⏰ In 30 secondi:
- Gli stoccaggi italiani sono pieni per circa il 78%.
- Le scorte elevate non garantiscono prezzi più bassi.
- TTF, GNL e geopolitica possono far salire le bollette.
L'Italia è tra i Paesi europei con la maggior percentuale di riempimento degli stoccaggi di gas. Eppure, secondo gli analisti, ciò potrebbe non bastare a scongiurare l'arrivo di bollette invernali salate. Scopriamo il perché di questa apparente contraddizione.
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È un’estate piena di contraddizioni quella che sta vivendo l’Italia nel 2026, almeno sul fronte energetico. Nonostante il sole cocente che dovrebbe alimentare gli impianti a energia fotovoltaica, le bollette continuano a salire. E anche guardando avanti, le previsioni non lasciano certo tranquilli. Pur essendo una delle nazioni europee con gli stoccaggi maggiormente pieni, le fatture del metano potrebbero comunque farsi pesanti. Perché si corre questo rischio?
Stando ai dati raccolti dagli analisti di Oxford Economics, le scorte italiane di gas per l’inverno hanno raggiunto circa il 78%. Considerando che la capacità di stoccaggio sotterranea del nostro Paese è di poco più di 16 miliardi di metri cubi (di cui 4,5 miliardi costituiscono la riserva ultima d’emergenza), ciò significa che abbiamo messo da parte dai 12 ai 13 miliardi di metri cubi.
L’Italia consuma tra i 60 e i 65 miliardi di metri cubi di gas annui: nel periodo di maggior utilizzo, cioè l’inverno, la richiesta media giornaliera ammonta tra 300 e 350 milioni di metri cubi al giorno. Un rapido calcolo permette di capire che le scorte sotterranee non coprono l’intero fabbisogno annuale, ma consentono comunque di far fronte alla domanda nei momenti di massimo stress.
Purtroppo, non dipende solo da noi. Altre nazioni sono più in difficoltà in materia di stoccaggi: la Germania, tra le altre, è ferma a circa il 49% della capacità. Se questa situazione dovesse perdurare, gli analisti di Oxford Economics prevedono che:
Avere gli stoccaggi pieni, poi, non mette del tutto al riparo dagli shock energetici. In gioco ci sono altri fattori ben identificabili:
Come visto, quindi, le scorte messe da parte ad agosto spesso non servono ad abbassare i prezzi di gennaio, ma a scongiurare i blackout nei momenti di maggior utilizzo invernale. Le dinamiche dei mercati e le congiunture geopolitiche fanno sì che le bollette rimangano alte. Per porre rimedio, è possibile cercare nuove opportunità: dai uno sguardo alle migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner per scoprire le occasioni più interessanti.
Le bollette già pesanti potrebbero diventare ancora più indigeste nelle prossime settimane. Le stime Nomisma Energia parlano di aumenti elevati sia per le famiglie che per le imprese. La corsa all'insù dei prezzi è dovuta a fattori climatici e geopolitici.
Le bollette della luce continuano a salire anche d'estate. Il motivo è da ricercare nella siccità dei fiumi che alimentano le centrali elettriche, a gas e nucleari. La maggiore domanda dovuta all'uso dei condizionatori rende la situazione ancora più complessa.
Le tensioni relative allo Stretto di Hormuz non fanno che aggravare la situazione delle bollette luce, che si fanno sempre più pesanti e difficili da sostenere per imprese e cittadini. Tutto ciò porta a chiedersi quali rimedi sia possibile mettere in atto.