⏰ In 30 secondi:
- Nel quarto trimestre 2026 il prezzo atteso dell’energia è di 0,118 €/kWh.
- La migliore offerta fissa rilevata si ferma a 0,094 €/kWh, il 26% in meno.
- Nelle seconde case bisogna valutare anche quota fissa, potenza impegnata e oneri.
Nel quarto trimestre 2026 il prezzo dell’energia atteso è di 0,118 €/kWh, il 26% in più rispetto alla migliore tariffa fissa rilevata oggi. Bloccare il prezzo può proteggere dai rincari, ma la convenienza dipende dal profilo di consumo e, nelle seconde case, anche dai costi fissi.
⏰ In 30 secondi:
I prezzi dell’energia elettrica attesi per l’autunno 2026 risultano più alti rispetto alle migliori offerte luce a prezzo fisso attualmente disponibili. A evidenziarlo è un’analisi di Segugio.it, basata sulle quotazioni futures dell’European Energy Exchange e sulle tariffe rilevate sul comparatore il 24 luglio 2026.
Per il quarto trimestre dell’anno, il mercato prevede un prezzo medio all’ingrosso dell’energia pari a 0,118 euro per kWh, contro gli 0,094 euro per kWh della migliore offerta fissa disponibile nella stessa giornata. Il divario è quindi del 26%.
Le quotazioni futures non rappresentano una previsione certa: riflettono le aspettative degli operatori e possono variare in base all’andamento dei mercati, alla domanda e allo scenario geopolitico. Il confronto mostra però che, alle condizioni attuali, bloccare il prezzo per 12 o 24 mesi può offrire una protezione contro eventuali rincari autunnali e invernali.
I valori rilevati mostrano che il prezzo atteso all’ingrosso resta superiore alla migliore tariffa fissa disponibile non soltanto per l’autunno, ma anche per l’inizio del 2027.
| Periodo | Prezzo medio all’ingrosso atteso | Migliore offerta fissa | Differenza |
|---|---|---|---|
| Terzo trimestre 2026 | 0,123 €/kWh | 0,094 €/kWh | +31% |
| Quarto trimestre 2026 | 0,118 €/kWh | 0,094 €/kWh | +26% |
| Primo trimestre 2027 | 0,113 €/kWh | 0,094 €/kWh | +20% |
Fonte: prezzi forward EEX e rilevazione Segugio.it del 24 luglio 2026. Il confronto riguarda esclusivamente la componente prezzo dell’energia, comprese le perdite di rete.
Il confronto riguarda esclusivamente la componente prezzo dell’energia. Non coincide quindi con il costo finale della bolletta, che comprende anche commercializzazione, trasporto, gestione del contatore, oneri di sistema, imposte e IVA.
In presenza di nuove tensioni internazionali o di aumenti improvvisi delle quotazioni all’ingrosso, i fornitori potrebbero inoltre rincarare le offerte fisse oppure ridurne temporaneamente la disponibilità. Valutare le tariffe prima dell’autunno consente quindi di considerare condizioni che potrebbero cambiare nei mesi successivi.
Una tariffa a prezzo fisso mantiene invariato per il periodo contrattuale il costo unitario della materia energia stabilito al momento della sottoscrizione. Questa soluzione protegge il cliente dagli aumenti del mercato all’ingrosso, ma non blocca tutte le voci della bolletta.
Le offerte indicizzate, invece, seguono l’andamento di un indice di riferimento, generalmente il PUN per l’energia elettrica. Possono risultare convenienti quando le quotazioni scendono, ma espongono il cliente a eventuali rialzi.
La scelta deve quindi dipendere dal profilo di consumo e dalla propensione al rischio:
Il prezzo fisso non impedisce comunque di cambiare fornitore. Se le quotazioni dovessero diminuire in modo significativo, il cliente potrebbe valutare il passaggio a una nuova tariffa più conveniente.
La crescente attenzione verso la stabilità del prezzo emerge anche dal comportamento degli utenti di Segugio.it.
