Bollette alle stelle in Italia: la colpa sta nella dipendenza dal gas
Nel corso di una nuova relazione alla Camera, ARERA ha evidenziato il problema del mercato energetico italiano. I prezzi elevati per luce e gas sono legati a doppio filo alla forte dipendenza dal gas che causa un aumento sostanziale del costo dell'energia per i clienti finali.
Il tema delle bollette di luce e gas in Italia è sempre moltoattuale. Gli aumenti registrati nei mesi scorsi, infatti, hanno riacceso l’attenzione su un problema strutturale del Paese che continua a dover fare i conti con costi elevati dell’energia per i clienti finali.
Al centro del problema c’è la forte dipendenza dal gas che viene importato dall’estero con una spesa elevata. Un’ulteriore conferma in merito è arrivata da ARERA, l’Autorità dell’energia in Italia, che ha presentato la relazione annuale sul mercato energetico alla Camera nei giorni scorsi.
Prima di entrare nei dettagli della questione, è utile ricordare che per i clienti finali (famiglie e imprese) la strada per il risparmio passa per il taglio del costo dell’energia, ottenibile scegliendo le migliori offerte luce e gas disponibili sul mercato. La scelta può avvenire direttamente dal comparatore di Segugio.it, accessibile tramite il box qui di sotto. Si tratta di un passaggio necessario per risparmiare.
Secondo il presidente dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, Nicola Dell’Acqua, alla sua prima relazione dopo la nomina alla guida di ARERA, la situazione italiana è chiara: “le tensioni geopolitiche, culminate nel primo trimestre 2026 con una nuova fiammata dei prezzi del gas sui mercati europei, ricordano che la vulnerabilità strutturale del sistema agli shock esterni non è superata”.
La soluzione per il futuro è quella di “accompagnare la progressiva decarbonizzazione del settore energetico promuovendo l’elettrificazione”. In questo momento, secondo Dell’Acqua, il differenziale dei prezzi dell’elettricità e del gas rispetto alla media europea “continua a pesare sulla competitività delle imprese e sui bilanci delle famiglie”.
Il costo dell'energia in Italia è troppo alto
I dati dello scorso anno sono chiari. Il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia è stato di 115,90 €/MWh, con un incremento del 7% rispetto allo scorso anno. Altre borse europee hanno registrato valori molto più bassi, con la Francia che si è fermata a 61 €/MWh e la Spagna a 65 €/MWh.
Il problema è la dipendenza dal gas
Alla base del problema c’è la forte dipendenza dal gas con cui l’Italia deve fare i conti da ormai troppo tempo. ARERA ha sottolineato, inoltre, alcuni dati che hanno caratterizzato il 2025 del mercato energetico:
la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è diminuita facendo registrare un calo pari al -1,5%
il termoelettrico (carbone, petrolio e gas) è cresciuto del 5,2%
il consumo di gas per uso domestico è aumentato del 2%
le importazioni di Gnl sono aumentate del 44%
In questo contesto, l’Italia è oggi molto legata alle importazioni di materie prime fossili dall’estero che hanno un impatto significativo sui prezzi finali dell’energia. Questa situazione rende anche i prezzi molto sensibili all’andamento del mercato all’ingrosso e a possibili shock improvvisi, legati ad esempio a eventi geopolitici come quelli registrati in Medio Oriente nel corso degli ultimi mesi.
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Nel 2025 la produzione nazionale lorda di energia elettrica è cresciuta del 2,4%, raggiungendo i 277,4 TWh. Tuttavia, si è notata un'inversione di tendenza per quanto riguarda l'uso delle fonti rinnovabili, che coprono il 48% del mix energetico, ma hanno registrato una diminuzione del 1,5%.
Per l'anno 2025, si è assistito a un incremento significativo del numero di nuclei familiari che hanno beneficiato di bonus sociali per disagio economico. Sono stati oltre 4 milioni i nuclei con un ISEE inferiore o uguale a 9.530 euro che hanno potuto accedere a tali agevolazioni. Inoltre le famiglie con almeno 4 figli a carico hanno visto ampliata la soglia ISEE fino a 20.000 euro, permettendo così a un numero ancora maggiore di persone di ricevere un supporto economico.
I prezzi dell’energia elettrica attesi per l’autunno risultano più elevati rispetto alle migliori condizioni oggi disponibili sul mercato libero. Secondo l’analisi di Segugio.it, nel quarto trimestre del 2026 il prezzo medio all’ingrosso atteso è di 0,118 €/kWh, il 26% in più rispetto alla migliore offerta fissa rilevata il 24 luglio. Bloccare ora il prezzo per 12 o 24 mesi può quindi offrire una protezione dai rincari, soprattutto in uno scenario geopolitico ancora incerto.
Continua la crescita degli stoccaggi di gas in Europa che, per la prima volta da inizio anno, ha superato quota 50%. L'Italia guida la crescita mentre cresce la preoccupazione in vista del prossimo inverno, in un cotnesto geopolitico sempre molto complicato.