La questione dei costi dell’energia è sempre all’ordine del giorno. Solo pochi giorni fa, un nuovo report mostrava come Roma fosse una delle città più care d’Europa per le forniture di gas, sia in termini assoluti che in base al potere d’acquisto. In questo quadro così instabile, dove le rinnovabili in Italia rallentano e non danno le risposte che si vorrebbe, vediamo quali sono le misure al vaglio del Governo.
La crisi di luce e gas, una questione “molto tecnica”
A delineare la strategia dell’Italia in tema di crisi energetica è intervenuta direttamente il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a margine dell’incontro informale tra i leader europei al castello di Alden Biasen, in Belgio. Interpellata sull’argomento, il capo dell’esecutivo ha esordito dicendo: “Personalmente e a nome dell'Italia mi sono concentrata e mi concentrerò soprattutto sulla questione dei prezzi dell'energia. Su questo, chiaramente ci sono delle dinamiche e delle risposte che servono a livello nazionale”. Le dinamiche, però, coinvolgono anche il resto dei Paesi dell’Eurozona: “Se noi non rimuoviamo i problemi che esistono anche a livello europeo, non saremo in grado di dare una risposta sul tema più serio che mette a repentaglio la competitività delle nostre imprese, che è quello dei costi dell'energia”.
Strategie nazionali e continentali dovrebbero perciò unirsi per affrontare quella che, secondo la leader di Fratelli d’Italia, è una tematica “molto tecnica”.
Che misure sta preparando il Governo contro la crisi??
Dopo aver riconosciuto la gravità della situazione, Meloni passa a delineare quali possono essere le iniziative al vaglio del Governo: “La prossima settimana noi porteremo in Consiglio dei Ministri una misura molto articolata sul tema dei prezzi dell'energia”.
Scendendo nel dettaglio, il capo dell’esecutivo ha spiegato su quali temi ci si concentrerà da qui ai prossimi giorni: “Dobbiamo partire da una profonda revisione del sistema gli ETS e dal mettere un freno alla speculazione finanziaria che c'è intorno al sistema. Poi c’è la direttiva CBAM e tante altre cose che sono molto tecniche”.
La direttiva CBAM riguarda il meccanismo di adeguamento di carbonio alle frontiere. Si tratta di un provvedimento europeo che punta a ridurre l’impatto di merci contenenti emissioni di gas a effetto serra incorporate nelle importazioni verso l’Unione Europea. Tra gli altri temi che dovrebbe toccare il prossimo Decreto energia, finanziato con circa 3 miliardi di euro, ci sono interventi sugli ETS, ovvero un meccanismo che consente ai produttori, come le centrali a gas, di emettere una certa quantità di anidride carbonica (CO2) solo se possiedono i permessi corrispondenti. Il costo di questi permessi va a incidere sulla bolletta: su 120 €/mWh, circa 30 sono dovuti agli ETS. La proposta del Governo guidato da Giorgia Meloni sarebbe quella di far sì che i crediti pesino sulle bollette solo quando il gas viene effettivamente bruciato per generare elettricità.
Su questo provvedimento però già due interrogativi piuttosto importanti:
- non è ancora calcolabile il risparmio ottenibile dagli utenti finali (o se esiste proprio un risparmio);
- l’Unione Europea potrebbe considerare l’intervento sugli ETS come un aiuto di Stato, perché favorirebbe le imprese italiane rispetto a quelle europee.
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