantificato tra i 50 e i 70 miliardi di kWh. Viene anche ipotizzata una data: stando alle indicazioni del Ministro, i primi moduli dovrebbero essere messi in funzione tra il 2033 e il 2034. E c’è di più: “Avremo i primi reattori da fusione nel 2045”, annuncia il titolare del dicastero di Via Cristoforo Colombo.
Continuando a parlare dei temi energetici, il Ministro Pichetto Fratin ha sottolineato che, in un periodo turbolento come quello attuale, la strategia da seguire è quella del pragmatismo. Mentre i prezzi di carburante e bollette aumentano per via del blocco dello Stretto di Hormuz, ogni Stato deve adoperarsi per far fronte alle difficoltà. Spiega il Ministro: “I Paesi del nord, avendo grande abbondanza di acqua e di vento nel mare del Nord trovano difficile pensare a problemi energetici. Ma bisogna avere consapevolezza dei problemi degli altri”.
È da questo che nasce l’esigenza di un approccio più pragmatico al tema energetico: “L’energia deve essere un vettore di unificazione in Europa, particolarmente tra Italia e Germania, con i quali direi che siamo simbiotici. Il gas è un fossile ma tra tutti i fossili è meno inquinante. Quello che non voglio più vedere sono le centrali a carbone, e invece ce ne sono ancora due in Sardegna. L’altra sfida che dobbiamo vincere è quella del prezzo, o sei forte o l’energia ti costa il doppio”.
Nonostante l’opinione negativa del Ministro, però, le centrali a carbone continueranno a operare almeno fino al 2038, visto il provvedimento reso operativo nelle scorse settimane.
È difficile lanciarsi già da ora in previsioni. In teoria, una maggiore capacità produttiva interna, data anche dal nucleare, limiterebbe la dipendenza energetica italiana dalle fonti estere. Tutto ciò porterebbe a una minore volatilità dei prezzi, con possibili ripercussioni positive.
In ogni caso, è bene concentrarsi sul presente: già da ora puoi cercare di limitare la spesa per le bollette monitorando le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner.
In presenza di una fornitura attiva, nessuna bolletta può avere un importo nullo. Questo vale anche per le fatture estive, dove l'assenza da casa può portare a consumi pari a zero. A essere comunque fatturate sono voci di spesa come quota fissa, IVA e accise.
Nella scelta di una nuova offerta luce bisogna considerare il prezzo al kWh e la quota fissa: in alcuni casi conviene puntare sul prezzo al kWh più basso mentre in altri è meglio preferire soluzioni con una quota fissa ridotta. Ecco tutti i dettagli in merito.
In Italia l’inflazione rallenta al 2,8% a luglio 2026, dal 3% di giugno, ma il calo dell’indice generale non elimina le pressioni sui bilanci familiari. A crescere sono soprattutto energia, bollette e trasporti: gli energetici regolamentati accelerano fino al 14,9% annuo, mentre il carrello della spesa si ferma al +1,3%. Secondo le stime dei consumatori, il rincaro può tradursi in una maggiore spesa annua fino a 926 euro per una famiglia tipo, con effetti soprattutto su luce, gas e mobilità.