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Abolire il prezzo unico dell'energia sarà davvero utile? L'analisi

Passando dal PUN ai prezzi zonali, cambierà davvero qualcosa per le bollette? L'analisi dei dati disponibili fa emergere qualche contraddizione, ma anche alcune potenzialità che potrebbero portare a un mercato più efficiente e sostenibile: scopriamo di più.

Paolo Benazzi
A cura di Paolo Benazzi

Esperto di mercati energetici e telefonia

prezzi zonali energia
È giusto adottare i prezzi zonali al posto del PUN?

⏰ In 30 secondi:

  • I prezzi zonali sostituirebbero il PUN, ma i risparmi non sarebbero uguali ovunque.
  • Le differenze tra aree restano contenute per gran parte dell'anno.
  • L'obiettivo è una rete più efficiente e investimenti mirati nelle infrastrutture.

Negli ultimi giorni è emersa la volontà di ARERA di mettere fine al sistema che prevede un unico costo dell’energia su scala nazionale, dando spazio ai prezzi zonali. Un’iniziativa che viene accolta favorevolmente da molti, da Legambiente al presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, ma sulla quale è lecito interrogarsi. Ecco allora alcune delle domande da affrontare.

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Su quante aree si baseranno i prezzi zonali?

Il territorio italiano è diviso in sette aree, ovvero:

  • Nord;
  • Centro-Nord;
  • Centro-Sud;
  • Sud;
  • Calabria;
  • Sicilia;
  • Sardegna.

Ognuno di questi territori esprime il suo prezzo dell’energia all’ingrosso, e le differenze possono essere piuttosto rilevanti. Ad esempio, lo scorso 26 marzo 2026 l’elettricità veniva scambiata a cifre vicine allo zero durante le ore della giornata in zone come Sicilia, Sardegna, Sud e Calabria; nelle altre zone (Nord, Centro-Nord e Centro-Sud) si arrivava invece a circa 150 €/MWh. Questo perché le aree meridionali potevano contare sulla produzione da fonti rinnovabili, come eolico e fotovoltaico. Per i consumatori finali, però, non vi era alcun beneficio, visto che la media pesata dei costi zonali risultava in un PUN (Prezzo Unico Nazionale) di circa 120 €/MWh.

Perché il territorio è stato diviso in zone?

La suddivisione in zone è necessaria per via dei vincoli legati al trasporto, a loro volta influenzati dalla presenza di infrastrutture. Se gli impianti sono insufficienti, le zone a maggior costo non potranno sfruttare la capacità produttiva disponibile nelle altre aree, e i prezzi nei vari territori avranno valori diversi.

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Si risparmia davvero con i prezzi zonali?

I dati dicono di sì, ma non sempre. In particolare, le aree a forte intensità di impianti basati su rinnovabili vedono i prezzi scendere al di sotto della media nelle ore di maggiore presenza di vento e raggi solari. Quando tali elementi sono assenti, però, la situazione si ribalta, e quest’ultimo dettaglio è forse quello che deve far più riflettere. Lo scorso 8 luglio, nell’area siciliana, nelle ore serali si pagavano 240 €/MWh, mentre nel resto d’Italia si arrivava a 164 €/MWh.

Tolti i casi limite, le rilevazioni dicono che con i prezzi zonali le differenze tra regioni sarebbero minime. Nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, infatti, si è accertato che:

  • la media su base annua ha registrato un valore minimo di 115 €/MWh sul territorio sardo e un picco massimo di 121 €/MWh nell'area del Centro-Nord;
  • nell'arco dei giorni considerati, la forbice di prezzo tra le diverse zone di mercato è rimasta contenuta entro il 5% della media per circa metà dell'anno (186 giorni);
  • in 74 giornate lo scarto di prezzo tra le varie zone è sceso sotto la soglia dell'1%;
  • esaminando le quotazioni ogni 15 minuti nel primo semestre, le differenti zone hanno espresso la medesima tariffa nel 71% delle rilevazioni.

Il punto non sembra tanto la differenza di prezzo, quanto la spinta all’efficienza. I costi zonali sono un indicatore di dove l’energia prodotta è abbondante e, allo stesso tempo, di dove invece è scarsa rispetto alla domanda. Inoltre, possono segnalare le aree del Paese dove intervenire sulle infrastrutture.

Come cambieranno le bollette con i prezzi zonali?

Le rilevazioni suggeriscono che la risposta a questa domanda non è sempre così scontata. Resta da vedere, infatti, come verranno ristrutturati gli incentivi alla produzione, e in quest’area la componente politica sarà cruciale. A oggi, è quindi difficile dire quali saranno gli effetti in bolletta.

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