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Emissioni e bollette: le imprese europee chiedono una revisione del sistema ETS

In una lettera inviata all'UE, le principali organizzaizoni delle imprese europee, tra cui Confindustria, hanno richiesto un intervento per una revisione profonda del sistema ETS che ha l'obiettivo di incrementare la competitività del settore industriale.

Davide Raia
A cura di Davide Raia

Esperto di mercati energetici e telefonia

energia europa
Le imprese europee chiedono una riforma

⏰ In 30 secondi:

  • Le imprese europee chiedono una profonda revisione del sistema ETS.
  • L’attuale sistema ETS rischia di frenare la competitività delle imprese UE.
  • I ricavi dell’ETS dovrebbero finanziare la decarbonizzazione dell’industria.

Le imprese europee devono fare i conti con il problema del costo dell’energia, molto elevato, soprattutto in Italia (ma non solo). Si tratta di un tema di grandissima attualità. La spesa energetica rappresenta un freno per l’economia e non è solo un ostacolo per la gestione dei bilanci familiari. Anche le imprese, soprattutto quelle che per portare avanti la propria attività consumano di più, devono fare i conti con il problema del costo elevato dell’energia.

Sul tema, nei giorni scorsi, è arrivata la lettera che Confindustria, Bdi e Medef (le organizzazioni industriali delle maggiori economie dell’UE) hanno inviato alla Commissione europea. Al centro della questione c’è una richiesta ben precisa: la revisione del sistema ETS per poter definire condizioni tali da incrementare la competitività del settore industriale europeo. Ecco tutti i dettagli in merito alle richieste presentate all'UE.

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L’appello degli industriali europei all’UE

Le organizzazioni industriali europee (le tre sigle rappresentano quasi 500 mila imprese) chiedono all’UE una riforma in grado di revisionare il sistema ETS. Il prossimo 17 luglio è previsto un incontro con la Commissione europea sul tema.

L’obiettivo non è quello di modificare gli obiettivi climatici dell’Europa, sempre più concentrata sull’adozione di politiche in grado di ridurre le emissioni e tutelare l’ambiente. Quello che gli industriali europei chiedono, invece, è una “profonda revisione” del sistema ETS che impone alle aziende di comprare quote per le emissioni prodotte durante la propria attività.

Si tratta di un sistema pensato per spingere le aziende a ridurre le emissioni, investendo su soluzioni a impatto ambientale ridotto o nullo. Secondo gli industriali, però, questo meccanismo rischia di tradursi in un freno all’economia, riducendo la competitività delle aziende.

Lo studio

A supportare la richiesta, le organizzazioni industriali hanno citato uno studio dell’Università di Milano – Bicocca sul funzionamento dell’ETS nel corso del periodo compreso tra il 2013 e il 2024. Dai dati emersi dalla ricerca, infatti, la riduzione delle emissioni ottenuta nel periodo citato sarebbe legata, principalmente alle chiusure aziendali e non solo alla decarbonizzazione degli impianti produttivi.

La richiesta

Le imprese europee, secondo le organizzazioni, devono già fare i conti con elevati costi energetici e il sistema ETS, nella sua formulazione attuale, rischia di diventare un freno significativo, soprattutto in alcuni settori dove potrebbero essere a rischio nuovi investimenti nel futuro.

Sulla base di queste valutazioni, le organizzazioni delle imprese europee richiederanno:

  • una revisione della Market Stability Reserve, la riserva che regola la quantità di quote di CO2 disponibili sul mercato europeo;
  • un rafforzamento del meccanismo Cbam con il mantenimento delle quote gratuite e compensazione dei costi ETS;
  • l’indirizzamento dei ricavi dell’ETS alla decarbonizzazione dell’industria, con investimenti su tecnologie, reti, efficienza energetica e riconversione degli impianti.

Tra le richieste c’è anche quella dell’esclusione del trasporto marittimo e dell’aviazione dall’ambito di applicazione del meccanismo. ETS La questione sarà affrontata nel prossimo futuro. L’UE, per il futuro, ha due obiettivi.

Da una parte, infatti, è necessario sostenere la crescita economica e rafforzare il sistema industriale. Dall’altra, invece, bisognerà continuare con la decarbonizzazione per ridurre le emissioni. In questo contesto, c’è sempre da valutare la questione energetica e il tema dei costi elevati che oggi rappresentano un problema di grande rilevanza.

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