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Qual è la differenza tra kW e kWh?

Aggiornato febbraio 2020

Il kW (kilowatt) e il kWh (kilowattora) sono due unità di misura differenti e molto usate quando si parla di energia. Il kilowatt è l’unità di misura della potenza elettrica mentre il kilowattora indica la quantità di energia elettrica consumata in un'ora.

È utile conoscere la differenza tra le due per capire i consumi e, quindi, saper leggere la bolletta elettrica. Analizziamo insieme cosa sono il kW e il kWh e da quali elementi è composta una bolletta della luce.

  • Definizione di kW
  • Definizione di kWh
  • Differenza tra un kW e un kWh
  • La bolletta elettrica
  • Autolettura del contatore della luce

Definizione di kW

Il kW è l’unità di misura della potenza elettrica e rappresenta la capacità di un impianto (o di un qualunque dispositivo alimentato a corrente) di assorbire energia nel tempo. Un kW è uguale a 1.000 Watt, l'unità di misura base della potenza. Siccome il Watt è molto piccolo rispetto alla potenza media assorbita dall'impianto elettrico di un'abitazione è prassi comune utilizzare come unità di conto proprio il suo multiplo kilowatt.

Per quanto riguarda le informazioni che possono essere utili al consumatore, il kW rappresenta la potenza impegnata, resa disponibile per il prelievo dal contatore elettrico. Dunque è importante conoscere questo dato poichè se gli elettrodomestici che utilizziamo assorbono più energia di quella prevista dal contratto e supportata dal contatore si incorre nel rischio di far saltare la corrente di casa.

Soprattutto quando si deve attivare una nuova utenza si deve scegliere con cura la potenza in base al numero di elettrodomestici e dispositivi elettrici che si prevede di utilizzare. In linea generale è indispensabile sapere che per la maggior parte delle abitazioni sono sufficienti 3 kW con degli elettrodomestici base, 4,5 kW nel caso siano presenti più condizionatori, 6 kW quando si hanno pompe di calore e altre dotazioni elettriche di un certo tipo, mentre 10 kW per strumenti elettrici più potenti.

Definizione di kWh

Il kWh misura l’energia elettrica consumata. Conoscere questa unità di misura permette al consumatore di saper leggere la bolletta, capire come ottimizzare i consumi quotidiani e scegliere un piano in linea con le sue esigenze reali.

I consumi riportati sulla bolletta della luce vengono ricavati dalla lettura del contatore di energia elettrica, che registra i consumi energetici di un’abitazione o di un edificio adibito per esempio ad attività commerciale o industriale. I contatori moderni sono in grado di tenere conto delle fasce orarie di consumo, così da poter gestire correttamente i contratti multiorari, che prevedono un prezzo dell'energia differente a seconda del giorno e dell'ora di consumo. Solitamente viene effettuata una divisione in 3 fasce: F1, F2 e F3, mentre si parla di F0 nel caso di contratti monorari, in cui il costo della corrente è unico e non varia mai.

Il prezzo del kWh non è quindi sempre uguale, esso può differire da contratto a contratto in base ai prezzi stabiliti dal gestore scelto. Il prezzo del kWh varia anche in base al mercato scelto: se libero o a regime tutelato.

Conoscere i consumi e le relative unità di misura permette al cliente di saper scegliere l’offerta di energia elettrica più adatta alle proprie esigenze e di risparmiare sui propri consumi.

Differenza tra un kW e un kWh

Come detto in precedenza le due unità di misura si riferiscono a due quantità differenti: il kWh misura l'energia elettrica consumata, mentre il kW misura la potenza assorbita.

E' possibile ricavare l'energia consumata da un apparecchio elettrico moltiplicando la sua potenza assorbita per il tempo di accensione. In sintesi possiamo dire che se si utilizza un elettrodomestico di potenza 3 kW per un’ora questo consuma 3 kWh. 

La bolletta elettrica

Nonostante negli anni si stia cercando di renderla più semplice, trasparente e comprensibile, la bolletta elettrica rimane ancora oggi un documento di non facile lettura. 

