⏰In 30 secondi:
- Elettrificazione conveniente: fino a 2.200€ di risparmio annuo
- Pompe di calore ed EV: meno dipendenza da gas e petrolio
- Frenano i costi iniziali: servono incentivi per accelerare
Per far risparmiare le famiglie europee l'ingrediente segreto potrebbe essere l'elettrificazione. Uno studio mostra che, puntando su pompe di calore e macchine elettriche, la spesa media in un anno calerebbe di 2.200 euro. Perché non si procede in questa direzione?
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Il segreto per superare la dipendenza energetica europea da fonti esterne, come il GNL americano, potrebbe essere l’elettrificazione. È quanto emerge dall’analisi del think tank ambientalista danese CONCITO, che a supporto della sua tesi allega casi concreti: scopriamo quali.
La chiave di lettura dell’analisi CONCITO è questa: passare a sistemi di riscaldamento efficienti e sistemi di trasporto green può ridurre le spese energetiche per le famiglie europee di migliaia di euro l’anno. Il tutto, indipendentemente dalle variazioni dei prezzi dei combustibili fossili.
Secondo il think tank danese, l’investimento in pompe di calore e veicoli elettrici (EV) può essere sufficiente a garantire risparmi pari a quasi due anni di riscaldamento gratuito per una famiglia media europea. Risparmi che potrebbero essere ancora maggiori se i Governi adeguassero la tassazione, e se l’elettricità venisse impiegata al di fuori delle ore di punta.
Il risparmio medio sarebbe di 2.200 euro all’anno, con differenze evidenti tra le nazioni:
C’è da valutare, però, che le stime appena mostrate si riferiscono ai dati Eurostat precedenti alla guerra scoppiata in Medio Oriente, che ha fatto aumentare i prezzi di carburanti e bollette in maniera esponenziale. Pertanto, si legge nel report: “Le stime possono essere considerate relativamente prudenti. I recenti rincari dei combustibili fossili rafforzano soltanto la convenienza economica dell’elettrificazione e l’imperativo politico di proteggere i consumatori dagli shock sui prezzi”. Ulteriori informazioni su questo tema sono disponibili nell’approfondimento: “Energia elettrica: cosa dicono i dati Eurostat sull’andamento dei prezzi”.
Il report CONCITO fa il punto della situazione: “Gli attuali picchi dei prezzi dei combustibili fossili non sono un incidente: sono la conseguenza prevedibile della persistente dipendenza dell’Europa da petrolio e gas, di cui circa il 90 per cento è importato. Questa analisi dimostra che gli strumenti per proteggere le famiglie europee esistono già. Ora serve la volontà politica per rimuovere gli ostacoli che ancora si frappongono”.
Quali sono, allora, questi ostacoli di cui parla il think tank? Per molte famiglie, si tratta degli alti costi iniziali, ancora necessari per gli investimenti in impianti di riscaldamento di ultima generazione e auto elettriche. Secondo la ricerca CONCITO, introdurre sussidi mirati per circa 4.500 euro a famiglia ridurrebbe il periodo di rientro dall'investimento in una pompa di calore.
La direzione presa dal nostro Paese, in questo senso, è contraddittoria. Per far fronte alla crisi energetica, l’idea è quella di un ritorno al nucleare, con i primi reattori in funzione dal 2033, secondo le stime del Governo. Il decreto che sposta al 2038 la chiusura delle centrali a carbone, poi, non va certamente nel verso auspicato dallo studio qui analizzato.
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