⏰ In 30 secondi:
- La Norvegia aumenta le forniture in vista dell’inverno.
- Il gas resta sotto pressione per tensioni e incertezze globali.
- Prezzi ancora elevati nonostante le rassicurazioni di Gassco.
Gassco, la compagnia che dirige la rete metanifera della Norvegia, si dice pronta a gestire la domanda europea durante l'inverno. Vista l'importanza delle forniture scandinave, si tratta di una buona notizia. I prezzi, nonostante ciò, potrebbero rimanere alti.
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Lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina ha modificato profondamente gli equilibri del mercato energetico europeo. Una delle conseguenze maggiori è il ruolo sempre più importante della Norvegia, diventata il maggior fornitore di gas naturale del Vecchio Continente.
A questo proposito, recenti dichiarazioni di Gassco, la compagnia che gestisce le infrastrutture metanifere del Paese scandinavo, lasciano ben sperare in vista dell’inverno ormai imminente.
Il 1° ottobre è iniziato un nuovo anno per il mercato del gas europeo. Mentre le quotazioni della materia prima all’ingrosso aumentano, come dimostra l’andamento odierno del TTF, la compagnia norvegese Gassco appare certa di poter far fronte alla domanda continentale. Alfred Skaar Hansen, director of system operations della compagnia, ha spiegato: “Approcciamo la stagione invernale dopo aver effettuato una manutenzione completa del sistema e possiamo contare su un’infrastruttura di trasporto ben funzionante. La Norvegia è ben equipaggiata per assecondare la domanda di gas dell’Europa”.
Scendendo nel dettaglio, il piano di manutenzione di cui parla Hansen si è svolto principalmente a settembre, periodo nel quale la compagnia ha diminuito le sue esportazioni verso gli altri Paesi. Si trattava quindi di una limitazione prevista e in linea con la strategia dell’operatore.
Traducendo il tutto in numeri, si nota che nel 2025 Gassco ha fornito 114,9 milioni di metri cubi di gas attraverso la sua rete di 8.800 km. Nel 2026 il dato per ora si ferma a 86,2 milioni di metri cubi, valore che rappresenta comunque un aumento di 2,1 milioni di metri cubi se rapportato allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le dichiarazioni rilasciate da Gassco fanno ben sperare e appaiono ancora più importanti in un momento, quello attuale, decisamente complesso. Con gli stoccaggi gas dell’eurozona sotto la media, sapere che il principale fornitore di metano si dichiara pronto a ogni evenienza costituisce una rassicurazione notevole.
D’altra parte, Gassco è responsabile “solo” del 30% delle forniture verso l’Europa. Il resto viene coperto soprattutto comprando più GNL dagli Stati Uniti e, in teoria, dai Paesi arabi. Questi ultimi, però, sono ostaggio del conflitto scatenatosi tra USA e Iran, che tiene sotto scacco una delle arterie di distribuzione più importanti a livello globale, ovvero lo Stretto di Hormuz. Anche se le esportazioni sono quasi tornate agli standard pre-guerra, la grande incertezza che aleggia sull’intera regione non lascia tranquilli i mercati. Che infatti reagiscono in maniera nervosa: in Italia, solo per rimanere alla stretta attualità, le bollette gas di settembre sono cresciute del 12,7%, almeno per quanto riguarda gli utenti vulnerabili.
Pertanto, le rassicurazioni norvegesi sono sicuramente gradite, ma da sole difficilmente riusciranno a dare stabilità ai prezzi.
In questo scenario così complesso e in divenire, gli utenti finali hanno comunque la possibilità di ridurre la spesa per le utenze domestiche. Il primo passo consiste nel confrontare le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner. Potrai scoprire soluzioni a costo variabile o fisso, con queste ultime che appaiono particolarmente indicate in un periodo così turbolento.
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Lo Stretto di Hormuz è meno chiuso di quanto possa sembrare. I flussi petroliferi sarebbero tornati quasi ai livelli precedenti al conflitto tra Iran e Stati Uniti. La domanda, allora, è perché i prezzi di carburanti e gas rimangono ancora così elevati.
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