Saper leggere la bolletta ci permette di capire di più i nostri consumi e, se possibile, cercare di alleggerirli. Vediamo insieme da quali elementi è composta la bolletta elettrica.

La bolletta è divisa in varie sezioni e la sua veste grafica varia da operatore a operatore, ma alcuni elementi vi devono sempre comparire: tipologia di cliente, dati personali e della fornitura, informazioni tecniche, data di emissione e importo, i recapiti per i guasti, totale della bolletta, consumi e letture aggiornati. 

Nella bolletta deve inoltre essere indicato chiaramente se il cliente ha optato per il mercato libero dell’energia oppure se è ancora servito in regime di maggior tutela.

Tra le informazioni utili ad identificare in modo univoco la fornitura ci sono l’intestatario del contratto, la potenza impegnata del contatore e il codice POD, che identifica il punto di fornitura. 

Una parte fondamentale della fattura è quella relativa all’importo da pagare. Deve essere chiaramente visibile il totale dovuto e l'arco temporale a cui la bolletta fa riferimento. Se il proprio contratto non prevede l'addebito bancario diretto (SEPA/SDD) deve essere evidenziata la data limite entro la quale è necessario pagare la fattura.

Il prezzo dell’energia fatturata, come detto in precedenza, varia in base al tipo di contratto stipulato, ma nella bolletta non sono presenti solamente costi dipendenti dalla società di vendita. Tra le voci che non possono mai mancare figurano le spese per il trasporto e la gestione del contatore e quelle per gli oneri di sistema. Si tratta di quote necessarie a finanziare il mantenimento e lo sviluppo dell'infrastruttura elettrica nazionale la cui entità è stabilita trimestralmente dall'ARERA ed è indipendente dal fornitore scelto. 

A questo computo devono essere aggiunte anche l’IVA e le accise. Infine tutti coloro che possiedono un televisore troveranno periodicamente in bolletta anche le rate del canone RAI.

Autolettura del contatore della luce

Dal 2017 con la delibera n. 738/2016 dell’Autorità per l’Energia elettrica, il Gas e Sistema idrico (AEEGSI, oggi nota con il nome di ARERA), se si ha un contatore teleletto non è più necessario comunicare la lettura in quanto la comunicazione del dato avviene in modo automatico. 

È utile sapere che, nel caso si presentassero comunque delle problematiche in fase di lettura, nella bolletta potrebbero essere inseriti dei consumi stimati invece di quelli reali. Cosa può fare il consumatore? Il cliente può comunicare i consumi reali facendo l’autolettura. Nella bolletta e nell'area clienti di ogni fornitore è sempre indicato se e come è possibile eseguire questa operazione.

Fare l'autolettura è solitamente facile e veloce. Le modalità sono leggermente diverse in base al tipo  di contatore: tradizionale o elettronico.

Nel primo caso basta osservare il quadrante e annotare le cifre presenti prima della virgola. Questo tipo di contatori dovrebbero via via andare in disuso ed essere sostituiti con quelli elettronici. 

Se si è in possesso di un contatore elettronico sarà necessario cliccare sul tasto presente vicino al display e cercare la lettura del periodo corrente. Se il contatore è programmato su fascia monoraria bisogna segnare l’unico insieme di cifre riportato sul display. Se, invece, le fasce di consumo sono diverse allora devono essere comunicate tutte quelle presenti, solitamente fascia F1, F2 e F3

Una volta che si è in possesso del dato di lettura aggiornato sarà necessario comunicarlo al proprio fornitore di energia elettrica. Molti gestori permettono di farlo in modo rapido tramite SMS, app per smartphone o l'area clienti del sito, oltre che per via telefonica chiamando il numero verde di assistenza.

Conoscere e capire i propri consumi permette di avere maggiori consapevolezza delle proprie abitudini energetiche e, quindi, scegliere in modo informato l’offerta luce più adatta. Con un po’ di attenzione si può avere anche un sensibile risparmio in bolletta. Su Segugio.it si possono conoscere le offerte dei principali fornitori di energia presenti sul mercato e optare per quelle più in linea con le proprie esigenze.

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