A determinare l’importo delle bollette intervengono vari fattori. Il solo costo dell’energia e i consumi registrati nel periodo di fatturazione non sono gli unici elementi da considerare. Un peso da non sottovalutare lo ricoprono gli oneri generali di sistema, una voce della bolletta legata, a sua volta, a diversi fattori.
Come annunciato da ARERA, l’Autorità per l’energia italiana, a partire dal 1° luglio 2026 è stato introdotto un aumento pari a circa il 10% per gli oneri generali. Il rincaro riguarda la componente Asos che ha un peso di oltre il 95% degli oneri generali.
Questa componente ha il compito di raccogliere fondi per gli incentivi alle fonti rinnovabili (68,1%) e per le agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia elettrica (26,96%). Le tariffe relative agli oneri di sistema vengono aggiornate su base trimestrale da ARERA e riguardano tutte le forniture di energia elettrica, indipendentemente dalla tariffa attiva.
Ricordiamo che l'Autorità ha confermato che le bollette in Italia sono tra le più alte in Europa e ha anche annunciato un aumento della spesa per i clienti vulnerabili, sia per quanto riguarda l'energia elettrica che per il gas naturale.
La scelta di ARERA di aumentare gli oneri generali, con un conseguente rincaro delle bollette, è legata alla necessità di “rafforzare la liquidità dei conti di gestione presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea) che nei prossimi mesi è prevista in significativa riduzione”. La Csea ha il compito di finanziare gli incentivi ma anche di pagare i bonus sociali e le varie agevolazioni previste per le aziende energivore. In sostanza, l’aumento è legato a un fattore puramente tecnico. Per il prossimo futuro, infatti, serve liquidità per regolare incentivi e misure di sostegno e questi fondi non possono che essere recuperati con un intervento diretto sugli oneri.
Da segnalare che ARERA ha confermato che l’adeguamento è stato avviato in modo “limitato e graduale”. Di conseguenza, in futuro ci potrebbe essere una nuova misura. L’Autorità, infatti, ha sottolineato che: “si prevede una progressiva e significativa riduzione delle disponibilità finanziarie nel corso del 2026 e del 2027; per il settore elettrico la progressiva riduzione della liquidità prevista presso Cassa è in primis da ricondurre alla condizione di significativo squilibrio del conto alimentato dalla componente ASOS, il cui gettito annuo è inferiore agli oneri di competenza previsti per gli anni 2025 e 2026, aumentati rispetto a quelli degli anni precedenti anche per effetto dell’entrata a regime di diversi nuovi sistemi di incentivazione.”
Gli oneri generali di sistema sono inclusi in tutte le bollette. Di conseguenza, l’aumento riguarda tutti i consumatori domestici e anche i clienti non domestici. La tariffa scelta o il regime di fornitura sono parametri che non hanno un impatto sugli oneri, in crescita per tutte le forniture.
È importante sottolineare, in ogni caso, che l'aumento del 10% degli oneri non si traduce in un aumento del 10% delle bollette. L'impatto degli oneri, infatti, è generalmente molto limitato rispetto al totale di una bolletta.
Per un cliente tipo (consumo annuo di 2.000 kWh) che rientra nel servizio di Tutela per vulnerabili, ad esempio, gli oneri di sistema hanno un peso del 10% sulla spesa complessiva, in base alle condizioni di fornitura definite da ARERA per il terzo trimestre dell'anno.
Questa percentuale può variare in base al consumo, alla tariffa attiva e alla tipologia di fornitura (domestica o non domestica, residente o non residente etc.) ma in linea di massima resta sempre una porzione pari a circa il 10% dell'importo di una bolletta.
Ulteriori rincari per quanto riguarda gli oneri di sistema potrebbero arrivare nel corso dei prossimi mesi. ARERA, infatti, aggiorna periodicamente le condizioni di fornitura e, quindi, anche gli oneri, in base alle necessità del momento.