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Poste – TIM: il parere di AGCOM sull’operazione

Il presidente dell'AGCOM, Giacomo Lasorella, in un'audizione alla Camera ha confermato che l'OPAS di Poste Italiane su TIM non ha avuto alcuna “conseguenza significativa” sul piano regolamentare ma l'Autorità continuerà a monitorare attentamente il mercato

Matteo Testa
A cura di Matteo Testa
due omini eleganti si stringono la mano su delle banconote
L'AGCOM si esprime sull'OPAS di Poste su TIM

⏰In 30 secondi:

  • L'AGCOM ritiene che l'OPAS di Poste Italiane su TIM non avuto conseguenze sul mercato
  • L'Autorità continuerà a vigilare
  • Per l'ad di Poste Italiane l'operazione è il primo passo verso il consolidamento del settore telco

 

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Dal lancio dell’OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) di Poste Italiane su TIM non c’è stata alcuna “conseguenza significativa” sul piano regolamentare. La conferma arriva da Giacomo Lasorella, presidente dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), chiamato a rispondere alle domande in Commissione Trasporti durante un’audizione alla Camera.

Poste-TIM, per l’AGCOM non ci sono conseguenze dal punto di vista regolatorio

Di recente abbiamo fatto la nuova analisi di mercato che tiene conto della separazione della rete conseguente allo scorporo dell’infrastruttura da TIM”, ha spiegato Lasorella. L’OPAS di Poste Italiane su TIM “non incide in senso stretto, tranne in modo marginale per quanto riguarda l’integrazione di PosteMobile con TIM e per il fatto della coincidenza sostanzialmente dello stesso proprietario, ma dal punto di vista regolatorio di stretta attinenza dell’Autorità conseguenze non ve ne sono”.

Detto questo, l’AGCOMcontinua a monitorare attentamente il mercato per verificare le eventuali conseguenze sul piano regolamentare e avremo ovviamente utili interlocuzioni anche con la nuova proprietà di TIM nel momento in cui questa si dovesse consolidare a seguito dell’offerta che è stata fatta, per verificare tutte le questioni di loro competenza”.

Poste-TIM, Del Fante: "Un'operazione valutata positivamente"

In precedenza era già intervenuto alla Camera sull’operazione tra Poste Italiane e TIM anche l’amministratore delegato dell’azienda di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti, Matteo Del Fante, nel corso di un’audizione presso la Commissione Trasporti relativa al contratto di programma con il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per il quinquennio 2026-2031.

Il CEO di Poste Italiane aveva affermato che l’operazione è stata “valutata positivamente dai mercati” e ha poi fornito una panoramica sulle prospettive future del nuovo gruppo: “Poste è un’azienda retail per eccellenza e storica del nostro Paese; dall’altro lato TIM è un’azienda corporate e storica per il sistema produttivo italiano. Andiamo ad acquisire presenza su clienti importanti. L’ambizione assieme a TIM è accompagnare il sistema Italia in questo momento di transizione importante”.

Poste-TIM, dalla scalata al consolidamento del mercato TLC

L’OPAS di Poste Italiane su TIM è il primo passo verso un maggiore consolidamento nel mercato delle telecomunicazioni, come chiarito dallo stesso Del Fante alla Camera. Poste punta a creare un “unico Gruppo” che, attraverso l’integrazione di due delle realtà industriali più importanti in Italia, disporrà della piattaforma di infrastruttura connessa più estesa del Paese e occuperà una posizione di leadership non solo nel campo della telefonia mobile e rete fissa, ma anche in quelli dei servizi finanziari e assicurativi, logistica, energia e servizi digitali.

Le sinergie tra le due aziende sono stimate in 700 milioni di euro annui a regime, di cui 500 milioni di risparmi derivanti dalla riduzione del debito di TIM e 200 milioni di ricavi dalla vendita dei servizi della telco ai clienti di Poste e viceversa.

La scalata di Poste Italiane in TIM è iniziata un anno fa con l’acquisizione del 9,81% della telco con pagamento in contanti e la cessione a Cassa Depositi e Prestiti del 3,87% delle quote di Nexi, il sistema di servizi interbancari di cui già deteneva circa il 15%.

Poste, nell’aprile del 2025, è poi diventata primo azionista di TIM acquistando da Vivendi il 15% delle quote per 684 milioni di euro. A novembre è stato poi firmato il Memorandum of Understanding per il trasferimento dei servizi di PosteMobile sulla rete di TIM, iniziato poi ufficialmente il 23 febbraio 2026.

Lo scorso 22 marzo Poste Italiane ha lanciato la sua OPAS da 10,8 miliardi per completare l’acquisizione di Telecom Italia. L’offerta pubblica prevede una parte in contanti pari a 0,617 euro e 0,0218 euro in azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione. Il premio per gli azionisti è superiore al 9% rispetto al prezzo ufficiale di marzo. L’operazione dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno, ma affinché l’offerta venga considerata valida si dovrà raggiungere il 66,67% del capitale. Raggiunto l’obiettivo, si procederà alla revoca della quotazione di TIM su Euronext Milan.

AGCOM: nuova analisi dei servizi di accesso alla rete fissa

L’AGCOM, con la delibera n. 58/26/CONS, ha approvato l’analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa ai sensi dell’articolo 89 del Codice delle comunicazioni elettroniche, in cui si considera la separazione a livello strutturale dell’infrastruttura di TIM, diventata operativa il primo luglio 2024.

“A valle dell’operazione di separazione – si legge nella delibera dell’Autorità – FiberCop e TIM non hanno più legami partecipativi e FiberCop è titolare dell’infrastruttura di accesso di rete fissa, primaria e secondaria su rame e fibra, nonché opera nel solo mercato dei servizi di accesso all’ingrosso. Pertanto, l’analisi di mercato aggiorna la regolamentazione dei mercati (i) dei servizi di accesso locale all’ingrosso e (ii) dei servizi di capacità dedicata all’ingrosso, precedentemente regolamentati dalla delibera n. 114/24/CONS”.

La nuova analisi è stata condotta anche a seguito della qualifica di FiberCop come operatore wholesale only da parte dell’AGCOM, che ha portato a un nuovo assetto nel mercato della rete fissa. L’Autorità, ai sensi dell’articolo 91 del Codice, ha imposto a FiberCop alcuni obblighi come la libertà di accesso alla rete senza discriminazione e l’applicazione di prezzi equi e ragionevoli.

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