L’Italia deve fare i conti con il “problema” dell’approvvigionamento energetico. Il nostro Paese non è autosufficiente e ha bisogno di importare materie prime e energia elettrica dall’estero, in un contesto complicato e reso ancora più difficile dal recente rallentamento delle nuove installazioni di impianti fotovoltaici ed eolici.
In attesa di una crescita del contributo delle rinnovabili (in particolare fotovoltaico e eolico), la questione continua a essere di grandissima attualità, anche per via di un prezzo dell’energia elevato rispetto alla media UE, come conferma anche una recente indagine sulle capitali europee con i prezzi più alti di luce e gas.
A fornire un esempio su quella che potrebbe essere l’evoluzione del mercato energetico italiano è la Germania che sta lavorando a un’iniziativa molto interessante, legata a una partnership strategica con il Marocco dove verrebbe "delocalizzata" la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da importare poi nel Paese.
La Germania importerà energia elettrica rinnovabile
Un elemento centrale della strategia energetica della Germania viene descritto dal quotidiano economico Handelsblatt. È in fase di sviluppo, infatti, il progetto Sila Atlantik che punta a trasportare elettricità rinnovabile dal Marocco alla Germania.
Il piano in questione prevede la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici in Marocco, per una capacità installata di 15 Gigawatt e un’esportazione stimata di 26 TWh all’anno. L’obiettivo è coprire il 5% del fabbisogno elettrico tedesco.
Tra i principali beneficiari del progetto c’è Deutsche Bahn, la principale compagnia ferroviaria del Paese che punta a portare la quota di energia elettrica rinnovabile utilizzata al 100% del suo fabbisogno.
L’energia elettrica prodotta in Marocco verrebbe trasferita in Germania utilizzando due linee in corrente continua ad alta tensione, lunghe ben 4.800 chilometri e caratterizzate da una capacità di trasmissione simultanea che potrà arrivare fino a 3,6 Gigawatt.
Le sfide tecniche ed economiche del progetto sono numerose, a partire dalla produzione di cavi sottomarini e fino ad arrivare agli accordi con il Marocco per poter gestire gli impianti di produzione.
Il progetto tedesco può rappresentare un esempio per l’Italia che potrebbe valutare delle partnership strategiche con i Paesi del Nord Africa, andando oltre al semplice import di gas naturale, tramite gasdotti, e investendo nella possibilità di “importare” energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.
L’indipendenza energetica
L’Europa deve fare i conti con il problema della dipendenza energetica verso altri Paesi, come il caso delle importazioni di GNL dagli Stati Uniti che stanno rimpiazzando il gas russo. Lo scenario futuro per la Germania può essere un esempio da seguire, anche se resterebbe una sorta di dipendenza verso il Paese dove sono installati gli impianti di produzione (il Marocco in questo caso).
In ogni caso, si tratta di un’opportunità di sviluppo importante, considerando che in Nord Africa è possibile produrre energia elettrica da fonti rinnovabili con costi inferiori. Questo progetto, però, non sostituisce l’importanza di continuare a investire nelle rinnovabili sul territorio europeo e nell’efficienza energetica, per ridurre al minimo i consumi.