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Hormuz, le esportazioni tornano ai livelli pre-guerra: perché i prezzi non scendono?

Il blocco iraniano dello Stretto di Hormuz mostra le prime crepe. Navi arabe, qatariote ed emiratine riescono a trasportare quantità di petrolio pari quasi a quelle registrate prima dell'inizio del conflitto con gli USA. Perché, allora, i prezzi non calano?

Paolo Benazzi
A cura di Paolo Benazzi

Esperto di mercati energetici, internet e telefonia

gas e petrolio
L'instabilità dello Stretto di Hormuz mantiene alti i prezzi, anche se le esportazioni ripartono.

⏰ In 30 secondi:

  • Le esportazioni di petrolio sono quasi tornate ai livelli pre-guerra, ma l'incertezza resta elevata.
  • Tensioni geopolitiche e rischi militari continuano a sostenere i prezzi di petrolio e gas.
  • Le quotazioni non scendono perché il mercato teme nuovi escalation nel Medio Oriente.

Lo scenario attuale del mercato energetico è decisamente complesso. Con le famiglie che rischiano stangate fino a 250 euro e rincari di oltre il 10% per le imprese, gli occhi del mondo sono rivolti al Medio Oriente. In particolare, sono le sorti dello Stretto di Hormuz a tenere ancora una volta banco, come succede ormai da fine febbraio scorso, inizio della guerra tra Iran e Stati Uniti.

Nuovi report fotografano una situazione ancora più paradossale di quella conosciuta finora. Sembra infatti che le esportazioni di petrolio nello Stretto di Hormuz siano vicine al livello precedente al conflitto. I prezzi dell’energia, però, continuano a salire: come si spiega?

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Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso (ma non sigillato)

Per cercare di capire cosa stia succedendo, il punto di partenza rimane sempre lo Stretto di Hormuz. Il corridoio di mare che separa Iran e Oman, crocevia fondamentale dei traffici energetici mondiali, è ufficialmente chiuso. Il blocco costituisce l’arma di ritorsione principale del regime iraniano, con effetti che si propagano in tutto il mondo.

Come evidenziato da un report del Wall Street Journal, però, a settembre è stato registrato il più alto livello di esportazioni petrolifere attraverso Hormuz e vie alternative dal febbraio 2026. Si parla di un flusso pari all’80% del totale registrato prima del conflitto: tutto ciò è possibile grazie all’azione di Arabia Saudita, Iraq ed Emirati Arabi Uniti, che riescono a trasportare quasi 13 milioni di barili di petrolio al giorno.

Come fanno le navi petrolifere ad aggirare il blocco?

Ci sono diversi modi. Alcune imbarcazioni, scortate e protette dall'aviazione USA, utilizzano passaggi sminati e corridoi sicuri individuati dalla Marina statunitense. Altre ricorrono a metodi decisamente più spiccioli, come spegnere il transponder per non farsi localizzare ed eludere i controlli.

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Se il petrolio viaggia, perché i costi energetici continuano ad aumentare?

Il fatto che le navi petrolifere abbiano trovato il modo di viaggiare attraverso lo Stretto di Hormuz e vie alternative dovrebbe essere una buona notizia. In parte lo è, ma allo stesso tempo dà il via a una serie di meccanismi che minano ulteriormente la stabilità della regione:

  • a differenza dei suoi avversari, l'Iran non riesce a superare il blocco navale statunitense a Hormuz né a trovare alternative via terra; l'impossibilità di esportare via mare il petrolio (da cui dipendeva l'80% del suo commercio pre-guerra) sta devastando l'economia del regime;
  • per reagire allo stallo e tornare a fare pressione sugli avversari, l'Iran potrebbe ampliare le operazioni militari, come dimostra l'avanzata in Yemen degli Houthi e il blocco parziale dello stretto di Bab el Mandeb;
  • i recenti incontri USA-Iran sono stati infruttuosi e il presidente Dondald Trump ha minacciato di "annientare" l'Iran in mancanza di un accordo più vincolante sul nucleare;
  • Trump ha respinto la proposta iraniana di riaprire Hormuz in cambio della fine dell'embargo USA, con scarse prospettive di intesa prima delle elezioni americane di metà mandato.

Tutta questa incertezza fa sì che le quotazioni del petrolio e del gas rimangano su livelli molto alti, con tutte le conseguenze negative del caso. Tra le tante, l’aumento delle bollette luce del 37% e oltre, al quale gli operatori del settore promettono di rispondere con sconti e agevolazioni.

In tutto ciò, l’unica arma che gli utenti finali possono sfruttare è quella della scelta della tariffa corretta per le proprie necessità. Le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner possono aiutarti a risparmiare in bolletta.

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