Passare da 3 a 4,5 kW: costi, vantaggi e quanto aumenta la bolletta
Aumentare la potenza del contatore luce da 3 a 4,5 kW può costituire una necessità, soprattutto nel caso di impiego di elettrodomestici ad alto consumo. L'operazione presenta alcuni costi ben identificabili e porta con sé diversi benefici: scopriamo quali.
In alcune occasioni, portare la potenza del contatore lucedai tradizionali 3 kW a 4,5 kW può essere un’operazione consigliabile. Una considerazione che vale anche nei mesi estivi, quando l’uso di più condizionatori contemporaneamente può portare al classico “scatto” del salvavita domestico, dovuto proprio a un utilizzo di corrente superiore a quanto previsto dalla propria utenza.
Prima di procedere, però, è bene conoscere quando è utile effettuare tale operazione, quali sono i costi del passaggio di potenza da 3 a 4,5 kW e quali vantaggi comporta.
Esistono alcuni scenari tipici nei quali la potenza del contatore dovrebbe essere aumentata per assecondare il maggior assorbimento di corrente. Tra questi rientrano:
utilizzo contemporaneo di elettrodomestici ad alto assorbimento - accendere allo stesso tempo dispositivi come forno, lavatrice, asciugatrice o aspirapolvere supera facilmente i 3 kW;
installazione del piano cottura a induzione - la cottura a induzione assorbe picchi di potenza elevati, specialmente se si usano più fornelli insieme;
uso di condizionatori e pompe di calore - durante i mesi estivi o invernali, la climatizzazione prolungata sommata ai normali consumi di casa porta la richiesta energetica oltre il limite standard di 3 kW;
ricarica di veicoli elettrici a casa - collegare un'auto elettrica tramite wallbox o presa domestica assorbe una quota significativa di potenza, rendendo necessario un aumento di kW;
elevata frequenza di utilizzo e più persone conviventi - nelle famiglie numerose, nelle case condivise o per chi lavora da casa, la sovrapposizione e l'uso prolungato di più dispositivi elettrici richiedono una capacità complessiva superiore.
Una volta stabiliti i casi nei quali è utile aumentare la potenza del contatore, è altrettanto giusto capire quali sono i costi da sostenere. Tecnicamente, l’operazione da effettuare si chiama “variazione di potenza impegnata”. Deve essere richiesta al proprio fornitore, ma in pratica viene effettuata dal distributore locale.
Dopo aver avanzato la richiesta, il fornitore invia la pratica al distributore, che verifica la fattibilità dell’operazione e trasmette un preventivo con i costi totali. Nella cifra vengono incluse diverse voci:
contributo al distributore - pari a 93,5 euro;
oneri di gestione - stabiliti dal fornitore e dal distributore;
quota potenza in bolletta - l’aumento è di circa 35 euro annui rispetto a quanto si paga con un contatore da 3 kW;
eventuali lavori sull’impianto - variano a seconda dell’intervento.
Per un aumento da 3 a 4,5 kW, il costo tipico una tantum si aggira sui 115 euro più IVA, senza contare l’aumento mensile della quota potenza.
Quali sono i vantaggi dell’aumento di potenza del contatore?
Il contatore da 3 kW è la base di partenza standard nelle abitazioni italiane. Portare il livello a 4,5 kW può risultare conveniente in diversi casi:
è possibile utilizzare più apparecchiature contemporaneamente senza paura che il salvavita scatti;
si possono installare elettrodomestici ad alto consumo (piano cottura a induzione, asciugatrice, climatizzatori multisplit);
si pianifica l’installazione di una colonnina per la ricarica dell’auto elettrica.
A tal proposito, è bene anche valutare la propria tariffa, che deve adattarsi alle rinnovate esigenze di utilizzo. Dando uno sguardo alle migliori offerte luce delle nostre aziende partner puoi farti un’idea delle soluzioni più convenienti.
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