D’estate fa caldo, c’è il sole e, come naturale conseguenza, si sarebbe portati a pensare che grazie all’energia fotovoltaica il prezzo dell’elettricità possa scendere. In realtà non è del tutto così: le alte temperature fatte registrare durante questa stagione stanno mettendo a dura prova la capacità produttiva del nostro Paese, con un conseguente (e ulteriore) rialzo delle bollette. Analizziamo i numeri e scopriamo cosa sta succedendo.
Per spiegare cosa sta succedendo, è bene partire dai numeri. Aiutandosi con i dati diffusi dal sito di GME (Gestore dei Mercati Energetici), è facile effettuare un confronto sulla base del valore del PUN, ovvero il costo dell’elettricità all’ingrosso:
- PUN luglio 2026 – 157 €/MWh;
- PUN agosto 2026 (relativo al periodo 01/08/2026-24/08/2026) – 175 €/MWh;
Scendendo più nel dettaglio del mese ancora in corso, ci si imbatte in valori che non si registravano dall’inizio della crisi energetica dovuta allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, nel 2022. Il 5 agosto 2026, infatti, si sono toccati i 207 €/MWh.
Perché si è arrivati a questi dati così preoccupanti? Le cause principali sono almeno due:
- domanda in aumento – il maggior uso dei condizionatori per raffreddare le abitazioni e l’incremento della frequenza di ricariche di auto elettriche, impiegate per gli spostamenti per le vacanze, fanno salire la richiesta complessiva di energia;
- scarse precipitazioni – con la pioggia che nei mesi estivi è diventata spesso un miraggio anche nel nord del Paese, il sistema produttivo è andato incontro a difficoltà. Le centrali a gas raffreddate con l’acqua del Po, ad esempio, si sono dovute fermare per i livelli idrometrici troppo bassi fatti registrare dal fiume, vicini a quelli dell’estate 2022.
L’ultima dinamica descritta non è quindi del tutto nuova. Quattro anni fa, la secca del Po aveva imposto il fermo di numerose centrali idroelettriche. Il fatto che tutto ciò accada nel periodo dell’anno in cui la domanda di elettricità è maggiore (la richiesta è superiore del 4,6% rispetto allo scorso anno, secondo Terna), non fa che peggiorare la situazione.
Le problematiche evidenziate dal sistema energetico italiano sono purtroppo condivise da molti altri Paesi europei. In Francia, ad esempio, EDF ha ridotto la produzione da centrali nucleari per rispettare i limiti dovuti all’impiego di acqua. Nei momenti di massima crisi questo ha portato allo stop del 15% degli impianti: un fatto che è un grave problema anche per l’Italia, visto che la nazione transalpina è uno dei nostri principali fornitori di energia.
Situazioni estreme possono portare a iniziative estreme. In Romania, la scarsità d’acqua ha costretto al fermo di uno dei due reattori della centrale di Cernavoda; per mantenere attivo l’altro impianto, si è scelto di far esplodere una formazione rocciosa in un ramo del Danubio, così da aumentare il flusso d’acqua. Sono stati impiegati 180 kg di esplosivo.
Insomma, come già anticipato nelle scorse settimane, quanto detto finora fa sì che il prezzo della luce aumenterà in autunno. Il problema della siccità si aggiunge a quello legato alla guerra in Iran, con lo stallo sulla gestione dello Stretto di Hormuz.
In mezzo a tanta incertezza, ricorda che puoi sempre controllare le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner, per verificare quali opzioni ti consentono di risparmiare.