⏰ In 30 secondi:
- Problemi tecnici e amministrativi bloccano l'attivazione FTTH.
- Anche databasi disallineati e permessi rallentano i lavori di posa
- FWA, Internet satellite e un modem 4G/5G costituiscono valide alternative
Non potete attivare la fibra FTTH anche se il vostro indirizzo risulta coperto? Le cause di questo problema dipendono spesso da collaudi incompleti, saturazione degli slot o difficoltà dal lato burocratiche. Ecco come risolvere e tutte le tipologie di connessione alternative alla fibra
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La fibra ottica ormai è ampiamente diffusa in Italia. Oggi in molti sono raggiunti da una connessione in fibra FTTH (Fiber to the Home) ma può capitare che, sebbene il collegamento risulti disponibile alla verifica dell’indirizzo, l’operatore sia impossibilitato a completare o avviare la procedura per l’attivazione della linea.
Solitamente i motivi di questa difficoltà sono di natura tecnica, amministrativa o derivanti da problemi a livello di infrastruttura di rete d’accesso con il wholesaler di banda ultralarga. I maggiori operatori all’ingrosso in Italia sono Open Fiber e FiberCop.
A volte le banche dati degli operatori sul cablaggio della fibra ottica si aggiornano al momento della vendibilità commerciale, prima che la posa dei cavi sia stata effettivamente completata. Potrebbe quindi non essere possibile attivare la fibra perché il cantiere in strada è stato chiuso ma il circuito non ha ancora superato il collaudo tecnico finale o perché l’ARLO (Armadio Ripartilinea Ottico) o il punto di flessibilità secondario (PFS), in base al wholesaler, non è stato collegato alla centrale principale tramite la fibra “di backhaul”. Le due tipologie di armadi stradali hanno il compito di effettuare lo “splitting” del segnale ottico e raggiungere le singole unità abitative.
Il ROE (Ripartitore Ottico di Edificio) o PTE (Punto di Terminazione di Edificio) è invece la piccola scatola grigia o bianca solitamente installata nella cantina del condominio, vicino ai contatori, nell’androne o sulla facciata del palazzo. I cavi che vanno dal PTE verso la strada potrebbero non essere ancora stati “giuntati”, oppure gli slot/porte disponibili sono già stati occupati dalle utenze dei vicini. L’indirizzo potrebbe anche risultare comunque coperto perché i cavi della fibra passano sulla strada ma l’amministratore di condominio o i proprietari dell’immobile non hanno autorizzato i lavori per la posa all’interno dell’edificio.
La fibra ottica residenziale utilizza poi un'architettura condivisa detta PON (Passive Optical Network). Nel caso in cui tutte le porte disponibili della centrale o dello splitter di zona risultino occupate, potrebbe essere impossibile attivare la fibra fino a quando l’operatore all’ingrosso di rete non aggiunge nuove schede o risorse fisiche.
Può capitare che se l’indirizzo presenta varianti (ad esempio Corso Italia 10/A invece di Corso Italia 10), il sistema potrebbe aver associato la copertura a un differente punto fisico.
Nei piccoli Comuni, soprattutto nelle Aree Bianche a fallimento di mercato che rientrano nel Piano Italia 1 Giga, ci possono essere delle discrepanze nei database degli operatori nell’associare la chiostrina in rame con il punto di terminazione ottico (PTE/ROE).
Durante il sopralluogo del tecnico per il collegamento potrebbero emergere anche ostacoli fisici che impediscono il passaggio dei cavi in fibra ottica nell’ultimo miglio, come tubi o canaline ostruite all’interno o all’esterno del condominio.
Potrebbero poi non essere ancora pronti i permessi comunali o privati per la posa di tubi sul suolo pubblico o per attraversare la proprietà privata di terzi.
In tutti i casi sopracitati potete sollecitare una verifica da parte dell’operatore aprendo un ticket interno di “Censimento Civico” o “Verifica Tecnica di Copertura” affinché le discrepanze nel database vengano corrette.
Altrimenti potrete valutare di rivolgervi a operatori locali o piccoli provider che spesso hanno la possibilità di interfacciarsi manualmente con i tecnici dell’infrastruttura di rete e richiedere un sopralluogo più approfondito.
Se per qualsiasi motivo, nonostante siate coperti dalla fibra ottica, vi risulta impossibile attivare la linea in fibra FTTH, esistono delle eccellenti alternative per la rete Internet domestica. Su Segugio.it potete confrontarle tra loro per trovare la soluzione migliore e al giusto prezzo per le vostre esigenze di connettività.
La fibra mista radio o FWA (Fixed Wireless Access) prevede un collegamento iniziale in fibra ottica. Il segnale poi viaggia via radio fino all’abitazione dell’utente finale. Con una soluzione Indoor vi verrà fornito, solitamente in comodato d’uso gratuito, un modem da interno integrato con una scheda SIM.
Con la soluzione Outdoor, invece, un tecnico specializzato installerà una piccola antenna sul balcone o sul tetto, collegata poi a un router interno. Le offerte FWA su rete 5G permettono di navigare in media fino a 300 Mbps in download. Il vantaggio di questa tecnologia sta nell’assenza di cablaggio condominiale e tempi di attivazione rapidi. Si tratta di una soluzione perfetta per i piccoli Comuni ma che in alcuni casi può risentire delle interferenze atmosferiche.
Un’offerta Internet Satellitare come quella di Starlink, grazie a una rete di satelliti LEO posizionati nell’orbita bassa terrestre, garantisce invece una latenza ridotta e una velocità anche fino a 250 Mbps in download. Questa soluzione è in grado di raggiungere potenzialmente qualsiasi punto sul pianeta, anche le zone più impervie, ma il costo dell’apparato è piuttosto elevato e per una connessione stabile non ci devono essere ostacoli fisici.
Infine, potete pensare di acquistare un router 4G/5G e abbinarlo poi a un’offerta solo dati di un operatore di telefonia mobile con Giga illimitati (o comunque con traffico dati sufficiente alle vostre abitudini di consumo). Per risparmiare sull’hardware, ecco la guida per trasformare un vecchio smartphone Android in router Wi-Fi portatile. Questo tipo di soluzione è molto flessibile e si può usare in mobilità. Attenzione, però, alla politica di utilizzo corretto o FUP (Fair Use Policy) del vostro operatore. Superata una certa soglia di traffico dati (di solito tra 500 e 600 GB) la velocità potrebbe essere ridotta o la connessione temporaneamente sospesa.
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Secondo i report di Agcom e della Commissione Europea, l'Italia si posiziona tra i paesi leader in Europa per la crescita della banda ultralarga. Nel 2025, il 75% delle connessioni a banda larga registrate nel paese erano superiori ai 100 Mbps. Inoltre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede investimenti significativi nel settore della digitalizzazione, con l'obiettivo di garantire una copertura totale della banda ultralarga entro fine 2026.