⏰ In 30 secondi:
- In Italia l’elettricità costa in media 34,5 centesimi per kWh.
- Il nostro Paese è quinto al mondo e secondo tra le economie del G20.
- Il prezzo italiano è 2,29 volte superiore alla media mondiale.
Nel secondo trimestre 2026 l’elettricità in Italia costa 34,5 centesimi per kWh: il quinto valore più alto tra 144 Paesi. Nel G20 siamo secondi dietro alla Germania. Il prezzo italiano è oltre il doppio della media mondiale e resta elevato anche considerando il potere d’acquisto.
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Nel secondo trimestre 2026 l’Italia si conferma tra i Paesi dove l’elettricità costa di più. Il prezzo medio per le famiglie raggiunge 34,5 centesimi di euro per kWh, oltre il doppio della media mondiale. Su 144 Paesi analizzati, l’Italia occupa il quinto posto per prezzo nominale, mentre nel G20 soltanto la Germania registra un valore superiore. Anche considerando le differenze nel potere d’acquisto, il nostro Paese resta tra i mercati energetici più costosi.
L’analisi di Segugio.it, realizzata sui dati di Global Petrol Prices relativi al secondo trimestre 2026, rileva per le famiglie italiane un prezzo medio dell’elettricità pari a 34,5 centesimi di euro per kilowattora.
Davanti all’Italia si trovano soltanto:
La media mondiale rilevata tra i 144 Paesi è invece di circa 15,1 centesimi per kWh. Il prezzo italiano risulta quindi 2,29 volte più alto. All’estremo opposto della graduatoria si trovano Paesi come Cuba, dove il costo medio è di circa 0,51 centesimi per kWh, ed Etiopia, con 0,64 centesimi.
Il divario resta evidente anche restringendo il confronto alle principali economie mondiali. Tra i Paesi del G20 presenti nel dataset, l’Italia è seconda per prezzo nominale dell’elettricità. La Germania guida la graduatoria con 35,6 centesimi per kWh, mentre il Regno Unito segue l’Italia con 32,4 centesimi.
La media del G20 è pari a circa 16,3 centesimi per kWh: il prezzo italiano è quindi 2,11 volte superiore.
| Paese | Prezzo medio |
|---|---|
| Germania | 35,6 cent/kWh |
| Italia | 34,5 cent/kWh |
| Regno Unito | 32,4 cent/kWh |
| Francia | 23,3 cent/kWh |
| USA | 18,3 cent/kWh |
| Canada | 10,6 cent/kWh |
| Cina | 6,7 cent/kWh |
| India | 6,3 cent/kWh |
In termini nominali, l’elettricità in Italia costa circa il 48% in più rispetto alla Francia, l’89% in più rispetto agli Stati Uniti e oltre cinque volte il prezzo rilevato in Cina.
Il confronto internazionale cambia parzialmente quando il prezzo dell’elettricità viene corretto in base alla parità di potere d’acquisto, che permette di considerare le differenze nel livello generale dei prezzi e nel potere di spesa tra i vari Paesi.
Con questa metodologia, il dato italiano sale a 56,5 centesimi di International Dollar per kWh, ma l’Italia scende dal quinto al sedicesimo posto a livello mondiale.
Il risultato resta però particolarmente elevato tra le grandi economie. All’interno del G20, infatti, l’Italia è ancora seconda, superata soltanto dal Sudafrica, che registra 61 International Dollar cent per kWh.
La correzione per il potere d’acquisto ridimensiona quindi la posizione italiana nella graduatoria globale, ma non modifica la conclusione generale: il costo dell’elettricità resta elevato anche rapportandolo alla capacità di spesa delle famiglie.
Un prezzo dell’elettricità così elevato rende ancora più importante verificare periodicamente le condizioni della propria fornitura.
Dall’analisi delle bollette effettuata da Segugio.it emerge che oltre l’80% delle forniture esaminate risulta non ottimizzato. Questo significa che una quota rilevante dei consumatori potrebbe avere margini per ridurre la spesa scegliendo condizioni più adatte alle proprie esigenze.
Il prezzo finale pagato in bolletta non dipende soltanto dai consumi: incidono anche il prezzo della materia energia, i costi fissi dell’offerta e le condizioni previste dal contratto.
Per questo può essere utile confrontare periodicamente le offerte luce e gas disponibili e verificare se la propria tariffa resta competitiva rispetto alle alternative presenti sul mercato.
Il valore di 34,5 centesimi per kWh utilizzato nell’analisi internazionale rappresenta il prezzo medio domestico complessivo rilevato da Global Petrol Prices e non coincide con il solo Prezzo Energia utilizzato nei contratti italiani.
È una distinzione importante perché la bolletta comprende diverse componenti, mentre il prezzo della materia prima rappresenta soltanto una parte della spesa totale.
Per capire meglio come leggere questo dato è possibile consultare la guida di Segugio.it dedicata a quanto costa un kWh di energia elettrica.
Lo studio prende in considerazione i prezzi dell’elettricità per uso domestico in 144 Paesi nel secondo trimestre 2026, utilizzando i dati di Global Petrol Prices.
Global Petrol Prices analizza le offerte di operatori selezionati e, quando necessario, le integra con dati di autorità pubbliche per ottenere una media nazionale che tenga conto delle caratteristiche dei singoli mercati.
Per il confronto corretto in base al potere d’acquisto, i prezzi sono stati convertiti in International Dollar utilizzando il fattore di conversione della parità di potere d’acquisto pubblicato dalla Banca Mondiale nel 2025.
I risultati mostrano quindi due prospettive differenti ma coerenti: in termini nominali l’Italia è quinta al mondo, mentre considerando il potere d’acquisto scende al sedicesimo posto. In entrambi i casi, però, resta ai vertici del G20 per il costo dell’energia elettrica.
Il prezzo al kWh non è l’unico elemento da considerare: bisogna valutare anche la quota fissa mensile, la durata del prezzo bloccato e le eventuali condizioni promozionali. Inoltre, un’offerta a prezzo fisso rende più prevedibile il costo della componente energia, ma non blocca necessariamente tutte le voci della bolletta: trasporto, oneri e imposte possono variare.
Su Segugio.it è possibile confrontare le migliori offerte internet Starlink, che propongono la connettività satellitare per i clienti domestici. Una soluzione ideale per aree rurali e difficili da cablare, con velocità in download a partire da 100 Mbps.
Le offerte luce a prezzo fisso mantengono invariato il costo della componente energia per il periodo stabilito dal contratto. Possono essere adatte a chi preferisce maggiore prevedibilità e vuole ridurre il rischio di aumenti. Le offerte a prezzo variabile, invece, seguono un indice di riferimento, al quale il venditore può aggiungere un contributo fisso o una componente di commercializzazione.
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