Secondo i dati del comparatore, l’80% delle richieste riguarda offerte con prezzo bloccato, mentre l’88% dei contratti sottoscritti è relativo a tariffe a prezzo fisso. Rispetto allo stesso periodo del 2025, l’interesse per questa tipologia di offerta è aumentato di circa 12 punti percentuali.
Il dato segnala una maggiore prudenza da parte delle famiglie, che preferiscono conoscere in anticipo il prezzo della materia energia ed evitare le oscillazioni delle quotazioni all’ingrosso.
La valutazione diventa ancora più importante per le seconde case, dove i consumi sono spesso concentrati in poche settimane dell’anno, mentre numerosi costi continuano a maturare anche quando l’immobile resta vuoto.
Per le utenze domestiche non residenti si applica inoltre una quota fissa degli oneri generali di sistema non prevista per l’abitazione di residenza. Ai valori attuali, questa differenza può comportare circa 100 euro all’anno in più, indipendentemente dall’energia consumata.
La simulazione di Segugio.it considera una casa con un consumo annuo di 600 kWh e una potenza impegnata di 3 kW.
| Tipologia di utenza | Materia energia | Trasporto e contatore | Oneri di sistema | Imposte | Spesa annua esclusa IVA |
|---|---|---|---|---|---|
| Prima casa, residente | 174,34 € | 103,03 € | 18,18 € | – | 295,55 € |
| Seconda casa, non residente | 174,34 € | 103,03 € | 106,93 € | 13,62 € | 397,92 € |
Simulazione rilevata su Segugio.it il 24 luglio 2026.
A parità di consumi, la spesa per la materia energia è identica. La differenza complessiva supera però i 102 euro l’anno ed è determinata soprattutto dagli oneri di sistema e dalle imposte applicate alle utenze non residenti.
Nelle abitazioni utilizzate solo durante le vacanze, scegliere l’offerta con il prezzo per kWh più basso non è sempre sufficiente. Prima di sottoscrivere una tariffa è opportuno controllare quattro elementi.
La quota di commercializzazione viene pagata ogni mese, indipendentemente dai consumi. In una casa usata raramente può quindi incidere in modo significativo sulla spesa annuale.
Una potenza superiore alle reali necessità aumenta i costi fissi della fornitura. Prima di ridurla bisogna però considerare quanti apparecchi possono essere utilizzati contemporaneamente, come climatizzatore, forno, boiler e piano cottura.
Router, decoder, boiler elettrici e altri apparecchi lasciati accesi continuano a consumare anche durante i periodi di assenza. Disattivarli può ridurre gli sprechi.
Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente permette di individuare consumi anomali. Possono essere utili anche le app del fornitore e l’invio regolare dell’autolettura.
Non esiste una risposta valida per tutti. Il confronto tra futures e tariffe disponibili indica però che il prezzo fisso oggi rilevato è più basso dei valori attesi per i prossimi trimestri.
Per chi cerca stabilità e teme nuovi rincari, bloccare la componente energia può quindi rappresentare una scelta prudente. Prima di sottoscrivere un’offerta è però necessario valutare la spesa complessiva, includendo la quota fissa e tutte le condizioni economiche previste dal contratto.
Nelle seconde case questo controllo è ancora più importante, perché con consumi ridotti le componenti fisse possono incidere più del prezzo per kWh. Confrontare le offerte sulla base dei consumi reali consente di stimare il costo annuo e individuare la soluzione più adatta alle caratteristiche dell’utenza.
Le quotazioni futures e l’attuale scenario geopolitico delineano un autunno potenzialmente incerto, con prezzi più volatili per il mercato dell’energia. Bloccare oggi il prezzo per 12 o 24 mesi può essere una scelta efficace, anche perché le offerte fisse più competitive potrebbero essere rimodulate o temporaneamente ritirate dal mercato. La scelta della tariffa deve però partire sempre dal profilo di consumo: nel caso delle seconde case, oltre al prezzo dell’energia assumono un peso determinante le quote fisse e la potenza impegnata. Caricando una bolletta su Segugio.it è possibile verificare gratuitamente se esistono offerte più convenienti e stimare il potenziale risparmio ottenibile nel primo anno».
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