Si preannuncia un importante cambiamento nel mercato energetico italiano. Nella relazione annua di ARERA, infatti, viene confermato che l’Autorità per l’energia intende superare il modello del Prezzo Unico Nazionale (PUN) per arrivare a un sistema basato su prezzi zonali. Scopriamo di cosa si tratta.
Fino a questo momento, in Italia il valore dell’energia all’ingrosso viene identificato dal PUN. Nonostante l’elettricità prodotta in diverse aree abbia costi differenti, la scelta fino a ora è sempre stata quella di uniformarne il valore a livello nazionale. Un’impostazione del genere limita le specificità territoriali ma, al tempo stesso, non consente di premiare le aree che producono grandi quantità di energia da fonti rinnovabili, le quali potrebbero beneficiare di prezzi più bassi.
Secondo ARERA, è per questo che si dovrebbe passare al modello dei prezzi zonali. Con tale sistema, ogni area del mercato elettrico avrebbe un proprio costo, determinato da fattori come:
- disponibilità di energia prodotta;
- presenza di impianti basati su fonti rinnovabili;
- grado di congestione della rete;
- ricorso alla produzione termoelettrica o alle importazioni.
A trarre vantaggio dell’introduzione dei prezzi zonali dell’energia sarebbero tutte quelle aree dove è forte la presenza di impianti fotovoltaici ed eolici. Lo stesso vale per i territori in cui la rete è meno congestionata.
Fino a ora l’introduzione di questa misura è stata oggetto di diversi rinvii. I ritardi hanno indispettito le regioni meridionali, che negli ultimi anni hanno visto crescere il numero di impianti a energia rinnovabile. Tra i sostenitori più attivi in questo senso c’è il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto. Secondo il governatore, le regioni che ospitano un gran numero di strutture basate su energie green dovrebbero vedersi riconoscere bollette più leggere per privati e imprese.
Intervenuto sui suoi canali social, il vicesegretario di Forza Italia ha spiegato: “Ho appena diffidato ARERA, l'authority che si occupa del mercato elettrico e delle tariffe. Qualche anno fa si era stabilito che, dal 2025, il prezzo dell'energia dovesse funzionare per zone, perché se c’è una regione, come la Calabria, che produce più energia da fonti rinnovabili è giusto che quella energia venga pagata di meno dai cittadini e dalle imprese. Questa riforma è stata strozzata, bloccata, per cui ho deciso di fare una diffida perché questa riforma riparta subito. Dove si producono più rinnovabili lì l'energia elettrica deve costare di meno. Il vantaggio si deve vedere in bolletta”.
Questa volta, allora, sembra essere quella buona, visto che ARERA ha specificato nel suo report che l’introduzione dei prezzi zonali rientrerà nelle iniziative previste dall’Autorità.
In attesa di capire cosa succederà realmente, il modo migliore per cercare di mettere un freno ai prezzi delle bollette è quello di consultare le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner. Per ulteriori consigli, inoltre, puoi telefonare allo 02 5005 3003 per ricevere consulenze gratuite e senza impegno.