⏰ In 30 secondi:
- La domanda globale di gas calerà dello 0,5% nel corso del 2026.
- I prezzi del gas restano più alti del 2025 nonostante il calo della domanda.
- In Italia pesa lo spread tra PSV e TTF, arrivato a 4 euro a inizio luglio.
Mentre la domanda di gas a livello globale registra un calo, i prezzi sui mercati energetici continuano a rimanere alti. Una discrepanza che diventa sempre più dura da gestire per famiglie e imprese, alle prese con bollette difficili da affrontare. Quali sono i rimedi?
⏰ In 30 secondi:
Per la terza volta negli ultimi sette anni, la domanda di gas a livello globale sembra destinata a calare. Se il 2026 vedrà quindi una contrazione della richiesta, la stessa traiettoria non verrà seguita dai prezzi, che rimangono ben sopra quanto registrato nel 2025. Lo rivela il Gas Market Report redatto dall’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), che si sofferma su diversi aspetti degni di considerazione.
Indagare sulle ragioni che hanno portato alla contrazione della domanda di gas a livello globale nel 2026 fa emergere a un dato numerico: -0,5%. Questo è il calo percentuale previsto nell’anno in corso, dovuto al minore utilizzo di questa fonte energetica nelle industrie e nella produzione di elettricità. Il motivo principale è da ricercare nelle tensioni scaturite in Medio Oriente a seguito del conflitto tra Stati Uniti, Iran e altri Paesi dei territori limitrofi. Le interruzioni delle spedizioni di gas dovute alla chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, ancora al centro di discussioni, hanno portato al blocco del 20% dell’offerta globale di gas naturale liquefatto (GNL).
Queste dinamiche hanno impattato in maniera diversa sulle varie regioni:
L’Italia vive in prima persona le difficoltà dovute a quanto descritto nel paragrafo precedente. Data la forte dipendenza dal gas e la conseguente contrazione della domanda, nel nostro Paese le bollette sono alle stelle, dinamica confermata dal fatto che imprese e privati pagano le fatture tra le più alte d’Europa.
In questo senso è interessante il contributo di Assocarta, associazione di categoria che tutela le aziende della filiera cartaria. Il presidente Lorenzo Poli identifica nel differenziale tra gli indici all’ingrosso TTF (standard europeo) e PSV (impiegato in Italia) un possibile campo di intervento. Nei primi giorni di luglio, il valore si è attestato su 4 euro, livello giudicato “non più sostenibile” perché responsabile di circa il 10% dell'importo della bolletta pagata dalle imprese con maggior consumo di gas. Viene perciò richiesto di attuare, a partire da ottobre 2026, l’apposito servizio di liquidità regolato da ARERA per calmierare i prezzi. Poli commenta a proposito: “È fondamentale che le procedure operative siano tali da rendere la misura efficace, al fine di ridurre in modo stabile e misurabile lo spread Psv-Ttf e trasferire il beneficio alle imprese”.
Mentre si tenta di calmierare i prezzi a livello globale, i clienti finali possono agire per cercare di arginare il peso delle bollette. Dai uno sguardo alle migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner per scoprire di più.
Continua la crescita degli stoccaggi di gas in Europa che, per la prima volta da inizio anno, ha superato quota 50%. L'Italia guida la crescita mentre cresce la preoccupazione in vista del prossimo inverno, in un cotnesto geopolitico sempre molto complicato.
ARERA indica le nuove tariffe di luce e gas per i vulnerabili. La bolletta della corrente elettrica aumenta del 4,6%, mentre quella del gas sale dello 0,3%. A pesare sono le vicende legate alla guerra in Medio Oriente, che fanno salire i prezzi delle materie prime.
Secondo uno studio recente, la scelta di un operatore non si basa più solo ed esclusivamente sul prezzo delle tariffe. A entrare in gioco sono fattori come la gestione dei pagamenti delle bollette, la tutela dei dati personali e l'integrazione con la IA.